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Intervista con lo Spirito dell’Internazionalizzazione – Le Imprese

Con l’approssimarsi delle feste, lo spirito dell’internazionalizzazione ha gentilmente accettato di farsi intervistare.

Il signor spirito è molto gentile: ha promesso altre interviste, tutte in esclusiva.

Ps: la troppa serietà è negativa per le aziende – soprattutto quando Natale è alle porte.

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Internazionalizzazione – I Voucher e la Velocita’

Per internazionalizzare ora, e’ assolutamente necessario muoversi con la massima velocita’, sia per recuperare i mercati perduti (ad esempio Russia) che per per arrivare prima di altri nei nuovi mercati.

Problema: in questo momento molte aziende italiane stanno aspettando le sovvenzioni statali – i voucher per l’internazionalizzazione – cosicche’ attori di altri paesi occupano i mercati prima di loro; inoltre, perfino competitors nazionali li battono sul tempo.

L’internazionalizzazione richiede impegno e preparazione, ma soprattutto velocita’.

La “burocratizzazione” e’ il male peggiore per chi vuole internazionalizzare.

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Meccanica e PMI – Come fare Internazionalizzazione?

I dati ICE rivelano un crollo dell’export delle macchine utensili in Russia (- 66.3%); soprattutto se confrontati con gli analoghi dati tedeschi (-1.2%), sono indicativi – ed istruttivi per le PMI (Piccole e Medie Imprese).

Questi dati sembrerebbero indicare che nel sistema di internazionalizzazione italiano c’e’ qualcosa che non va; forse e’ troppo burocratizzato?

Le PMI della meccanica, soprattutto quelle venete hanno sempre avuto il vantaggio della dinamicita’ e flessibilita’: dovrebbero tornare sulla strada che hanno sempre seguito con successo e fare leva sulla loro grande dinamicita’.

L’Ingegneria Meccanica e le PMI Venete – Una Meravigliosa Storia Reale

 

Ovvero eulogia di un magnifico e sconosciuto sistema produttivo, la storia della scoperta di un mondo d’alta ingegneria meccanica che pochi conoscono.

Ingegneria meccanica delle PMI in Veneto

Qualche tempo fa ho avuto bisogno di un piccolo lavoretto meccanico di precisione: in poche parole, nessuno faceva piu’ i pezzi di ricambio di un componente molto costoso.

Non sono riuscito a trovare niente, finche’ un amico (ingegnere meccanico) ticinese mi ha consigliato di cercare per bene in Veneto, particolarmente nella zona di Padova e Vicenza.

A questo punto vi chiederete perche’ non ci abbia pensato prima, visto che e’ un’area che conosco bene.

La risposta e’ molto semplice: i Veneti lavorano duro, fanno cose meravigliose, ma ci sono una marea di imprese che lavorano per altre aziende; e ben pochi sanno dei loro meravigliosi prodotti e, soprattutto, delle loro competenze.

Ingegneria meccanica e PMI del Veneto

Fatto sta’, che ho chiesto ad un amico locale, il quale mi ha fatto il nome del responsabile di una piccola PMI meccanica, sita in un piccolo paese.

Parlo con la gentilissima persona (in Veneto la presentazione di persona stimata conta moltissimo), il quale pur non essendo in grado di produrre il pezzo:

  1. Ha subito individuato il tipo di materiale necessario (molto diverso da quello che tutti supponevano), dandone le motivazioni tecniche.

  2. Ha dato un consiglio importantissimo per la successiva manutenzione.

  3. Ha pensato a quale PMI eventualmente poteva fare il lavoro.

  4. Ha subito convocato un tecnico per confermare o meno se il nome da lui pensato era il piu’ opportuno.

Il suo collaboratore ha suggerito un’altra azienda, fra l’altro poco lontana; fatto sta’, che in 10′ sapevo a chi rivolgermi e dove andare.

Da notare che questa PMI meccanica (circa 20 dipendenti), da cui ho cominciato la mia ricerca, lavora tantissimo (come sub-fornitrice) con l’estero ma nessuno l’avra’ mai sentita.

Ingegneria meccanica in Veneto e PMI

Dopo 10′ mi sono recato al sito della seconda azienda, che evidentemente lavora solo per altre aziende: una piccolissima PMI, in un luogo piu’ agricolo che industriale, nessuna insegna in rilievo.

