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Internazionalizzazione di PMI – Convegno dell’Ascom di Padova su Russia ed Est Europa

Il convegno trattera’ della Russia, dell’Est Europa e dei paesi ex sovietici dell’Asia Centrale. Si terra’ il 5 maggio 2016 presso l’Ascom di Padova, come parte del ciclo di corsi e conferenze “Sulla strada per l’Export”, “Percorso guidato sull’internazionalizzazione come opportunita’ di crescita per le imprese”.

Il convegno e’ mirato alle necessita’ delle PMI e comprendera’ una parte su rischi e geopolitica, una sugli aspetti economici, una sulla fiscalita’ ed una sugli aspetti legali; in piu’ delle testimonianze di imprese italiane (case studies).

Orario: 09h00, presso la sede dell’Ascom – Piazza Bardella 3, Padova

Per informazioni ed iscrizioni, contattare l’Ascom di Padova: tributario@ascom.padova.it
 
 

Ps: video su accordo con l’Ascom Padova.

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Meccanica e PMI – Come fare Internazionalizzazione?

I dati ICE rivelano un crollo dell’export delle macchine utensili in Russia (- 66.3%); soprattutto se confrontati con gli analoghi dati tedeschi (-1.2%), sono indicativi – ed istruttivi per le PMI (Piccole e Medie Imprese).

Questi dati sembrerebbero indicare che nel sistema di internazionalizzazione italiano c’e’ qualcosa che non va; forse e’ troppo burocratizzato?

Le PMI della meccanica, soprattutto quelle venete hanno sempre avuto il vantaggio della dinamicita’ e flessibilita’: dovrebbero tornare sulla strada che hanno sempre seguito con successo e fare leva sulla loro grande dinamicita’.

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Internazionalizzazione – I Vantaggi per le PMI

Contrariamente a quanto si crede, le PMI partono avvantaggiate quando si parla si fare internazionalizzazione delle imprese: non avendo gli innumerevoli attriti che impastoiano le grandi aziende, possono muoversi molto piu’ liberamente.

Fra l’altro possono scegliere le consulenze che piu’ le aggradano.

L’Ingegneria Meccanica e le PMI Venete – Una Meravigliosa Storia Reale

 

Ovvero eulogia di un magnifico e sconosciuto sistema produttivo, la storia della scoperta di un mondo d’alta ingegneria meccanica che pochi conoscono.

Ingegneria meccanica delle PMI in Veneto

Qualche tempo fa ho avuto bisogno di un piccolo lavoretto meccanico di precisione: in poche parole, nessuno faceva piu’ i pezzi di ricambio di un componente molto costoso.

Non sono riuscito a trovare niente, finche’ un amico (ingegnere meccanico) ticinese mi ha consigliato di cercare per bene in Veneto, particolarmente nella zona di Padova e Vicenza.

A questo punto vi chiederete perche’ non ci abbia pensato prima, visto che e’ un’area che conosco bene.

La risposta e’ molto semplice: i Veneti lavorano duro, fanno cose meravigliose, ma ci sono una marea di imprese che lavorano per altre aziende; e ben pochi sanno dei loro meravigliosi prodotti e, soprattutto, delle loro competenze.

Ingegneria meccanica e PMI del Veneto

Fatto sta’, che ho chiesto ad un amico locale, il quale mi ha fatto il nome del responsabile di una piccola PMI meccanica, sita in un piccolo paese.

Parlo con la gentilissima persona (in Veneto la presentazione di persona stimata conta moltissimo), il quale pur non essendo in grado di produrre il pezzo:

  1. Ha subito individuato il tipo di materiale necessario (molto diverso da quello che tutti supponevano), dandone le motivazioni tecniche.

  2. Ha dato un consiglio importantissimo per la successiva manutenzione.

  3. Ha pensato a quale PMI eventualmente poteva fare il lavoro.

  4. Ha subito convocato un tecnico per confermare o meno se il nome da lui pensato era il piu’ opportuno.

Il suo collaboratore ha suggerito un’altra azienda, fra l’altro poco lontana; fatto sta’, che in 10′ sapevo a chi rivolgermi e dove andare.

Da notare che questa PMI meccanica (circa 20 dipendenti), da cui ho cominciato la mia ricerca, lavora tantissimo (come sub-fornitrice) con l’estero ma nessuno l’avra’ mai sentita.

