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Internazionalizzazione di PMI – Convegno dell’Ascom di Padova su Russia ed Est Europa

Il convegno trattera’ della Russia, dell’Est Europa e dei paesi ex sovietici dell’Asia Centrale. Si terra’ il 5 maggio 2016 presso l’Ascom di Padova, come parte del ciclo di corsi e conferenze “Sulla strada per l’Export”, “Percorso guidato sull’internazionalizzazione come opportunita’ di crescita per le imprese”.

Il convegno e’ mirato alle necessita’ delle PMI e comprendera’ una parte su rischi e geopolitica, una sugli aspetti economici, una sulla fiscalita’ ed una sugli aspetti legali; in piu’ delle testimonianze di imprese italiane (case studies).

Orario: 09h00, presso la sede dell’Ascom – Piazza Bardella 3, Padova

Per informazioni ed iscrizioni, contattare l’Ascom di Padova: tributario@ascom.padova.it
 
 

Ps: video su accordo con l’Ascom Padova.

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Analisi e Gestione dei Rischi – Corso all’Ascom di Padova

Il corso “Analisi dei rischi aziendali e Gestione dei rischi per progetti all’estero” si tiene presso la sede dell’Ascom – Confcommercio di Padova; fa parte del ciclo di corsi e conferenze “Sulla strada per l’Export”, “Percorso guidato sull’internazionalizzazione come opportunita’ di crescita per le imprese” organizzato per l’Ascom.

Per informazioni ed iscrizioni, contatta l’Ascom di Padova.

Ps: video su accordo con l’Ascom Padova.

Ingegneria Meccanica e Shovel – Innovazione Digitale e Digital Champions

 

Shovel e ingegneria meccanica

Ieri sera ero in Veneto, in previsione di un corso da tenere a Padova presso l’Ordine degli Ingegneri.

Per rilassarmi un po’ prima di andare a letto ho aperto la TV; in poche parole, per puro caso ho trovato un documentario di ingegneria meccanica che ho deciso di guardare.

Il fatto e’ raro, ma siccome era un documentario tecnico sull’uso di Shovels (mega scavatori) nelle miniere, e visto che l’argomento mi ha sempre interessato, ho dedicato un po’ piu’ di tempo al relax.

Il documentario era divulgativo e su vari punti era debole, pero’ era ben fatto e, soprattutto, ha ben trasmesso alcuni concetti che nell’ era dei digital champions sembrano essere stati dimenticati. Continua a leggere

SMAU di Padova – Startups e Innovazione delle PMI

 

Smau Padova

Un momento dell’estremamente interessante workshop sugli aspetti legali

 

La settimana scorsa sono stato allo SMAU di Padova, chiaramente incentrato sulle PMI (soprattutto Venete, ovviamente) – ed in particolare sulle startups, presenti in modo massiccio.

Ovviamente, la parola d’ordine era innovazione, anche se in alcuni casi (parliamo di prodotti intangibili) si parlava di quelle che negli States erano le novita’ dell’anno scorso.

Capitemi bene: non ho alcuna intenzione di diminuire il valore e l’interesse dello SMAU; pero’ va detto che purtroppo alcune novita’ concettuali sono gia’ affermate negli Stati Uniti.

Questo ci porta al primo problema, dato che tanto si e’ parlato di internazionalizzazione anche allo SMAU: l’indubbia qualita’ dei prodotti delle PMI venete puo’ sopperire si’, ma solo fino ad un certo punto, al ritardo nel campo del marketing.

Smau Padova

Una recentissima novita’: Periscope.
Dal workshop su Instagram

 

Mi sono posto molte domande sul perche’ di questo ritardo, visto che ormai c’e’ il web e che ottenere gli ultimi libri americani e’ molto agevole.

In poche parole: perche’ strumenti di marketing come i giornali personali online cominciano talvolta a circolare ora, anche tra addetti ai lavori, eppure negli States erano la novita’ dell’anno scorso?

La risposta arriva da Twitter, che abbiamo cominciato ad utilizzare seriamente da poco: la condivisione di links tecnici sul marketing, se in inglese, attira molto interesse ma ….. dai paesi anglosassoni (di solito USA/Canada ed Australia) – a badate bene che i posts solitamente sono tarati per gli orari europei; i likes di persone di lingua italiana sono praticamente nulli.

La stessa cosa si verifica per praticamente ogni altro tipo di link in inglese.

Inoltre, lo stesso fenomeno si verifica anche per i followers, che sono in maggioranza di lingua inglese, nonostante i nostri posts su Twitter siano solitamente tarati per la lingua italiana; nonostante spesso ci sia un minimo di introduzione in italiano.


 

Tornando allo SMAU di Padova, ho visto oratori che si “davano un tono” quando usavano (a piene mani) termini inglesi – per inciso, nessun inglese o americano parlerebbe cosi’.

D’altra parte, ogni tanto partivano degli strafalcioni.

Insomma, nei paesi di lingua italiana l’inglese e’ spesso un perfetto (o quasi) sconosciuto, perlomeno quando si tratta di conoscenza.

Del resto, la mia esperienza conferma che spesso le imprese, e non parlo solo di PMI, hanno serie manchevolezze per quanto riguarda la conoscenza dell’inglese da parte del personale.


 

E allora, forse …. prima di parlare di innovazione bisognerebbe parlare di educazione e formazione.

Allo SMAU ho potuto toccare con mano la verita’ di startup senza quelle che ormai dovrebbero essere conoscenze di base (o quasi) informatiche.

Mi sembra quindi evidente che c’e’ un gap di base da colmare; non si puo’ fare innovazione senza conoscenze linguistiche, informatiche e di marketing adeguate.

Da questo punto di vista, lo SMAU e’ opera altamente meritoria, pero’ le imprese devono assolutamente colmare il divario in conoscenze linguistiche ed informatiche; se le conoscenze citate non sono adeguate, anche il marketing ne risente.

Quello che non e’ ancora passato e’ che la PMI, soprattutto se vuole fare internazionalizzazione, deve mettersi al pari con la concorrenza internazionale, che non e’ solo tecnica.

Bacchiglione e Studio di fattibilita’ per il completamento della Idrovia Padova – Venezia

Il fiume Bacchiglione tra Vicenza e Padova

Alcuni giorni fa, sono stato invitato come relatore ad un convegno sull’idrovia Padova – Venezia, conosciuta anche come Canale Navigabile.

Si e’ forse trattato dell’unico convegno o altro che sia stato tenuto con l’obiettivo di analizzare la questione esclusivamente in modo tecnico (i relatori erano tutti tecnici) e senza preconcetti.