La “raccomandazione” del capo della prima azienda meccanica ha aperto all’istante tutte le porte, con una sola domanda: lo volevo urgentemente o potevo aspettare?

Perche’? Perche’ il pezzo lo esegue a mano un altro artigiano in un altro paese; quindi se avevo fretta mi davano l’indirizzo.

Fatto sta’, che non avendo fretta ho atteso e dopo qualche giorno ho potuto andare a riprendermi il componente con i nuovi pezzi gia’ montati.

Inutile dire che il componente funziona benissimo; grazie alle istruzioni di manutenzione date dalla prima PMI (che nemmeno il produttore mi aveva mai dato) funziona perfino meglio che da nuovo!

Veneto

A parte l’elevatissima qualita’ e la totale disponibilita’ verso chi arriva attraverso la rete di aziende meccaniche, qualche considerazione:

  1. In Veneto tutti lavorano per qualcun altro, creando una meravigliosa rete di PMI meccaniche (e non solo) che possono dare servizi che manco una grande e blasonata azienda …..

  2. Vi sono competenze incredibili, frutto di una vita di lavoro sul campo.

  3. Purtroppo, la rete e le competenze in questione sono semi-sconosciute; e’ questo un difetto dell’umilta’ dei Veneti, che tanto lavorano ma poco marketing fanno.

  4. L’importanza ed il valore delle PMI venete sono chiaramente sottovalutati a favore delle grandi realta’.

  5. Quando una PMI veneta chiude, e’ una tragedia per un intero tessuto produttivo …. e per il mondo dell’ ingegneria meccanica.

Ho sempre ammirato il mondo della piccola imprenditorialita’, ma dopo questa esperienza nel campo dell’ingegneria confesso di guardare diversamente le grandi aree industriali: vi dedico meno attenzione, e invece quando passo per i piccoli paesi veneti mi chiedo quali meraviglie siano nascoste dietro semplici facciate e dentro anonimi cortili.

Internazionalizzazione – I Dati dell’Export Italiano di Dicembre 2014 ed i Mercati Extra UE

 
Internazionalizzazione e l'export italiano a Vicenza

Le esportazioni italiane sui mercati extra Ue hanno raggiunto un +3,2% a dicembre 2014 rispetto al mese di novembre, ed un +5,3% rispetto a dicembre 2013.

Un articolo dal titolo L’export fuori dalla Ue sostiene l’Italia: surplus a 28 miliardi in nove mesi dice tutto:

‘… Le esportazioni fuori dai confini del Vecchio continente alimentano la bilancia commerciale italiana, che a settembre ha registrato un avanzo commerciale di 2 miliardi di euro, in netta crescita rispetto ai 700 milioni del settembre 2013. Senza considerare l’energia, l’attivo arriva a 5,6 miliardi. Dati che spingono il saldo dei nove mesi: da inizio anno, la bilancia commerciale ha registrato un avanzo di 28,2 miliardi (erano 19 nello stesso periodo del 2013). Anche in questo caso, senza considerare l’energia l’avanzo sale nettamente a 61,7 miliardi …’

 

Un avanzo di 61,7 miliardi significa che non solo il sistema Italia ma anche moltissime aziende stanno sopravvivendo grazie all’esportazione in mercati extra UE.

Significa che non si parla piu’ solo di vendite all’estero, ma anche di internazionalizzazione a pieno titolo; per una disamina dei raporti tra le due cose, vedi l’articolo che ho scritto alcuni giorni fa: Internazionalizzazione e le Vendite all’Estero.

 

Se vendere o produrre all’interno dell’Unione Europea e’ ancora alla portata di molti, fare lo stesso in mercati extra UE e’ estremamente piu’ difficile.

Rivolgersi ad uno studio legale ed a un rappresentante, cosa gia’ insufficiente in UE, diventa del tutto inadeguato nel caso di paesi extra UE. Il perche’ e’ spiegato nell’articolo citato.

Posso qui aggiungere che quando si parla di vendere fuori dall’Europa ci sono da considerare una serie di fattori che, seppur presenti ogniqualvota si parla di internazionalizzazione, diventano ancora piu’ importanti.

 

Ovviamente, il fattore umano diventa critico: se chi gestisce la cosa non ha reale esperienza a livello multidisciplinare in paesi extra UE, si va rapidamente incontro al disastro.

