Tasso di Successo dei Progetti – Risultati del Sondaggio

Per scaricare il documento in formato pdf:

Risultati_sondaggio

 

 

Qualche anteprima sul sondaggio sulla percentuale di successo dei progetti:

 

  • Le risposte con l’indicazione geografica provengono principalmente dall’Europa (77.78% del totale), in particolare quella Occidentale

 

  • Ben il 44.44% delle risposte con l’indicazione geografica proviene dall’Italia

 

  • La percentuale di successo minimamente accettabile (70% – 100%) è solamente del 54.76%, il che significa che quasi la metà dei progetti non raggiunge risultati minimamente accettabili

 

  • Sorpresa assoluta: il PMP del PMI presenta solo un 7.32% di utilizzatori, percentuale molto bassa e poco di più di un terzo degli utilizzatori di PRINCE2.

    Questo dato sembra sfatare il mito che vede il PMP come la metodologia di project management più diffusa, perlomeno in Europa

     

  • Il 75.61% usa comunque una qualche forma di metodologia di project management

 

  • PRINCE2 è chiaramente la metodologia di project management più utilizzata (19.51%) dai rispondenti, che come abbiamo visto sembrano essere localizzati soprattutto in Europa ed in special modo in Italia

 

Molti altri dati all’interno del sondaggio 🙂

 

 

 

 


Project Management e Pubblica Amministrazione – con Dettagli su PRINCE2

Perché il Project Management è necessario per la Pubblica Amministrazione?

Il Project Management è organizzazione. È quindi indispensabile per la Pubblica Amministrazione.

Come vedremo, la metodologia di project management PRINCE2 (Projects IN Controlled Environments) è particolarmente adatta alla Pubblica Amministrazione.

I progetti della PA sono spesso molto complessi, coinvolgono molti attori (i cosiddetti stakeholders) richiedono un controllo ed una tracciabilità continui, sono sottoposti a miriadi di controlli interni ed esterni. Richiedono inoltre l´uso di una terminologia comune e riconosciuta.

Già questi fattori portano alla necessità di ordine nei progetti, che devono essere valutati, controllati, diretti, ecc.

Il project management è ordine, valutazione, controllo, direzione, ecc.

Il project management è una disciplina, ma anche un tool necessario, anzi il più necessario di tutti; la sua stessa natura lo rende perfetto per una Pubblica Amministrazione ordinata ed efficiente.

Quale Project Management per la Pubblica Amministrazione?

Molto spesso non è però ben chiaro cosa sia il project management: talvolta perfino chi lo pratica, o crede di praticarlo, non sa bene quello che sta facendo e diffonde impressioni sbagliate. Un progetto deve essere gestito con una metodologia (ad esempio, Prince2), applicata da un Project Manager certificato: questo è il Project Management.

Per fare un paragone, voi affidereste un grosso progetto edilizio ad una persona senza la qualifica di ingegnere?

Il progetto gestito col Project Management è una scienza quasi perfetta; il progetto gestito senza è un´avventura. Purtroppo, al giorno d´oggi la definizione project management è abusata: a fianco di serie metodologie, fioriscono una pletora di “mode del momento” che spesso recano più danno che beneficio.

Il Project Management è un´arma straordinaria, però deve essere ben compresa, affilata ed impiegata; il Project Manager deve essere scelto tra i professionisti, ovvero i Project Manager certificati. Se ciò non avviene, prima o poi arriva l´inevitabile epilogo: la disfatta finale.

Tutti i metodi di Project Management “seri” sono equivalenti? Assolutamente no!

Alcuni metodi di project management sono semplici raccolte di conoscenza: in poche parole, sareste in grado di dirigere praticamente un progetto dopo averle studiate? Un paragone: un laureato appena uscito dall´università; tanta teorie ma nessuna pratica. Se non ci credete, andate ad un convegno di project management per vedere quanti cercano di riscoprire l´acqua calda (le metodologie di Project Management pratiche).

Alcuni metodi di project management sono così dettagliati e/o settoriali che non sono di alcuna utilità se non in un ambito ristretto. Possono essere definiti project management? Una persona che non sia un tecnico specializzato in quello specifico settore può utilizzarli con profitto? Dov´è la visione generale del progetto?

I “metodi” di project management che arrivano da luoghi esotici e vengono propagandati come panacee di tutti i mali: finora, non abbiamo sentito di nessun caso in cui abbiano funzionato in occidente; chi li ha adottati se n´è pentito od ha apportato modifiche sostanziali, tanto da creare qualcosa di completamente nuovo giusto per “andare in pari”. Eppure, vi sono “messia” che continuano a riproporli in tutte le salse.

Perché i paesi asiatici stanno importando la metodologia di Project Management Prince2, concepita e sviluppata in Europa?

Già tutte le considerazioni precedenti ci indicano la direzione da prendere: una metodologia di project management seria, di proprietà di entità pubbliche e certamente non di associazioni od addirittura aziende; terminologia universale; fortemente orientata al prodotto.

PMP del PMI (Project Management Institute)? Il PMI è un’associazione privata e secondo noi la sua certificazione è orientata alle attività (ovvero costi) e non al prodotto (ovvero risultati/guadagni), tanto che fa uso della WBS (Work Breakdown Structure). Inoltre, è un´associazione privata, niente di più.

Altri “metodi” generali? Sinceramente, riteniamo che non siano assolutamente da prendere in considerazione, e non solo perché sono proprietà di associazioni od addirittura di singole aziende.