In effetti, il pubblico e’ stato entusiasta della presentazione, salutata da un robusto e lungo applauso; questo e’ stato indubbiamente dovuto alla qualita’ della presentazione, ma anche allo sforzo di usare parole e paragoni comprensibili a tutti.

Non bisognerebbe mai dimenticare che il pubblico e’ ansioso di sentire esposizioni tecniche, ma che queste esposizioni dovrebbero essere alla portata di tutti.

 

Ho cominciato con un’analisi della situazione del fiume Bacchiglione, facendo tesoro dell’informazione derivante dall’alluvione del 2010 e dalle piene seguenti.

Le conclusioni sono abbastanza semplici, pero’ sembrerebbe che sia stato il primo a trarle in un certo modo: a causa dell’elevata urbanizzazione (e della presenza di tante idrovore) la situazione e’ cambiata radicalmente dal 1966 ad oggi; in particolare, il pericolo non e’ piu’ rappresentato solo dalle acque montane, ma anche (e soprattutto, quando si parla del 2010), dalle acque pedemontane (e di pianura), e questo ha chiare implicazioni quando si usa documentazione risalente a vari decenni fa.

 

Dopo una parte sulla situazione (e sulle azioni auspicabili) del fiume Bacchiglione, con una parte sul Brenta, e’ seguita una lunga disamina dello studio di fattibilita’ per il completamento dell’Idrovia (o canale navigabile).

Sono stati analizzati anche gli effetti sulla laguna di Venezia, soprattutto l’innalzamento nelle varie condizioni di marea. In questa parte si e’ sottolineato come, a seconda del livello di marea in corrispondenza dello sbocco, le condizioni possano variare anche notevolmente.

 

E’ stato infine analizzato lo stato di fatto dell’ idrovia.

E’ stato in particolare rilevato come lo stato di fatto sia ben diverso da come normalmente dipinto, e che molte modifiche (ed altro) sarebbero comunque necessarie; cio’ non potrebbe non avere influenza su costi e tempi.

 

Al link che segue potete trovare la presentazione in oggetto:

http://www.slideshare.net/Righetconsult/bacchiglione-fattibilita-idroviapadovavenezia

Le slides sono solo una traccia per quanto esposto al convegno, ma per il Bacchiglione (ed il Brenta) si puo’ trovare molta piu’ informazione su http://youtu.be/MuaZTBd0WVw, oppure in coda alla presentazione. 

 

Project Management 2011: Convegno a Padova – Abano Terme

PROJECT MANAGEMENT 2011

Sabato 19 novembre 2011, ad Abano Terme (Padova), si terrà il convegno “Project Management 2011”, con il Patrocinio della Città di Abano Terme e dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Padova:

  • Conduzione operativa di un progetto

  • Leadership situazionale

  • Strumenti per il Project Management
  • Comunicazione nel Project Management

  • Case study

 

Abano Terme, sabato 19 novembre 2011

Patrocinio della Città di Abano Terme e dell´Ordine degli Ingegneri di Padova

Kursaal, Via Pietro D’Abano 18, 35031 Abano Terme (Padova)

Programma (gli aggiornamenti sul sito)

Registrazione, 09h00 – 09h30

 

 

Introduzione del Sindaco della Città di Abano Terme

Intervento del Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Padova

Presentazione

Conduzione operativa di un progetto”,09h45

 

http://www.righetconsult.com

La leadership situazionale: un modello di riferimento per il PM”,10h15

Dr.ssa Filippi, psicologa

Pausa Caffè,10h45 – 11h00

 

 

Strumenti per il Project Management, panoramica dei principali strumenti nell’ambito della gestione dei progetti”, 11h00

Ing. Ciraolo, consulente di project management

La Comunicazione nel Project Management – caratteristiche principali e strategicità”, 11h30

Ing. Rinaldini, Segretario FIP (Fondazione Ingegneri Padova)/Senior Consultant in Marketing e Comunicazione

 

 

Case study, 12h00

 

 

Dibattito finale con il pubblico,12h30

 

 

 

 

Il Project Management è una disciplina

—–> Metodo e studio sono indispensabili

Informazioni logistiche

La partecipazione è gratuita, consiglia però l´iscrizione.

Project Management 2011 da fuori Padova

A Padova si può facilmente arrivare da tutto il Veneto ed anche da altre regioni d´Italia.

Chi arriva da Verona, Vicenza, Venezia, Milano o Trieste può prendere l´autostrada A4.

Chi arriva da Rovigo, Ferrara o Bologna può prendere l´autostrada A13.

Da Treviso si può arrivare a Padova tramite l´A27 e quindi l´A4, o via SS.

Da Belluno, la strada più veloce per è forse l´A27 e quindi l´A4 fino a Padova, per poi proseguire verso Abano Terme.

L´aeroporto più vicino è il Marco Polo di Tessera (Venezia); altri aeroporti per Project Management 2011 sono quello di Verona e quello di Treviso.

Parcheggio

C´è ampio parcheggio libero (gratis) vicino a P.za Repubblica.

Arrivando da Padova (SS 250), alla rotatoria si continua (verso il centro) su Via Cesare Battisti invece proseguire sulla SS 250; si continua praticamente sempre dritti fino a P.za Repubblica (dopo la quale inizia la zona pedonale), si esegue un giro della piazza di 3/4 di giro e si prende Via Valerio Flacco; dopo poco si gira a sinistra in Via Caboto.

Alla fine di Via Caboto, c´è un parcheggio di fronte; un altro molto più grande è immediatamente alla destra (per chi arriva da Via Caboto) del primo.

Per tornare verso Padova, uscendo dai parcheggi si svolta a destra in Via Calle Pace; alla fine di Via Calle Pace, si svolta a destra.

Dal parcheggioa Via Pietro D´Abano

A piedi, si torna a P.za Repubblica e si entra nella zona pedonale (V.le delle Terme, opposto alla strada da cui siete arrivati a P.za Repubblica, in auto, da Padova); andando sempre diritti, trovererete via Pietro D´Abano.

La Kursaal si trova a circa 40 metri dallo storico “Hotel Orologio”, nello stesso edificio del “Gran Caffè delle Terme”.

Ad Abano vi sono varie indicazioni per la Kursaal, comunque è vicina all´ufficio informazioni ed all´ufficio postale.

Il numero civico 18 corrisponde all´ingresso dal Caffè delle Terme; l´ingresso ordinario per il pubblico è al civico 4.

Altri parcheggi

C´è parcheggio libero anche al cimitero, però è più lontano (è vicino al municipio).