E’ inutile girarci attorno: ci vuole gente pratica che ci ha gia’ “sguazzato” dentro e che ha lavorato e vissuto in vari paesi.

 

Capisco come possa essere difficile, per chi non ha esperienza diretta di paesi extra UE, comprendere in pieno quanto ho scritto, ma questo non fa che dimostrare quanto le mie parole siano basate sulla pratica e sul buon senso: in campo internazionale, senza una consulenza di chi sa veramente e per esperienza diretta cosa significhi operare in certi paesi, ci si ritrova nei guai alla velocita’ della luce.

E purtroppo, non c’e’ rappresentante vendite od avvocato che possa togliervi dai guai. Giusto per fare un esempio, pensa anche solo alle conseguenze di una causa internazionale (che non e’ uno dei problemi piu’ gravi che vi possano capitare), con le sue incertezze, i tempi biblici, il pericolo di una crisi di liquidita’ mentre i legali incrociano le lame.

 

Per l’internazionalizzazione non basta una semplice consulenza ma ci vuole qualcuno che, come si dice in ambito militare, ha mangiato un bel po’ di fango sul campo.

Internazionalizzazione – Per il Cliente o per Vendere alle Aziende?

Internazionalizzazione aziendale per il cliente

Qualche tempo fa ho gia’ avuto modo di affrontare l’argomento internazionalizzazione e pacchetti pre-configurati: Internazionalizzazione: Pacchetti Pre-Configurati? No Grazie!

Oggi torno sull’argomento internazionalizzazione, esaminandolo per come viene troppo spesso visto da chi fornisce tale servizio.

 

Quello che si nota e’ che c’e’ quasi sempre il “peccato originale“: la cosa viene spesso vista prima di tutto dal punto di vista di chi produce/fornisce servizi e della sua convenienza; spunta il solito metodo, senza considerare che metodi normali in un paese sono totalmente inadeguati in altri.

Un progetto di internazionalizzazione su contratto presume che il cliente ritenga di non avere le competenze adeguate; in quel caso non e’ ovviamente un partnerariato (come sembra che venga spesso “venduto” il servizio), dato che se il cliente ritenesse di avere la competenze …. farebbe da solo.

Se invece la richiesta e’ per uno specialista che lavori assieme al cliente, ogni discorso di metodo da parte del fornitore non ha ragione di essere.

 

In generale, si sente parlare del prodotto standard, ovvero confezionato da chi fornisce il servizio: in poche parole, il solito pacchetto pre-confezionato secondo la “comodita’” del fornitore del servizio, da customizzare poi.

Tale pacchetto viene magari concepito in modo da essere il piu’ universale possibile; segue un adattamento da fare nel modo piu’ lineare possibile.

La domanda che sorge spontanea e’: cosa ha a che fare tutto cio’ con l’internazionalizzazione?

In un mondo in cui il cliente chiede soluzioni altamente customizzate, in cui desidera essere vero partner nel progetto della soluzione …… ragionare cosi’ equivale a tornare indietro nel tempo.

 

Ma non finisce qui! L’internazionalizzazione e’ una disciplina estremamente complessa, che richiede soluzioni radicalmente diverse a seconda del caso.

Ad esempio, che c’azzecca una soluzione per il Centro Europa con una per l’Africa Equatoriale?

Cambiano non solo specifiche e quant’altro, ma anche la cultura, la mentalita’, le richieste normative, la legislazione, l’ambiente, ecc.

 

Comunque sia, e’ fin troppo evidente che le varie proposte dei fornitori del servizio tendono molto spesso ad andare in una sola direzione: il “protagonista” non e’ chi compra il servizio, ma il fornitore; il cliente e’ quasi un after-thought, un inconveniente cui trovare una soluzione, un ”male” necessario.

Bisogna avere il coraggio di dire come stanno le cose: quanto sopra non e’ Internazionalizzazione, ma un surrogato; e’ semplice business vecchia maniera, un volere offrire a tutti i costi un certo servizio.

 

Ps: Quanto scritto va nel senso del diritto di opinione, pensiero, critica, commento, ecc.

Internazionalizzazione: Pacchetti Pre-Configurati? No Grazie!