Ingegneria meccanica in Veneto e PMI

Dopo 10′ mi sono recato al sito della seconda azienda, che evidentemente lavora solo per altre aziende: una piccolissima PMI, in un luogo piu’ agricolo che industriale, nessuna insegna in rilievo.

La “raccomandazione” del capo della prima azienda meccanica ha aperto all’istante tutte le porte, con una sola domanda: lo volevo urgentemente o potevo aspettare?

Perche’? Perche’ il pezzo lo esegue a mano un altro artigiano in un altro paese; quindi se avevo fretta mi davano l’indirizzo.

Fatto sta’, che non avendo fretta ho atteso e dopo qualche giorno ho potuto andare a riprendermi il componente con i nuovi pezzi gia’ montati.

Inutile dire che il componente funziona benissimo; grazie alle istruzioni di manutenzione date dalla prima PMI (che nemmeno il produttore mi aveva mai dato) funziona perfino meglio che da nuovo!

Veneto

A parte l’elevatissima qualita’ e la totale disponibilita’ verso chi arriva attraverso la rete di aziende meccaniche, qualche considerazione:

  1. In Veneto tutti lavorano per qualcun altro, creando una meravigliosa rete di PMI meccaniche (e non solo) che possono dare servizi che manco una grande e blasonata azienda …..

  2. Vi sono competenze incredibili, frutto di una vita di lavoro sul campo.

  3. Purtroppo, la rete e le competenze in questione sono semi-sconosciute; e’ questo un difetto dell’umilta’ dei Veneti, che tanto lavorano ma poco marketing fanno.

  4. L’importanza ed il valore delle PMI venete sono chiaramente sottovalutati a favore delle grandi realta’.

  5. Quando una PMI veneta chiude, e’ una tragedia per un intero tessuto produttivo …. e per il mondo dell’ ingegneria meccanica.

Ho sempre ammirato il mondo della piccola imprenditorialita’, ma dopo questa esperienza nel campo dell’ingegneria confesso di guardare diversamente le grandi aree industriali: vi dedico meno attenzione, e invece quando passo per i piccoli paesi veneti mi chiedo quali meraviglie siano nascoste dietro semplici facciate e dentro anonimi cortili.

SMAU di Padova – Startups e Innovazione delle PMI

 

Smau Padova

Un momento dell’estremamente interessante workshop sugli aspetti legali

 

La settimana scorsa sono stato allo SMAU di Padova, chiaramente incentrato sulle PMI (soprattutto Venete, ovviamente) – ed in particolare sulle startups, presenti in modo massiccio.

Ovviamente, la parola d’ordine era innovazione, anche se in alcuni casi (parliamo di prodotti intangibili) si parlava di quelle che negli States erano le novita’ dell’anno scorso.

Capitemi bene: non ho alcuna intenzione di diminuire il valore e l’interesse dello SMAU; pero’ va detto che purtroppo alcune novita’ concettuali sono gia’ affermate negli Stati Uniti.

Questo ci porta al primo problema, dato che tanto si e’ parlato di internazionalizzazione anche allo SMAU: l’indubbia qualita’ dei prodotti delle PMI venete puo’ sopperire si’, ma solo fino ad un certo punto, al ritardo nel campo del marketing.

Smau Padova

Una recentissima novita’: Periscope.
Dal workshop su Instagram

 

Mi sono posto molte domande sul perche’ di questo ritardo, visto che ormai c’e’ il web e che ottenere gli ultimi libri americani e’ molto agevole.

In poche parole: perche’ strumenti di marketing come i giornali personali online cominciano talvolta a circolare ora, anche tra addetti ai lavori, eppure negli States erano la novita’ dell’anno scorso?

La risposta arriva da Twitter, che abbiamo cominciato ad utilizzare seriamente da poco: la condivisione di links tecnici sul marketing, se in inglese, attira molto interesse ma ….. dai paesi anglosassoni (di solito USA/Canada ed Australia) – a badate bene che i posts solitamente sono tarati per gli orari europei; i likes di persone di lingua italiana sono praticamente nulli.

La stessa cosa si verifica per praticamente ogni altro tipo di link in inglese.