Ad Abano ci sono anche molte strade dove si può trovare del parcheggio girando un po’, altrimenti vi sono vari parcheggi a pagamento.

Svago

Abano Terme è una splendida città, meta di turismo anche internazionale.

Project Management 2011 si svolgerà nel centro di Abano, in una zona incantevole; tutta l´area pedonale è meta di persone che vengono a passeggiare da tutto il padovano, soprattutto il sabato.

Locali di ogni tipo e negozi non si contano.

Project Management 2011 sarà anche l´occasione per una splendida giornata e … perché no, anche una magnifica serata dopo il convegno stesso.

Iscrizioni

Onde evitare spam, vi chiediamo di consultare il sito per questa informazione.

Per informazioni:

http://www.righetconsult.com

Practice svizzera innovativa di Lugano (Ticino), fornisce servizi di Project Management e soprattutto PRINCE2, Training, Strategia, Organizzazione aziendale, Risk Management, Programme Management.

Operazioni in Svizzera,Italia, UE.Le zone di maggior interesse in Italia per PRINCE2ed ilProject Management sono Padova, Vicenza, Verona, Venezia ed il Veneto, Milano; in Svizzera, Lugano ed il Ticino, Africa.

Certificazione PRINCE2 Practitioner a Londra. Siamo la prima (ed a nostra conoscenza l’unica) practice basata in Ticino nonché ad operare in Veneto con PRINCE2.

Project Management e Pubblica Amministrazione – con Dettagli su PRINCE2

Perché il Project Management è necessario per la Pubblica Amministrazione?

Il Project Management è organizzazione. È quindi indispensabile per la Pubblica Amministrazione.

Come vedremo, la metodologia di project management PRINCE2 (Projects IN Controlled Environments) è particolarmente adatta alla Pubblica Amministrazione.

I progetti della PA sono spesso molto complessi, coinvolgono molti attori (i cosiddetti stakeholders) richiedono un controllo ed una tracciabilità continui, sono sottoposti a miriadi di controlli interni ed esterni. Richiedono inoltre l´uso di una terminologia comune e riconosciuta.

Già questi fattori portano alla necessità di ordine nei progetti, che devono essere valutati, controllati, diretti, ecc.

Il project management è ordine, valutazione, controllo, direzione, ecc.

Il project management è una disciplina, ma anche un tool necessario, anzi il più necessario di tutti; la sua stessa natura lo rende perfetto per una Pubblica Amministrazione ordinata ed efficiente.

Quale Project Management per la Pubblica Amministrazione?

Molto spesso non è però ben chiaro cosa sia il project management: talvolta perfino chi lo pratica, o crede di praticarlo, non sa bene quello che sta facendo e diffonde impressioni sbagliate. Un progetto deve essere gestito con una metodologia (ad esempio, Prince2), applicata da un Project Manager certificato: questo è il Project Management.

Per fare un paragone, voi affidereste un grosso progetto edilizio ad una persona senza la qualifica di ingegnere?

Il progetto gestito col Project Management è una scienza quasi perfetta; il progetto gestito senza è un´avventura. Purtroppo, al giorno d´oggi la definizione project management è abusata: a fianco di serie metodologie, fioriscono una pletora di “mode del momento” che spesso recano più danno che beneficio.

Il Project Management è un´arma straordinaria, però deve essere ben compresa, affilata ed impiegata; il Project Manager deve essere scelto tra i professionisti, ovvero i Project Manager certificati. Se ciò non avviene, prima o poi arriva l´inevitabile epilogo: la disfatta finale.

Tutti i metodi di Project Management “seri” sono equivalenti? Assolutamente no!

Alcuni metodi di project management sono semplici raccolte di conoscenza: in poche parole, sareste in grado di dirigere praticamente un progetto dopo averle studiate? Un paragone: un laureato appena uscito dall´università; tanta teorie ma nessuna pratica. Se non ci credete, andate ad un convegno di project management per vedere quanti cercano di riscoprire l´acqua calda (le metodologie di Project Management pratiche).

Alcuni metodi di project management sono così dettagliati e/o settoriali che non sono di alcuna utilità se non in un ambito ristretto. Possono essere definiti project management? Una persona che non sia un tecnico specializzato in quello specifico settore può utilizzarli con profitto? Dov´è la visione generale del progetto?

I “metodi” di project management che arrivano da luoghi esotici e vengono propagandati come panacee di tutti i mali: finora, non abbiamo sentito di nessun caso in cui abbiano funzionato in occidente; chi li ha adottati se n´è pentito od ha apportato modifiche sostanziali, tanto da creare qualcosa di completamente nuovo giusto per “andare in pari”. Eppure, vi sono “messia” che continuano a riproporli in tutte le salse.

Perché i paesi asiatici stanno importando la metodologia di Project Management Prince2, concepita e sviluppata in Europa?

Già tutte le considerazioni precedenti ci indicano la direzione da prendere: una metodologia di project management seria, di proprietà di entità pubbliche e certamente non di associazioni od addirittura aziende; terminologia universale; fortemente orientata al prodotto.

PMP del PMI (Project Management Institute)? Il PMI è un’associazione privata e secondo noi la sua certificazione è orientata alle attività (ovvero costi) e non al prodotto (ovvero risultati/guadagni), tanto che fa uso della WBS (Work Breakdown Structure). Inoltre, è un´associazione privata, niente di più.

Altri “metodi” generali? Sinceramente, riteniamo che non siano assolutamente da prendere in considerazione, e non solo perché sono proprietà di associazioni od addirittura di singole aziende.

Che ne dite di PRINCE2? Di proprietà del governo (UE) britannico; terminologia universale; parte dal prodotto, tanto che fa uso del PBS (Product Breakdown Structure); largamente diffusa nelle pubbliche amministrazioni (adottata dalla NATO, in via di adozione dall´ONU, ecc.) e nelle aziende private; con molte caratteristiche innovative che non si trovano in altri “metodi”; in fase di diffusione esponenziale nel mondo.

PRINCE2

PRINCE (Projects IN Controlled Environments) è una metodologia di project management nata in Inghilterra nel 1989 per risolvere i problemi che affliggevano i progetti nel settore Information Technology. Il suo successo fu tale che nel 1996 fu creata PRINCE2, studiata fin dall’ inizio come metodologia universale e quindi non ristretta all’ IT.

Prince2, talvolta erroneamente conosciuto come Prince 2, è “di proprietà” del governo inglese (OGC -Office of Government Commerce) ma è di libero uso.

