E se l’Internazionalizzazione della PMI va Fuori Strada?

 

Internazionalizzazione PMI

Quando si parla di internazionalizzazione, la cosa che piu’ mi sorprende e’ “l’accanimento” sulle PMI.

Tutti a dire che le PMI devono internazionalizzare, e fin li’ va bene …. a patto che l’impresa abbia prima verificato che sia nel suo interesse; insomma, magari sta andando benissimo cosi’ com’e’! Non e’ che magari l’internazionalizzazione va fuori strada e la PMI si fa del male?

Discorso strano?

Mica tanto, visto che tutto si fa per il beneficio dell’impresa, quindi se l’internazionalizzazione non e’ appropriata non si deve fare.


E qui sorge la domanda spontanea: perche’ mai potrebbe non essere appropriata l’internazionalizzazione?

Risposta semplice: fatti due conti, non e’ conveniente.

Risposta meno semplice: i conti non sono solo due, e comprendono un’analisi dei rischi, del mercato estero, della situazione geopolitica; aggiungete una pianificazione seria che tenga conto di tutti i fattori, l’adeguamento dell’organizzazione, il personale adeguato, la formazione e quant’altro.

Risposta complicatina: e la gestione pratica delle operazioni pratiche – leggi sul campo – di internazionalizzazione della PMI?


Insomma, tutto cio’ risulta tutt’altro che banale anche per una grande azienda, figuriamoci per una PMI!

E allora niente internazionalizzazione delle PMI?

Certo che no, solo che bisogna fare internazionalizzazione d’impresa con tutti i santi crismi.

E i suddetti crismi, come abbiamo visto, non sono solo qualche agente all’estero, un po’ di conti e un avvocato.

In fondo, per fare impresa all’estero la PMI deve fare quello che gia’ fa, pero’ in un ambiente (anche totalmente) diverso; e magari pure competere con la concorrenza sul suo mercato.


E allora ci vuole onesta’ intellettuale e dire alla PMI interessata ad internazionalizzare: guarda che puoi andare li’ ma non la’ a causa dei rischi troppo elevati, e che comunque ci sono vari fattori (inclusi rischi) da considerare anche nei mercati piu’ favorevoli per te.

E soprattutto, bisogna dire alla PMI che per operare all’estero, magari extra-UE, bisogna dotarsi di personale con grande esperienza internazionale e rivedere l’organizzazione ed il personale; bisogna fare i conti della serva valutando tutti i fattori.


Conclusione: se qualche volta la PMI dimostra ritrosia, forse e’ dovuto al semplice sesto senso; ricordatevi che chi ha messo in piedi una PMI, ha spesso un sesto senso particolarmente sviluppato e ha comunque il sentore di rischiare di andare fuori strada.

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