Inoltre, lo stesso fenomeno si verifica anche per i followers, che sono in maggioranza di lingua inglese, nonostante i nostri posts su Twitter siano solitamente tarati per la lingua italiana; nonostante spesso ci sia un minimo di introduzione in italiano.


 

Tornando allo SMAU di Padova, ho visto oratori che si “davano un tono” quando usavano (a piene mani) termini inglesi – per inciso, nessun inglese o americano parlerebbe cosi’.

D’altra parte, ogni tanto partivano degli strafalcioni.

Insomma, nei paesi di lingua italiana l’inglese e’ spesso un perfetto (o quasi) sconosciuto, perlomeno quando si tratta di conoscenza.

Del resto, la mia esperienza conferma che spesso le imprese, e non parlo solo di PMI, hanno serie manchevolezze per quanto riguarda la conoscenza dell’inglese da parte del personale.


 

E allora, forse …. prima di parlare di innovazione bisognerebbe parlare di educazione e formazione.

Allo SMAU ho potuto toccare con mano la verita’ di startup senza quelle che ormai dovrebbero essere conoscenze di base (o quasi) informatiche.

Mi sembra quindi evidente che c’e’ un gap di base da colmare; non si puo’ fare innovazione senza conoscenze linguistiche, informatiche e di marketing adeguate.

Da questo punto di vista, lo SMAU e’ opera altamente meritoria, pero’ le imprese devono assolutamente colmare il divario in conoscenze linguistiche ed informatiche; se le conoscenze citate non sono adeguate, anche il marketing ne risente.

Quello che non e’ ancora passato e’ che la PMI, soprattutto se vuole fare internazionalizzazione, deve mettersi al pari con la concorrenza internazionale, che non e’ solo tecnica.

E se l’Internazionalizzazione della PMI va Fuori Strada?

 

Internazionalizzazione PMI

Quando si parla di internazionalizzazione, la cosa che piu’ mi sorprende e’ “l’accanimento” sulle PMI.

Tutti a dire che le PMI devono internazionalizzare, e fin li’ va bene …. a patto che l’impresa abbia prima verificato che sia nel suo interesse; insomma, magari sta andando benissimo cosi’ com’e’! Non e’ che magari l’internazionalizzazione va fuori strada e la PMI si fa del male?

Discorso strano?

Mica tanto, visto che tutto si fa per il beneficio dell’impresa, quindi se l’internazionalizzazione non e’ appropriata non si deve fare.


E qui sorge la domanda spontanea: perche’ mai potrebbe non essere appropriata l’internazionalizzazione?

Risposta semplice: fatti due conti, non e’ conveniente.

Risposta meno semplice: i conti non sono solo due, e comprendono un’analisi dei rischi, del mercato estero, della situazione geopolitica; aggiungete una pianificazione seria che tenga conto di tutti i fattori, l’adeguamento dell’organizzazione, il personale adeguato, la formazione e quant’altro.

Risposta complicatina: e la gestione pratica delle operazioni pratiche – leggi sul campo – di internazionalizzazione della PMI?


Insomma, tutto cio’ risulta tutt’altro che banale anche per una grande azienda, figuriamoci per una PMI!

E allora niente internazionalizzazione delle PMI?

Certo che no, solo che bisogna fare internazionalizzazione d’impresa con tutti i santi crismi.

E i suddetti crismi, come abbiamo visto, non sono solo qualche agente all’estero, un po’ di conti e un avvocato.

In fondo, per fare impresa all’estero la PMI deve fare quello che gia’ fa, pero’ in un ambiente (anche totalmente) diverso; e magari pure competere con la concorrenza sul suo mercato.


E allora ci vuole onesta’ intellettuale e dire alla PMI interessata ad internazionalizzare: guarda che puoi andare li’ ma non la’ a causa dei rischi troppo elevati, e che comunque ci sono vari fattori (inclusi rischi) da considerare anche nei mercati piu’ favorevoli per te.

E soprattutto, bisogna dire alla PMI che per operare all’estero, magari extra-UE, bisogna dotarsi di personale con grande esperienza internazionale e rivedere l’organizzazione ed il personale; bisogna fare i conti della serva valutando tutti i fattori.


Conclusione: se qualche volta la PMI dimostra ritrosia, forse e’ dovuto al semplice sesto senso; ricordatevi che chi ha messo in piedi una PMI, ha spesso un sesto senso particolarmente sviluppato e ha comunque il sentore di rischiare di andare fuori strada.

