SMAU di Padova – Startups e Innovazione delle PMI

 

Smau Padova

Un momento dell’estremamente interessante workshop sugli aspetti legali

 

La settimana scorsa sono stato allo SMAU di Padova, chiaramente incentrato sulle PMI (soprattutto Venete, ovviamente) – ed in particolare sulle startups, presenti in modo massiccio.

Ovviamente, la parola d’ordine era innovazione, anche se in alcuni casi (parliamo di prodotti intangibili) si parlava di quelle che negli States erano le novita’ dell’anno scorso.

Capitemi bene: non ho alcuna intenzione di diminuire il valore e l’interesse dello SMAU; pero’ va detto che purtroppo alcune novita’ concettuali sono gia’ affermate negli Stati Uniti.

Questo ci porta al primo problema, dato che tanto si e’ parlato di internazionalizzazione anche allo SMAU: l’indubbia qualita’ dei prodotti delle PMI venete puo’ sopperire si’, ma solo fino ad un certo punto, al ritardo nel campo del marketing.

Smau Padova

Una recentissima novita’: Periscope.
Dal workshop su Instagram

 

Mi sono posto molte domande sul perche’ di questo ritardo, visto che ormai c’e’ il web e che ottenere gli ultimi libri americani e’ molto agevole.

In poche parole: perche’ strumenti di marketing come i giornali personali online cominciano talvolta a circolare ora, anche tra addetti ai lavori, eppure negli States erano la novita’ dell’anno scorso?

La risposta arriva da Twitter, che abbiamo cominciato ad utilizzare seriamente da poco: la condivisione di links tecnici sul marketing, se in inglese, attira molto interesse ma ….. dai paesi anglosassoni (di solito USA/Canada ed Australia) – a badate bene che i posts solitamente sono tarati per gli orari europei; i likes di persone di lingua italiana sono praticamente nulli.

La stessa cosa si verifica per praticamente ogni altro tipo di link in inglese.

Inoltre, lo stesso fenomeno si verifica anche per i followers, che sono in maggioranza di lingua inglese, nonostante i nostri posts su Twitter siano solitamente tarati per la lingua italiana; nonostante spesso ci sia un minimo di introduzione in italiano.


 

Tornando allo SMAU di Padova, ho visto oratori che si “davano un tono” quando usavano (a piene mani) termini inglesi – per inciso, nessun inglese o americano parlerebbe cosi’.

D’altra parte, ogni tanto partivano degli strafalcioni.

Insomma, nei paesi di lingua italiana l’inglese e’ spesso un perfetto (o quasi) sconosciuto, perlomeno quando si tratta di conoscenza.

Del resto, la mia esperienza conferma che spesso le imprese, e non parlo solo di PMI, hanno serie manchevolezze per quanto riguarda la conoscenza dell’inglese da parte del personale.


 

E allora, forse …. prima di parlare di innovazione bisognerebbe parlare di educazione e formazione.

Allo SMAU ho potuto toccare con mano la verita’ di startup senza quelle che ormai dovrebbero essere conoscenze di base (o quasi) informatiche.

Mi sembra quindi evidente che c’e’ un gap di base da colmare; non si puo’ fare innovazione senza conoscenze linguistiche, informatiche e di marketing adeguate.

Da questo punto di vista, lo SMAU e’ opera altamente meritoria, pero’ le imprese devono assolutamente colmare il divario in conoscenze linguistiche ed informatiche; se le conoscenze citate non sono adeguate, anche il marketing ne risente.

Quello che non e’ ancora passato e’ che la PMI, soprattutto se vuole fare internazionalizzazione, deve mettersi al pari con la concorrenza internazionale, che non e’ solo tecnica.

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