Più precisamente, “PRINCE2® is a Registered Trade Mark of the Office of Government Commerce in the United Kingdom and other countries” (ogc.gov.uk/intellectual_property_annex_1.asp), e “PRINCE2 is owned and developed by OGC …” (“Managing Successful Projects with PRINCE2”, 2005 edition, OGC, pubblicato dal TSO – The Stationery Office).

Prince2 è la più diffusa ed efficace metodologia di project management al mondo; Prince2 era ed è sponsorizzato dal governo britannico. Prima della sua introduzione, il rateo di insuccesso dei progetti aveva raggiunto l´80% nei settori tecnologici. Con Prince2, il rateo di successo è aumentato drasticamente.

A differenza di altre metodologie, Prince2 è pratico, con un manuale applicativo; Prince2 si concentra sulla gestione operativa del progetto, lasciando al team di progetto la scelta degli strumenti (carta e penna, software avanzato, ecc).

Prince2 ha un inizio, uno svolgimento ed un termine controllati. Soprattutto, i progetti Prince2 hanno un termine; in casi speciali, è previsto di chiudere comunque il progetto (perché non si trascini all’ infinito) per aprirne un altro (od altri) specificatamente mirato alle eventuali problematiche emerse.

Il successo di Prince2 lo ha portato ad essere adottato dalla NATO, da moltissime amministrazioni pubbliche anche a livello statale, da miriadi di aziende pubbliche e private; anche la Cina lo ha recentemente importato, e l´ONU sta per adottarlo.

Prince2 è “product based”, ovvero il prodotto è alla base di tutto: si parte dal prodotto, non dalle attività; tutto ciò che non serve al prodotto finale non viene nemmeno preso in considerazione.

Ad esempio, dal Product Breakdown Structure si ricava il Product Flow Diagram, e da quest´ultimo l´Activity Network; solo in quest´ultimo si trattano le attività, a dimostrazione che in Prince2 le attività sono strettamente subordinate al prodotto.

Alcune caratteristiche scelte di Prince2 e molto importanti per la Pubblica Amministrazione sono: il Business Case (fondamentale in Prince2), la fase pre-progettuale (Starting UP a Project), il concetto di Stages, la Scalability che rappresenta una delle novità pratiche di Prince2, come assegnare le Responsabilità, i Rischi (anche questo fondamentale in Prince2), il Configuration Management.

Richiamiamo l´importanza del concetto di Project Board per le pubbliche amministrazioni:

Il Project Manager risponde al Project Board (ovvero all’ Executive, perché il Project Board non è una democrazia) che è il responsabile finale del progetto.

Nel Project Board sono rappresentati tre interessi: Business (nella persona dell’ Executive), Supplier (Senior Supplier/s), User (Senior User/s).

In Prince2, tutte le decisioni importanti devono essere approvate dal Project Board; l´Executive deve essere una persona di grado elevato all´interno dell´organizzazione ed in grado di attingere alle risorse finanziarie.

Il Project Board “manage by exception”- dirige per eccezione: prende le decisioni previste (in particolare all’ inizio ed alla fine degli stages o del progetto) e riceve regolarmente dei rapporti dal Project Manager, però, se tutto procede entro le tolleranze previste e non vi sono novità di rilievo, non interviene; questo consente ai suoi membri di continuare con le loro attività (di solito si tratta di persone di grado elevato e molto impegnate).

La responsabilità finale risiede in chi ha l´autorità e la disponibilità finanziaria; tutte le parti coinvolte nel progetto sono rappresentate nel Project Board, però in Prince2 l´Executive ha la parola finale.

Prince2, il Project Management e la nostra practice

La certificazione Prince2 Practitioner è rara in molti paesi e quasi inesistente in Italia e Ticino; noi l´abbiamo ottenuta a Londra. Ad oggi, ci risulta che la nostra practice sia ancora l´unica (oltre che la prima) practice basata in Ticino a trattare Prince2, nonché l´unica ad operare in Veneto.

Il 19 settembre 2009 abbiamo organizzato il convegno formativo “Project Management 2009”, sponsorizzato dall´Ordine degli Ingegneri di Padova e col patrocinio della Città di Abano Terme.

Abbiano anche curato una scheda tecnica su Prince2 per la Camera di Commercio del Ticino: “Project Management: ecco Prince2” è il titolo della scheda IFCAM, serie Direzione e Politica Aziendale, pubblicata dalla Camera di Commercio del Ticino.

Da alcuni anni ci dedichiamo all´introduzione al Project Management in Italia (in particolare Padova e Veneto) ed in Svizzera (in particolare a Lugano ed in Ticino), con un occhio di riguardo alla metodologia Prince2.


Per informazioni:

http://www.righetconsult.com

Practice svizzera innovativa di Lugano (Ticino), fornisce servizi di Project Management e soprattutto Prince2, Training, Strategia, Organizzazione aziendale, PNL, Risk Management.

Operazioni in Svizzera, Italia, UK, Francia, Europa. Le zone di maggior interesse per la Pubblica Amministrazione, Prince2 ed il Project Management sono Padova, Lugano ed il Ticino, Vicenza, Verona, Treviso, Venezia ed il Veneto in generale, Milano, Roma.

Certificazione Prince2 Practitioner a Londra. Siamo la prima (ed a nostra conoscenza l’unica) practice basata in Ticino ad offrire Prince2.

Corso di Project Management – Introduzione con Elementi di Impostazione di un Progetto e Product-Based Planning

Introduzione al Project Management + Elementi di impostazione di un progetto + Product-based-planning

Il Project Management (Gestione progetti) è una disciplina che consente di gestire i progetti in modo ordinato: dalla concezione iniziale alla chiusura del progetto, niente viene lasciato al caso.

La pianificazione costituisce solamente una parte del Project Management: un progetto comprende molti altri aspetti – Business Case, rischi, organizzazione, qualità, soft skills, controlli, ecc. – per non parlare della gestione del progetto una volta dato il via alle danze (il progetto va diretto).

Il progetto gestito col Project Management è una scienza quasi perfetta; il progetto gestito senza è un´avventura.

Il Project Management è una disciplina, per cui metodo, studio e serietà sono indispensabili.

Il Project Management non è burocrazia: sta al project manager applicarlo in modo adeguato alle loro necessità ed alla complessità del progetto.

Il Project Management è più importante di vendite, marketing, ecc: il Project Management è organizzazione, senza la quale tutto il resto non serve.

Ci dovrebbe essere un “piano” di marketing, un progetto che non comprenda solo la pianificazione: chi lo fa? Vi fidate di qualunque cosa vi propongano gli esperti di marketing? O stabilite dei punti di controllo, dei paletti sulle spese, una coordinazione con tutte le altre attività?