L’Internazionalizzazione dei Generali

 

internazionalizazzione

Mo’ che c’entrano i generali con l’internazionalizzazione? – Vi chiederete.

Gli e’ che di questi tempi tutti parlano di internazionalizzazione, di imprese, di export, di vendite all’estero, di mercati, di …… ho dimenticato qualcosa?

Ah si’! PMI, sturtups e investimenti.

Piu’ o meno ci siamo, tutto il paraphernalia dell’internazionalizzazione e’ stato declinato.

Declinato si’, ma dal punto di vista dei generali, non dei soldati!

Oddio! Niente di male perche’ senza generali – chi decide le strategie, pianifica, ecc. – si combina ben poco di buono; pero’ senza soldati – chi va sul campo – non si combina niente del tutto!


Insomma, poi che l’internazionalizzazione in un paese estero la dovete mettere in pratica con le vostre mani, lo sapete no?

Il duro lavoro quotidiano per condurre un’impresa non e’ che e’ meno duro in un mercato estero; semmai il contrario!

Se poi vogliamo usare anche noi la parola PMI, sapete bene quanto vero sia per le PMI il detto ‘Vale piu’ la pratica che la grammatica‘.

Ebbene ….. oserei dire che la pratica viene sistematicamente, o quasi, dimenticata da troppe societa’ di consulenza; il che, mi pare, non e’ poi cosi’ sorprendente visto che tante aziende di consulenza sono specializzate in grammatica.

Internazionalizzazione export


Se poi ci aggiungete il fattore internazionale, quanti consulenti hanno reale esperienza sul campo?

E badate bene che a casa mia, per esperienza si intende averci vissuto e lavorato per anni, in paesi e mercati esteri.

Significa esseri “sporcati le mani” sul campo per risolvere una miriade di problemi quotidiani; gli stessi problemi, o simili, che voi vi troverete ad affrontare una volta sul campo.

Significa avere dovuto scendere in “trincea” nonostante i gradi, perche’ cosi’ funziona sul campo!

Significa spesso avere diviso scomodita’ e perfino privazioni con i “soldati”; chiamali cosi’, chiamali operai, chiamali impiegati locali, chiamali personale in trasferta …. questa e’ la verita’ dell’ internazionalizzazione!


Voi lo sapete bene: in un’azienda, i dirigenti devono essere in prima linea, anche solo per dare l’esempio, quando e’ necessario; beh! questo e’ ancora piu’ necessario quando si parla di fare internazionalizzazione.

Questo voi lo sapete bene, ma …… i consulenti che spesso vengono assoldati, lo sanno che non dovranno fare solo i generali ma anche condurre le persone sul campo?

Per saperlo bisogna esserci stati in mezzo sul serio, e non da quando e’ iniziato il boom dell’internazionalizzazione!

Tralasciate questo aspetto, e vi troverete con generali senza esperienza sul campo.

internazionalizzazione delle imprese


E per finire: non si tratta solo di esperienza ma anche di vocazione; operare all’ estero, fare impresa all’estero, internazionalizzare come si dice oggi …… e’ sempre stato fatto da alcune persone.

Pero’ chi lo faceva lo faceva per vocazione, per passione, per quel modo di lavorare; secondo voi, oggi, quanti lo fanno solo perche’ e’ di moda e promette laute consulenze?

L’ Internazionalizzazione in Veneto e l’Export – Come Vendere all’Estero?

L'Internazionalizzazione e l'export veneto visto attraverso il teatro olimpico di Vicenza

Eccellenza Veneta – il teatro olimpico di Vicenza

Ieri in Veneto, e per la precisione a Vicenza, ho assistito ad un interessante evento, non sull’internazionalizzazione in senso stretto ma sull’export.

Un professore universitario di cui non ricordo il nome ha snocciolato piu’ o meno gli stessi dati che si possono trovare alla pagina sull’internazionalizzazione del nostro sito, piu’ altri dati che confermano quanto da noi gia’ rilevato: la Germania esporta per circa il 50% e sta bene, l’Italia solo per circa il 25% e sta male.

