Come Cominciare a Fare Internazionalizzazione?

Prima di tutto bisogna prendere la decisione se internazionalizzare o meno, dopo le opportune considerazioni di strategia aziendale:

  • All’azienda conviene fare internazionalizzazione?
  • Dove internazionalizzare?
  • Quale percentuale degli sforzi dell’impresa dedicheremo?
  • Ecc.

L’internazionalizzazione non deve essere fatta solo per gli incentivi statali, perche’ si rischia il futuro dell’azienda: investire soldi in un’operazione che non dovrebbe proprio cominciare puo’ portare al fallimento dell’impresa.


Occorre porsi delle domande:

  • Qual’e’ il futuro dell’azienda?
  • Quali possibilita’ aziendali ci sono?
  • Come pensate di gestire il futuro?
  • Ecc.

Bisogna decidere se fare internazionalizzazione, e come farla, solo dopo le opportune analisi – che dovete rivalutare personalmente.

 

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Il Made in Italy e l’Internazionalizzazione

Il Made in Italy e’ un potente fattore di internazionalizzazione, ma il farci troppo affidamento e’ un grave errore: all’estero, i clienti vogliono la dimostrazione che i vostri specifici prodotti e la vostra specifica azienda sono affidabili.

Il recente crollo dell’export di macchine utensili italiane in Russia (nonostante la meccanica italiana piaccia ai russi), crollo che non ha interessato anche la Germania, dimostra che dire Made in Italy non assicura il mercato.

Il marchio Made in Italy puo’ farvi prevalere sulla concorrenza quando i prodotti e le aziende concorrenti sono piu’ o meno in condizioni di parita’.

Quindi l’impresa italiana che vuole fare internazionalizzazione deve dimostrare, sia con il marketing che con i fatti, l’affidabilita’ sia dell’azienda che dei suoi specifici prodotti, nonche’ la flessibilita’ necessaria in ambiente internazionale.

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Perche’ Fare Internazionalizzazione con Righetconsult?

Internazionalizzazione: la risposta alla semplice domanda Perche’ dovrei scegliere Righetconsult?

Righetconsult non propone ne’ video professionali da 5.000 – 10.000 E al pezzo, ne’ pamphlet patinati ne’ presentazioni stellari, ne’ tantomeno voucher.

Il marketing e’ bello, ma se non racconta la verita’ su un’impresa e’ solo marketing.

Righetconsult propone la sua onesta e lunga esperienza di vita e lavoro all’estero, e la verita’ sull’azienda e su come lavora.

Tocca ora al cliente decidere.

E se l’Internazionalizzazione della PMI va Fuori Strada?

 

Internazionalizzazione PMI

Quando si parla di internazionalizzazione, la cosa che piu’ mi sorprende e’ “l’accanimento” sulle PMI.

Tutti a dire che le PMI devono internazionalizzare, e fin li’ va bene …. a patto che l’impresa abbia prima verificato che sia nel suo interesse; insomma, magari sta andando benissimo cosi’ com’e’! Non e’ che magari l’internazionalizzazione va fuori strada e la PMI si fa del male?

Discorso strano?

Mica tanto, visto che tutto si fa per il beneficio dell’impresa, quindi se l’internazionalizzazione non e’ appropriata non si deve fare.


E qui sorge la domanda spontanea: perche’ mai potrebbe non essere appropriata l’internazionalizzazione?

Risposta semplice: fatti due conti, non e’ conveniente.

Risposta meno semplice: i conti non sono solo due, e comprendono un’analisi dei rischi, del mercato estero, della situazione geopolitica; aggiungete una pianificazione seria che tenga conto di tutti i fattori, l’adeguamento dell’organizzazione, il personale adeguato, la formazione e quant’altro.

Risposta complicatina: e la gestione pratica delle operazioni pratiche – leggi sul campo – di internazionalizzazione della PMI?


Insomma, tutto cio’ risulta tutt’altro che banale anche per una grande azienda, figuriamoci per una PMI!

E allora niente internazionalizzazione delle PMI?

Certo che no, solo che bisogna fare internazionalizzazione d’impresa con tutti i santi crismi.

E i suddetti crismi, come abbiamo visto, non sono solo qualche agente all’estero, un po’ di conti e un avvocato.

In fondo, per fare impresa all’estero la PMI deve fare quello che gia’ fa, pero’ in un ambiente (anche totalmente) diverso; e magari pure competere con la concorrenza sul suo mercato.