Le vendite: esiste un progetto? C´è coordinazione con le attività produttive, oppure le vendite promettono la luna e poi il cliente non firmerà altri contratti e/o non pagherà?

Obiettivo

L’obiettivo di questo corso altamente interattivo è di introdurre i partecipanti al Project Management.

Basato sui principi di PRINCE2 (il prodotto alla base di tutto), attinge all´esperienza pratica e mira a produrre risultati pratici fin da subito, non processi. I processi sono costi, i risultati/prodotti sono profitto.

PRINCE2 è product-based ed ha già dimostrato di combaciare perfettamente con ISO 9000; la terminologia di PRINCE2 è standardizzata a livello internazionale.

Destinatari
Chiunque sia interessato al Project Management ed all´efficienza: non vi sono prerequisiti.

Programma (contattateci per il programma dettagliato)

  • Il progetto

  • Il project management

  • Il project manager

  • Come impostare un progetto (elementi)

  • Product-based planning (elementi)

  • Discussione finale


Dove e quando
Lunedì 14 giugno 2010
– ore 09,00/18,00 – Via Matteotti, 71 – Biblioteca Civica di Abano Terme (Padova).

Il corso fa parte di una triade di corsi sul Project Management si terrà nei giorni 14-15-16 giugno ad Abano Terme (Padova).

Solamente per questa occasione speciale, le condizioni di partecipazione sono estremamente favorevoli; si consiglia la prenotazione, in quanto la sala ha una capienza limitata.

Per favorire la partecipazione di tutti (anche studenti e disoccupati), le quote di partecipazione sono ridotte al minimo.

Ovviamente, questo comporta la riduzione al minimo dei costi: tutte le spese accessorie non sono coperte dalla quota di partecipazione.

I costi: per chi partecipa ad un solo corso a scelta, 150 E; per chi partecipa a due corsi a scelta, 250 E (ovvero 125 E per corso); per chi partecipa a tutti e tre i corsi, 300 E (ovvero 100 E per corso).

Programma dettagliato del corso e maggiori informazioni: scriveteci all’indirizzo (in versione anti-spam) che trovate sul sito.

Per informazioni:

http://www.righetconsult.com

Practice svizzera innovativa di Lugano (Ticino), fornisce servizi di Project Management e soprattutto Prince2, Training, Strategia, Organizzazione aziendale, PNL, Risk Management.

Operazioni in Svizzera, Italia, UE. In Italia, le zone di maggior interesse per Prince2 ed il Project Management sono Padova, Vicenza, Verona, Treviso, Venezia ed il Veneto, Roma, Milano; in Svizzera, Lugano ed il Ticino.

Certificazione Prince2 Practitioner a Londra. Siamo la prima (ed a nostra conoscenza l’unica) practice basata in Ticino nonché ad operare in Veneto con Prince2.

Corso su Programme management ed organizzazione e gestione aziendale + Risk Management

Come si applica il project management nell’azienda e nell’Ente, nella pratica?

Un Programma è un insieme di progetti coordinati, mentre il programme management è il modo per applicare con profitto il project management nell’azienda/Ente.

E´possibile gestire operativamente un´organizzazione – azienda od Ente – con il Programme Management? Se sì, in quale misura?

Attraverso la riduzione degli sprechi, l’armonizzazione delle risorse , la fine delle “faide” tra progetti e teams, il programme management porta ad un incremento del profitto.

Il programme management da’ la possibilità di gestire diversamente l’ organizzazione e di arrivare a risultati molto migliori.

Attraverso un innovativo modo di vedere l’organizzazione aziendale, verrà spiegato come si può affrontare l’organizzazione e la gestione aziendale in modo semplice ed efficace.

Verrà affrontato il vero lavorare per progetti, lontano anni luce da quello che viene normalmente così chiamato.

Si affronterà il problema della gestione delle risorse, in particolare quelle umane: senza bisogno di tante elucubrazioni, si vedrà come gran parte della gestione risulti automatica senza bisogno di spodestare i “guru” di HR.

Si vedrà come gestire il tutto integrando programme management ed organizzazione, ovviamente senza esagerare – un’azienda/Ente non comprende solamente la parte operativa ma anche quella ordinaria.

Si affronterà il tema delle emergenze e dei rischi.

Risk Management a livello di progetto, di programma, di azienda/Ente.

Il partecipante comprenderà come individuare, analizzare e gestire (contromisure) i rischi; sopratutto, imparerà come quello che viene normalmente considerato una seccatura (il Risk Management) possa invece essere una risorsa fondamentale per un’ organizzazione.

Un buon Risk Management, al di là dell’ evitare brutte sorprese, consente di migliorare enormemente l’ efficienza aziendale a qualunque livello.

Obiettivo

L’obiettivo di questo corso altamente interattivo è di introdurre operativamente i partecipanti al Programme Management ed al Risk Management, nonché di dare loro i mezzi per gestire la propria azienda/Ente (in particolare dal punto di vista operativo) in modo innovativo e profittevole.

Destinatari
Chiunque sia interessato all’Organizzazione e gestione aziendale, al Programme Management, al Risk Management; non vi sono prerequisiti, si consiglia però la frequentazione del corso di introduzione al project management (14 giugno) a chi sia digiuno di project management.

Programma (contattateci per il programma dettagliato)

  • Il programme management

  • Gestione aziendale

  • Approfondimenti su Programme Management, Organizzazione e gestione aziendale; emergenze e Rischi

  • Introduzione al Risk Management

  • Risk Management e gestione aziendale

  • Discussione finale

Dove e quando
Martedì 15 giugno 2010
– ore 09,00/18,00 – Via Matteotti, 71 – Biblioteca Civica di Abano Terme (Padova)

Una settimana dopo il convegno Project Management 2010 ad Abano Terme, un corso molto speciale ancora ad Abano Terme (Padova).

Il corso fa parte di una triade di corsi sul Project Management si terrà nei giorni 14-15-16.

Solamente per questa occasione speciale, le condizioni di partecipazione sono estremamente favorevoli; si consiglia la prenotazione, in quanto la sala ha una capienza limitata.

Il corso è nuovissimo e probabilmente un caso unico nel panorama internazionale: e tratta di come applicare il project management in un’organizzazione, nonché di come gestire un’ azienda/Ente (in particolare dal punto di vista operativo) in modo innovativo e profittevole; la parte di Risk Management comprende sia il Risk management in senso stretto che la sua applicazione “integrata” in campo aziendale.