Ha comunque aggiunto dati specifici per il Veneto: in poche parole, il Veneto e’ la regione italiana che ha il primato per vendere all’estero, e Vicenza la provincia in Veneto che ha la percentuale piu’ alta di esportazione.

 

Quello pero’ di cui non ha parlato, probabilmente perche’ professore universitario e quindi non immerso nel mondo del commercio, e’ che il Veneto (e Vicenza) e’ una delle aree piu’ colpite dalla crisi pratica.

Un altro aspetto che non e’ stato sottolineato e’ che tantissime aziende, specie le PMI, lavorano ma non vengono pagate.

Per non parlare delle decine di miliardi che il settore pubblico, cui non potrebbe importare di meno dell’export, non paga alle aziende non solo venete.

In poche parole, la percezione (non solo mia ma anche di tanti attori esteri) e’ che al di la’ dei numeri ……. per il Veneto si stia preparando uno scenario pessimo.

 

Ed ecco perche’ penso che l’internazionalizzazione, non necessariamente dell’azienda o impresa nel suo complesso, sia ormai una necessita’ assoluta per il Veneta.

Esportare seriamente significa internazionalizzare: internazionalizzazione del prodotto o servizio, del progetto, eventualmente anche dell’impresa.

Tutto cio’ implica una riorganizzazione dell’azienda che va al di la’ dell’aumento dell’export con mezzi tradizionali: significa ripensare l’assunzione di nuovo personale, cominciare un nuovo progetto (prodotto) con uno studio di fattibilita’ che comprenda anche (e soprattutto) la commercializzazione e distribuzione all’estero, ecc.

Certo, per iniziare ci si puo’ affidare a soluzioni temporanee volte all’export, ma inevitabilmente si deve pensare anche al lungo periodo: un riassetto permanente dell’azienda in tempi il piu’ ridotti possibile. Questo significa inevitabilmente internazionalizzazione.

 

Come e’ stato rilevato all’evento, la situazione in Veneto non migliorera’, semmai peggiorera’.

A questo va aggiunto un fattore fondamentale: anche all’estero c’e’ la concorrenza, e per batterla a casa propria bisogna affrontarla con armi adeguate al posto.

E infine un fattore che incidera’ sempre di piu’ sulle esportazioni: il costante calo di fiducia nel sistema Italia, la consapevolezza all’estero che tante aziende, anche Venete e perfino di Vicenza, stanno fallendo e/o non sono in grado di pagare (i servizi, i fornitori, addirittura le tasse, ecc.).

 

Alla luce di tutto cio’, e’ evidente che l’ azienda che vuole continuare a produrre ed essere pagata ha ben poco futuro se continua nella maniera tradizionale; la situazione e’ cambiata, non e’ piu’ una ordalia di apertura di partite IVA (“reali”) ma una lotta per la sopravvivenza, sopratutto per le PMI che possono contare solo su se’ stesse.

Aumentare l’export significa internazionalizzare; esportare all’estero, e soprattutto extra Unione Europea, significa sposare l’internazionalizzazione.

Tasso di Successo dei Progetti – Risultati del Sondaggio

Per scaricare il documento in formato pdf:

Risultati_sondaggio

 

 

Qualche anteprima sul sondaggio sulla percentuale di successo dei progetti:

 

  • Le risposte con l’indicazione geografica provengono principalmente dall’Europa (77.78% del totale), in particolare quella Occidentale

 

  • Ben il 44.44% delle risposte con l’indicazione geografica proviene dall’Italia

 

  • La percentuale di successo minimamente accettabile (70% – 100%) è solamente del 54.76%, il che significa che quasi la metà dei progetti non raggiunge risultati minimamente accettabili

 

  • Sorpresa assoluta: il PMP del PMI presenta solo un 7.32% di utilizzatori, percentuale molto bassa e poco di più di un terzo degli utilizzatori di PRINCE2.

    Questo dato sembra sfatare il mito che vede il PMP come la metodologia di project management più diffusa, perlomeno in Europa

     

  • Il 75.61% usa comunque una qualche forma di metodologia di project management

 

  • PRINCE2 è chiaramente la metodologia di project management più utilizzata (19.51%) dai rispondenti, che come abbiamo visto sembrano essere localizzati soprattutto in Europa ed in special modo in Italia

 

Molti altri dati all’interno del sondaggio 🙂