E allora ci vuole onesta’ intellettuale e dire alla PMI interessata ad internazionalizzare: guarda che puoi andare li’ ma non la’ a causa dei rischi troppo elevati, e che comunque ci sono vari fattori (inclusi rischi) da considerare anche nei mercati piu’ favorevoli per te.

E soprattutto, bisogna dire alla PMI che per operare all’estero, magari extra-UE, bisogna dotarsi di personale con grande esperienza internazionale e rivedere l’organizzazione ed il personale; bisogna fare i conti della serva valutando tutti i fattori.


Conclusione: se qualche volta la PMI dimostra ritrosia, forse e’ dovuto al semplice sesto senso; ricordatevi che chi ha messo in piedi una PMI, ha spesso un sesto senso particolarmente sviluppato e ha comunque il sentore di rischiare di andare fuori strada.

L’ Internazionalizzazione in Veneto e l’Export – Come Vendere all’Estero?

L'Internazionalizzazione e l'export veneto visto attraverso il teatro olimpico di Vicenza

Eccellenza Veneta – il teatro olimpico di Vicenza

Ieri in Veneto, e per la precisione a Vicenza, ho assistito ad un interessante evento, non sull’internazionalizzazione in senso stretto ma sull’export.

Un professore universitario di cui non ricordo il nome ha snocciolato piu’ o meno gli stessi dati che si possono trovare alla pagina sull’internazionalizzazione del nostro sito, piu’ altri dati che confermano quanto da noi gia’ rilevato: la Germania esporta per circa il 50% e sta bene, l’Italia solo per circa il 25% e sta male.

Ha comunque aggiunto dati specifici per il Veneto: in poche parole, il Veneto e’ la regione italiana che ha il primato per vendere all’estero, e Vicenza la provincia in Veneto che ha la percentuale piu’ alta di esportazione.

 

Quello pero’ di cui non ha parlato, probabilmente perche’ professore universitario e quindi non immerso nel mondo del commercio, e’ che il Veneto (e Vicenza) e’ una delle aree piu’ colpite dalla crisi pratica.

Un altro aspetto che non e’ stato sottolineato e’ che tantissime aziende, specie le PMI, lavorano ma non vengono pagate.

Per non parlare delle decine di miliardi che il settore pubblico, cui non potrebbe importare di meno dell’export, non paga alle aziende non solo venete.

In poche parole, la percezione (non solo mia ma anche di tanti attori esteri) e’ che al di la’ dei numeri ……. per il Veneto si stia preparando uno scenario pessimo.

 

Ed ecco perche’ penso che l’internazionalizzazione, non necessariamente dell’azienda o impresa nel suo complesso, sia ormai una necessita’ assoluta per il Veneta.

Esportare seriamente significa internazionalizzare: internazionalizzazione del prodotto o servizio, del progetto, eventualmente anche dell’impresa.

Tutto cio’ implica una riorganizzazione dell’azienda che va al di la’ dell’aumento dell’export con mezzi tradizionali: significa ripensare l’assunzione di nuovo personale, cominciare un nuovo progetto (prodotto) con uno studio di fattibilita’ che comprenda anche (e soprattutto) la commercializzazione e distribuzione all’estero, ecc.

Certo, per iniziare ci si puo’ affidare a soluzioni temporanee volte all’export, ma inevitabilmente si deve pensare anche al lungo periodo: un riassetto permanente dell’azienda in tempi il piu’ ridotti possibile. Questo significa inevitabilmente internazionalizzazione.

 

Come e’ stato rilevato all’evento, la situazione in Veneto non migliorera’, semmai peggiorera’.

A questo va aggiunto un fattore fondamentale: anche all’estero c’e’ la concorrenza, e per batterla a casa propria bisogna affrontarla con armi adeguate al posto.

E infine un fattore che incidera’ sempre di piu’ sulle esportazioni: il costante calo di fiducia nel sistema Italia, la consapevolezza all’estero che tante aziende, anche Venete e perfino di Vicenza, stanno fallendo e/o non sono in grado di pagare (i servizi, i fornitori, addirittura le tasse, ecc.).

 

Alla luce di tutto cio’, e’ evidente che l’ azienda che vuole continuare a produrre ed essere pagata ha ben poco futuro se continua nella maniera tradizionale; la situazione e’ cambiata, non e’ piu’ una ordalia di apertura di partite IVA (“reali”) ma una lotta per la sopravvivenza, sopratutto per le PMI che possono contare solo su se’ stesse.

Aumentare l’export significa internazionalizzare; esportare all’estero, e soprattutto extra Unione Europea, significa sposare l’internazionalizzazione.