Per favorire la partecipazione di tutti (anche studenti e disoccupati), le quote di partecipazione sono ridotte al minimo.

Ovviamente, questo comporta la riduzione al minimo dei costi: tutte le spese accessorie non sono coperte dalla quota di partecipazione.

I costi: per chi partecipa ad un solo corso a scelta, 150 E; per chi partecipa a due corsi a scelta, 250 E (ovvero 125 E per corso); per chi partecipa a tutti e tre i corsi, 300 E (ovvero 100 E per corso).

Programma dettagliato del corso e maggiori informazioni: scriveteci all’indirizzo (in versione anti-spam) che trovate sul sito.

Corso su Programme Management ed Organizzazione e Gestione Aziendale – Risk Management


Per informazioni:

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Practice svizzera innovativa di Lugano (Ticino), fornisce servizi di Project Management e soprattutto Prince2, Training, Strategia, Organizzazione aziendale, PNL, Risk Management.

Operazioni in Svizzera, Italia, UE. Le zone di maggior interesse sono in Svizzera per Prince2 ed il Project Management Lugano, Ticino, Zurigo; in Italia, Padova, Roma, Vicenza, Verona, Venezia ed il Veneto, Como, Milano.

Certificazione Prince2 Practitioner a Londra. Siamo la prima (ed a nostra conoscenza l’unica) practice basata in Ticino nonché ad operare in Veneto con Prince2.

Where is the beef?

Misfits of project management

Issue nr. 4

 

 

 

 

 

Contents

 

  • Introduction                                                                                                          I

 

  • Where is the beef?                                                                                              II

¨    Meow

¨    Collateral damage

¨    Aliens have landed

¨    MIA – Project Management

 

  • Tip – 13 minutes on Project Approach                                                                V

 

  • Flash – Project Management and History (3) – Samurai, 17th century               V

¨    The Way of the artisan

¨    The Way of the carpenter and the `Big project´

¨    Adapt and win

¨    How to manage a `Big project´ without forgetting your men

 

  • News – “Project Management 2009”: conference (with beef 🙂                         VII

 

 

 

 

 

 

Introduction

 

 

This is an ironic newsletter – we like having fun.

For those who did not read previous issues: www.righetconsult.com/newsletter

 

It is a case that today’s topic is centered on a certain kind of project management conferences: we read the program of yet another of those “encounters of the third type” conferences … and we began writing, for we only write when we are struck by bizarre happenings.

 

By a strange turn of fate, the conference “Project Management 2009” is going to take place in September, so it is dealt with in the news section of this very newsletter: in this case, we have a genuine first rate conference, the true product – Tailchaser and Inklet have tasted it 🙂

 

Where is the beef?

 

 

At project management conferences, why are they usually speaking about “collateral” matters, but not of the true Project Management?

They speak about communication, cultural aspects, “cotillons”, but what about genuine Project Management?

Maybe one speaks of verbal communication, but if you are interested in how a project is to be set out, you can probably watch the paint dry and learn more.

Maybe one speaks about cultural sharing, but never about a Communication Plan or a Project Approach.

Whoever tells you how to set out a project? To what avail “learning” how to “communicate” a project without having a project?

 

Cultural sharing of what?

If you tried to communicate something ethereal (a bit like those people do), what advantage would you get from “cultural sharing”?

First rule: before facing the customer, you should have a product; in this case, before communicating the customer the contents of your project, you should have a project … a real, solid, touchable product … not a smoky bundle of chats.

Oh, we know too well that someone is very good at selling smoke … and smoke is what the customer will get. It seems to be ok, provided you are not that customer, doesn’t it?

Have you ever heard of Project Mandate or Project Approach? Maybe yes, but if you think of it … where have you heard it? We bet you have not heard it at project management conferences “of the third type”.

What are those conferences for, then?

Where is the beef?

 

 

Meow

 

No, this time Tailchaser is not guilty, nor is our other feline friend Inklet 🙂

You know, they really like beef, but … we fear the beef wasn’t there to begin with.

Otherwise, we would have gladly shared it with them, because our cats are very knowledgeable: they stay still and observe, then sometimes meow abruptly in a reproachable tone; that is when we know we are doing something silly or, to put it differently, the beef is not first quality.

Should cats take things into their hands – ops, paws – and speak (sorry, meow) at project management conferences, maybe? 

 

It happens.

It happens even at big and renowned conferences.

Tailchaser: “Meowww:-/!” Translation by Inklet: “Oh my God!

That’s so, folks: sometimes people having nothing to do with project management lecture at project management events.

Artists, musicians, photographers, whatever you may think of, provided they have little or nothing at all to do with project management. Sometimes they speak of (very) “collateral” matters, sometimes they speak of matters strictly “alien” to project management.

 

 

Collateral damage

 

Everyone of us has got used to these words: collateral damage.

Fortunately, this is an ironic newsletter and we are not speaking of true collateral damage; that, we hope we will never witness in our lives.

 

Unfortunately, we are obliged to suffer another kind of collateral damage.

Obliged, as we usually go to a project management conference and … we get entangled in an ambush: bursts of verbal communication, cultural aspects’ grenades, cultural sharing sniping, even soft (skills) bayonets.

You know, that was set for someone else, i.e., inexperienced poor guys on reconnaissance patrol in the project management field; they wanted to approach the discipline, they thought they were careful enough to avoid the “claim more” mines, but … “This is a dirty war, Johnny” 😉

At any rate, even you most careful in staying out of skirmishes, get involved; after all, the conference room is never big enough and “accepting and inventing requirements” bullets travel a long distance: collateral damage.

 

Basically, people attend project management conferences to learn the hows.

What they often get instead is a bundle of generic “information” of no practical use or even worse, for, if to you that is not useful (and sometimes even boring) information, to the inexperienced that is sold as “project management”; the inexperienced are searching for the right trail and follow indications, especially when they are given to them as absolute truths.

That could be damaging even to you, for you may get subtly convinced you need to take the wrong turn of the road: collateral damage.

 

Verbal communication is a very useful skill; in fact, we include it in our “extended” project management basic course, i.e., we give some basics the third day (in the three-day course) or some sound information on how to explain your project (or your ideas) in public the fourth day (in the four-day course). That is, we speak of it in detail not before two days of intensive project management course – basic soft skills are included in those first two days: the two-day course is the basic course.

In a few words, people should first learn project management basics and begin understanding how to draw a project, then, and only then, learn how to “communicate” it.

Btw, of which use is knowing Chinese if you don’t know project management? You may impress your customers or partners with your Chinese, but you will never get a contract.

 

Cultural aspects are a wondrous thing: no one seems to know what they may exactly be.