 

Internazionalizzazione e adattamento locale

L’ Internazionalizzazione implica adattamento alle condizioni locali

Metodologie pre-configurate o pacchetti pre-configurati ben poco hanno a che fare con l’internazionalizzazione. Diciamo che sono una vecchia abitudine di troppe societa’ di consulenza: la “bacchetta magica”.
Gia’ hanno dato (come prevedibile) pessimi risultati in questi anni e in parecchi (per non dire tutti) altri campi, figuriamoci in una disciplina complessa e delicata come l’ internazionalizzazione!

Talvolta il luogo d’ approdo e’ il punto di partenza: si decide di cercare di portare il prodotto/servizio in un dato paese; oppure si ottiene un contratto per un qualcosa che va installato e/o prodotto il quel luogo, o addirittura in fase di offerta si fanno tante considerazioni (fattibilita’ interna, costi, ecc.). Da li’ parte tutta la procedura, con tutte le problematiche, le scelte, ecc.

Oltre alla parte di Marketing e Sales, ovvero quella e’ la parte prevalentemente di soft skills, c’e’ tutta la parte tecnica/personale che va adattata/scelta/arruolata in funzione delle necessita’ locali. Questa seconda parte viene dimenticata/sottovalutata da quasi tutte le aziende che non dimenticano (e sono gia’ poche) la prima parte.
In generale, la parte tecnica/personale che va adattata/scelta/arruolata in funzione delle necessita’ locali viene sistematicamente (o quasi) ignorata, mentre dovrebbe comparire gia’ nella fase di fattibilita’.

E questo contribuisce a spiegare tanti risultati negativi e, soprattutto, le famose “sorprese”.

Project Management – Cosa si Trova con una Ricerca Google?

 

google e project managementCercavo news sul project management.

Ovviamente, una bella ricerca Google e via … direte voi!

E invece niente!

Niente nel senso che (non per colpa di Google) si trova una sfilza di siti aziendali o simil-aziendali, chiaramente ottimizzati per Google.

Anche una ricerca basilare non migliora di tanto la situazione; diciamo che in questo caso ci si ritrova anche con una sfilza di proposte che comprendono masters o simili, piu’ ovviamente annunci vari.

Provate anche con i social networks se volete: stessa storia o perfino peggio.

Insomma, siamo a quello che definisco “inquinamento” del web: non si riesce piu’ a trovare quello che si cerca.

Ma questo racconta anche un’altra storia, una storia triste: ormai l’informazione su certi argomenti e’ “soffocata” da pitching (la traduzione piu’ vicina in italiano direi che e’ piazzismo) e “pseudo-informazione”.

A questo si e’ arrivati!

Informazione (eventualmente anche di provenienza aziendale, se buona) sul project management praticamente niente, marketing a tonnellate.

E purtroppo, non e’ solo una questione di Google o dei social networks: vengono prodotte tonnellate di materiale a scopo vendita, ma praticamente nulla di tangibile e sostanzioso.

Ormai conta di piu’ produrre esclusivamente (o quasi) per l’apparenza e la vendita.

E poi tanti si stupiscono se i possibili clienti non hanno piu’ un sentimento di fiducia verso le aziende di consulenza!

Project Management Adattato alla Situazione Locale o Project Management “Internazionalista”?

In Veneto la regione lancia una campagna “compra veneto”, tutti conosciamo lo slogan “In Ticino per il Ticino”, sempre in Italia pare che le persone non comprino cinese se solo possono perché non considerano i prodotti sicuri.

Sappiamo tutti del referendum democratico sui minareti in Svizzera.

Una domanda: dopo “l´intossicazione” (uso il termine in senso tecnico) internazionalista, il mercato di base si sta forse orientando nuovamente verso le realtà locali o comunque culturalmente vicine? O comunque verso una ”customizzazione” locale dei prodotti, anche intellettuali?

Culturalmente, la gente lo sta facendo; stiamo per assistere al lato economico, anche intellettuale? Potrebbe essere un´occasione per le aziende e project manager di rilanciare la propria professionalità?

Che senso ha proporre metodologie di Project Management che (ammettendo che siano serie e garantite da un´Autorità, e non da associazioni o singole aziende) non sono adattabili alle necessità locali o che, essendolo, non lo sono?

Anche una metodologia riconosciuta internazionalmente, con una terminologia universale, va adattata alla situazione locale. Per fare un esempio virtuoso, PRINCE2 è di proprietà del governo inglese ed è previsto che sia adattabile (la famosa “scalability”)