Oh, the sound of it is good, but Ulysses teaches a good lesson on sirens.

A project should produce measurable results/products and should be the fruit of measurable and tangible actions: a house is tangible and built through bricks, rulers, and so on; we have never heard of “cultural aspects” in masonry, just of good or not-so-good masons, whatever their ancestry.

 

Cultural sharing is our favourite: what the hell does “cultural sharing” mean?

Has its meaning got lost in the mist of legend? Is it unknowledgeable, intangible, and basically the cultural-sharing-that-be?

You know, we usually keep the project team up-to-date on everything that could be relevant for the project; on their part, team-members do the same. Basically, we work together in harmony; obviously, a communication plan has to be set out at an early stage, agreements on how to deal with issues and the like ought to be struck, and so on.

Stop there!

Why aren’t those same people who speak of “cultural sharing” hinting at the just-mentioned aspects? We could accept “cultural sharing” if those aspects had been already dealt with by the speaker before.

With “cultural sharing” alone, whatever it may be in practical terms, you are not going to bring a project to a happy end.

In case “cultural sharing” is meant as “we are all of the same mind” or “a brotherhood” … sorry, we must respect each other and be tolerant and respectful of other people’s ideas, but trying to reach “brotherhood” is basically impossible and even potentially damaging: project discipline tends to get lost; everyone assumes he/she has the right to discuss matters long after a course have been set; problems tend to be invariably seen as “cultural” problems; a damaging uniformity of thought takes place; people get convinced that not acting according to current fads means being  “asocial” or, even worse, not team-players 😉 and so on.

 

Soft skills: they are definitely needed in a project, provided everything is not reduced to chatters.

Unfortunately, soft skills are often an easy choice: one can speak of everything and nothing. Often, that is exactly the case: you learn nothing about practical project management, just a lot of ethereal information which could be likewise applied to discussions on angels’ sex.

 

 

Aliens have landed

 

Who happens to be lecturing at project management conferences?

Artists, musicians, photographers, performers, even “jugglers”.

Aliens have landed on the surface of project management.

To be fair, they were invited and they came: the fifth column of project management has struck again 😉

At any rate, we are thankful when they do not try to speak of what (according to someone) is project management.

People reading compositions, people showing photographs (the same over and over again during their allotted time), and so on.

At least, “jugglers” are frank and state they are there for a show of their art, not for project management.

 

Meeoww??” That was Tailchaser; as usual, our faithful Inklet provides the translation (cats have few words but an infinity of tones – they are very practical): “So, what may those “aliens” want of us?

At those conferences, someone is quite honest and states that project managers should help (economically) artists, someone else remains a mystery.

Well, now the valiant Inklet comes to our aid – she-cats are very perceptive: “Mayhap are they just substitutes for sound project management matters?

Where were sound management matters left, then?

 

Tailchaser may not be as perceptive as Inklet, but he knows his business: when he projects a plan to catch mice, he is a perfect project manager: “Meeeow mew! :-\”

This time, I could understand him without any help from Inklet: “When dealing with an audience, emotions can be a substitute for rational facts: in the end, the audience may be happy, even if very little useful information has been given”.

Inklet: “When you don’t have the beef, give them the scent of beef, make the scent very strong and override their rationality. Play with scent long enough, and they will be satisfied … or at least they will be convinced of being satisfied; their primitive emotional mind will remember the experience as a positive one, even if they have learned nothing, or almost nothing, positive.”

Tailchaser brings the discussion to an end: “Even soft kills (he is trying to speak English now), sharing and the rest of the paraphernalia …

 

 

MIA – Project Management

 

MIA – Missing In Action.

At the end of the long day, you realize someone is missing: ambush after ambush, poor sergeant-major Project Management is no longer in sight.

Is he dead? What killed him? An unfortunate burst of verbal communication? A cultural aspects offensive grenade? A cultural sharing sniper? A soft kills (as Tailchaser would say) bayonet? Or even a “claim more” mine placed by an artist in unconventional warfare?

Or did they, and others, all contribute to Project Management’s untimely passing away?

Is he a prisoner? Who knows?

 

Even Project Management’s platoon is missing: someone is definitely dead, someone is seriously wounded, someone is MIA.

Private first class Project Mandate is dead, private Business Case is wounded, corporal Project Brief was killed during an attack with cultural aspects grenades, sergeant Project Approach was mowed down by a hail of “accepting and inventing requirements” bullets, private Organization was last seen while a band of ethically-conscious guerrillas armed with big machetes was closing on him from all quarters, corporal Responsibilities has been incinerated by a “claim more” mine, private Customer’s Quality Expectations has been taken prisoner and deported to a concentration camp, Sergeant Project Plan has been tortured to death, private first class Risks has been grievously wounded by a cultural sharing sniper – we pray for him, corporal Product-based Planning has been captured and shot on the spot, private Product Description is behind hope of recovery, many others are MIA and possibly KIA – Killed In Action.

 

Meww-meeew!!

This time, Inklet and Tailchaser in unison: “Ok, but now let’s go for the real, genuine, tasteful beef; we are really hungry!!”

 

 

 

 

 

Tip – 13 minutes on Project Approach

 

 

The Project Approach is often forgotten, but it is a fundamental part of project management.

In fact, it should be one of the first documents produced: without it, a project is not going to take off.

We prepare it just after the Business Case and definitely before beginning to plan; in fact, the Project Plan will make use of it; the same will apply to the Project Quality Plan.

 

The Project Approach defines the hows of a project, e.g.:

  • How do you approach the project? Without such a clear decision, nothing can be properly done.
    • How will the work be conducted?
    • Which options are there available? Which one is the recommended one? Why?
    • Which solution (option) is better? Bespoke? Off-the-shelf? Contracted out? A mix of them? …?
    • What about the environment, e.g., are the customer’s sites apt to host your equipment or do they need modifications? It is much better to know it in the first stage of a project.
    • What about constraints when considering different options?
    • What about the skills you are going to need according to the various options?
    • Which methods are you going to use? Which kind of methods (e.g., “combat-proven” methods, innovative methods, and so on)?
    • Third-party suppliers: will you keep them on a short lain, or allow them plenty of freedom?
    • How do you plan to behave with external actors, e.g., in contractual matters? When do you plan to tell other people “Stop! You are crossing a deadline of mine (e.g., someone else is going to be damaged)”?
    • What is the “spirit” of the project?

 

The Project Approach can be called “The choice phase of a project. A real choice”.

If you forget it and/or make a makeshift choice …

 

 

 

 

 

Flash – Project Management and History (3) – Samurai, 17th century

 

 

Today we speak of the most famous Japanese samurai: Miyamoto Musashi.

Better, we speak of his famous book, `A book of five rings´.

You have already heard of this book, probably: it is widely used by Japanese (and not only) managers; there exist many “management” books based on it, usually free interpretations with plenty of even more free commentaries.

At any rate, we are interested in the original, unabridged, uncommented book, the one that has never hinted at some modern “interpretations”.

As a reference, we have used an Italian translation we like: `ll libro dei cinque anelli´, Miyamoto Musashi, Arnoldo Mondadori Editore, translated by Cesare Barioli, original title `Gorin-no-sho´.

Obviously, for the newsletter we had to translate some parts into English: we hope we have been good enough at it. Unfortunately, we did not like much the English translations we came by, even if they were undoubtedly of some help in our choice of terms when we tried to apply `Heiho´ to our translation 🙂

 

Musashi was the greatest of Japanese samurais: after his retirement, he wrote `A book of five rings´: as he wrote in the foreword, `I have applied the enlightenment on Heiho’s  [Musashi’s Way] principles to various arts and crafts …´.

We are going to speak of some of these principles.

His foreword ends with `…I just take up the brush and begin to write.´ Practical, and to the point; we like it.

 

 

The Way of the artisan

 

Musashi wrote about four Ways: the third one is the ´Way of the warrior´ but, astonishingly enough, the fourth one (i.e., the most important one in that part of the book) is the `Way of the Artisan´.

He wrote: `To earn his living, a carpenter must take great care in maintaining his various tools and employing them, when necessary, with the maximum skill. He must plan with accurate measures and carry out plans with precision

Astonishingly actual! Shouldn’t the project manager be a professional who knows his tools? First plan accurately, then follow your plan.

We add something else: that sounds like product-based planning. We know this is a modern Prince2 concept, but Musashi was writing about carpenters and `accurate measures´: at that time, carpenters produced products, not chatters – better, they could chatter if they wanted, but never forget that Musashi killed at least sixty men.

 

 

The Way of the carpenter and the `Big project´

 

Musashi compared the Way of the carpenter to Heiho: `This comparison is even more valid as the word “carpenter” is written with Chinese ideograms whose meaning is “big project”, and the principles of the art of war, too, are a “big project”.´

This is really interesting and not present in the English translations we don’t like.

Not only are plans taken in great respect by Musashi, but also the original meaning of carpenter (Musashi always speaks of carpenters building a house) is `big project´.

If you have read the piece on ancient China (newsletter nr. 2), you already know how advanced the Chinese were in the project management field; now, we have a confirmation that “project” in our acceptation of the term is a very – very old concept indeed.

Building a house was truly a big endeavour; we must now quote a sentence Musashi wrote almost immediately before the afore-mentioned sentence: `In speaking of houses, we say “house of nobles”, “house of warriors”, …´

We are speaking of true houses here, not of makeshift things.

 

 

Adapt and win

 

`… the commander is the master-carpenter who must know everything related to the tools he is going to use, the nature of terrain, the special tastes of the owner he is building the house for. Such is the task of the master-carpenter. He studies temples’ proportions, palaces’ plans and builds houses for the people.´

This is very interesting, indeed: contrary to what we have done in our previous historical flashes, Musashi uses an example from civil life and applies it to the military; it would seem certain rules are definitely universal. At any rate, a professional should plan and draw sound plans, that is clear.

Besides, marines would probably say `Adapt and winIt doesn’t matter how well you know your craft, you must adapt to the local situation. 

 

 

How to manage a “big project” without forgetting your men

 

`In the construction of houses, choice of woods is made. Straight un-knotted

timber of good appearance is used for external pillars, […]  Even the timber which is too knotted, crooked or weak is used as scaffolding and in the end as firewood.´

Everything finds its place in the project. Mind, everything that is at hand, even what would usually be discarded: a good lesson for contemporary project managers, often complaining because they are not given the best-of-the best. Btw, Musashi killed many swordsmen with a wooden sword – theirs were made of steel.

`In employing his men, the master-carpenter must take into account the skills of each of them and allot tasks accordingly …[…] In short, one makes the best use of the personnel he has to do the best job.´

The same as above applied to men. When will many contemporary project managers understand this? Complaining about not having the right specialists (they never seem to be the right ones) and claiming that only the “right team”, maybe built according to contemporary psychological fads, could do the job is not project management – but this is just our opinion … and Musashi’s.

 

`To work fast and well, nothing is left to chance: it is necessary to know where and how to use something, and when; to encourage your men and understand the limitations of everyone

Project management isn’t just planning. Besides, ´nothing is left to chance´: isn’t it a wonderful definition of project management?

The job needs to be performed fast and well. When will this lesson be understood? Fast and well does not mean “I want it for yesterday”, nor does it entail doing the job … you must do it well!

Soft skills? In the end, then as well as now, all can be summed up in `encourage your men and understand the limitations of everyone´.

 

 

 

 

 

News – Project Management 2009: conference (with beef 🙂

 

 

Saturday, September 19th, 2009, near Padova (Padua), the international conference “Project Management 2009” will take place:

 

  • Introduction to Project Management, with a slant towards training
  • How to set up a project
  • Introduction to Prince2, a project management methodology adopted also by NATO
  • Examples linked to high technology, the social sector and the disabled.

 

 

Date and Venue:

Abano Terme, Saturday 19 September 2009

Sala Kursaal, Via Pietro D’Abano 18, 35031 Abano Terme (Padova)

 

 

Web link (please refer to it for updates):

www.righetconsult.com/italiano/Convegno_Project_Management_2009

 

At the above link you can find all the information you need, registration and logistics aspects (e.g., free parking) included.

 

As Project Management 2009 will take place in Italy, all the information is in Italian, but you can send us an e-mail at info(at)righetconsult.com to get all the information you may need in English.

 

 

L´abile guerriero

Non coscrive mai le truppe

Una seconda volta;

Non trasporta mai le vettovaglie

Una terza.

[Sun Tzu]

 

 

 

 

 

 

“Misfits of project management” is free and can be freely forwarded: some healthy fun is necessary in these modern times.

Being an ironic newsletter, it reflects only ideas. “Answers” or assertions that are not between inverted commas [‘….’] are not to be considered as “true” answers or assertions: that is only a way to express ironically what is perceived.

We make use of another set of inverted commas [“….”]: those are no quotations at all, just a literary device of ours to make concepts clearer.

If you desire to contribute with your experiences or ideas, please drop us an e-mail at central(at)righetconsult.com