Che ne dite di PRINCE2? Di proprietà del governo (UE) britannico; terminologia universale; parte dal prodotto, tanto che fa uso del PBS (Product Breakdown Structure); largamente diffusa nelle pubbliche amministrazioni (adottata dalla NATO, in via di adozione dall´ONU, ecc.) e nelle aziende private; con molte caratteristiche innovative che non si trovano in altri “metodi”; in fase di diffusione esponenziale nel mondo.

PRINCE2

PRINCE (Projects IN Controlled Environments) è una metodologia di project management nata in Inghilterra nel 1989 per risolvere i problemi che affliggevano i progetti nel settore Information Technology. Il suo successo fu tale che nel 1996 fu creata PRINCE2, studiata fin dall’ inizio come metodologia universale e quindi non ristretta all’ IT.

Prince2, talvolta erroneamente conosciuto come Prince 2, è “di proprietà” del governo inglese (OGC -Office of Government Commerce) ma è di libero uso.

Più precisamente, “PRINCE2® is a Registered Trade Mark of the Office of Government Commerce in the United Kingdom and other countries” (ogc.gov.uk/intellectual_property_annex_1.asp), e “PRINCE2 is owned and developed by OGC …” (“Managing Successful Projects with PRINCE2”, 2005 edition, OGC, pubblicato dal TSO – The Stationery Office).

Prince2 è la più diffusa ed efficace metodologia di project management al mondo; Prince2 era ed è sponsorizzato dal governo britannico. Prima della sua introduzione, il rateo di insuccesso dei progetti aveva raggiunto l´80% nei settori tecnologici. Con Prince2, il rateo di successo è aumentato drasticamente.

A differenza di altre metodologie, Prince2 è pratico, con un manuale applicativo; Prince2 si concentra sulla gestione operativa del progetto, lasciando al team di progetto la scelta degli strumenti (carta e penna, software avanzato, ecc).

Prince2 ha un inizio, uno svolgimento ed un termine controllati. Soprattutto, i progetti Prince2 hanno un termine; in casi speciali, è previsto di chiudere comunque il progetto (perché non si trascini all’ infinito) per aprirne un altro (od altri) specificatamente mirato alle eventuali problematiche emerse.

Il successo di Prince2 lo ha portato ad essere adottato dalla NATO, da moltissime amministrazioni pubbliche anche a livello statale, da miriadi di aziende pubbliche e private; anche la Cina lo ha recentemente importato, e l´ONU sta per adottarlo.

Prince2 è “product based”, ovvero il prodotto è alla base di tutto: si parte dal prodotto, non dalle attività; tutto ciò che non serve al prodotto finale non viene nemmeno preso in considerazione.

Ad esempio, dal Product Breakdown Structure si ricava il Product Flow Diagram, e da quest´ultimo l´Activity Network; solo in quest´ultimo si trattano le attività, a dimostrazione che in Prince2 le attività sono strettamente subordinate al prodotto.

Alcune caratteristiche scelte di Prince2 e molto importanti per la Pubblica Amministrazione sono: il Business Case (fondamentale in Prince2), la fase pre-progettuale (Starting UP a Project), il concetto di Stages, la Scalability che rappresenta una delle novità pratiche di Prince2, come assegnare le Responsabilità, i Rischi (anche questo fondamentale in Prince2), il Configuration Management.

Richiamiamo l´importanza del concetto di Project Board per le pubbliche amministrazioni:

Il Project Manager risponde al Project Board (ovvero all’ Executive, perché il Project Board non è una democrazia) che è il responsabile finale del progetto.

Nel Project Board sono rappresentati tre interessi: Business (nella persona dell’ Executive), Supplier (Senior Supplier/s), User (Senior User/s).

In Prince2, tutte le decisioni importanti devono essere approvate dal Project Board; l´Executive deve essere una persona di grado elevato all´interno dell´organizzazione ed in grado di attingere alle risorse finanziarie.

Il Project Board “manage by exception”- dirige per eccezione: prende le decisioni previste (in particolare all’ inizio ed alla fine degli stages o del progetto) e riceve regolarmente dei rapporti dal Project Manager, però, se tutto procede entro le tolleranze previste e non vi sono novità di rilievo, non interviene; questo consente ai suoi membri di continuare con le loro attività (di solito si tratta di persone di grado elevato e molto impegnate).

La responsabilità finale risiede in chi ha l´autorità e la disponibilità finanziaria; tutte le parti coinvolte nel progetto sono rappresentate nel Project Board, però in Prince2 l´Executive ha la parola finale.

Prince2, il Project Management e la nostra practice

La certificazione Prince2 Practitioner è rara in molti paesi e quasi inesistente in Italia e Ticino; noi l´abbiamo ottenuta a Londra. Ad oggi, ci risulta che la nostra practice sia ancora l´unica (oltre che la prima) practice basata in Ticino a trattare Prince2, nonché l´unica ad operare in Veneto.

Il 19 settembre 2009 abbiamo organizzato il convegno formativo “Project Management 2009”, sponsorizzato dall´Ordine degli Ingegneri di Padova e col patrocinio della Città di Abano Terme.

Abbiano anche curato una scheda tecnica su Prince2 per la Camera di Commercio del Ticino: “Project Management: ecco Prince2” è il titolo della scheda IFCAM, serie Direzione e Politica Aziendale, pubblicata dalla Camera di Commercio del Ticino.

Da alcuni anni ci dedichiamo all´introduzione al Project Management in Italia (in particolare Padova e Veneto) ed in Svizzera (in particolare a Lugano ed in Ticino), con un occhio di riguardo alla metodologia Prince2.


Per informazioni:

http://www.righetconsult.com

Practice svizzera innovativa di Lugano (Ticino), fornisce servizi di Project Management e soprattutto Prince2, Training, Strategia, Organizzazione aziendale, PNL, Risk Management.

Operazioni in Svizzera, Italia, UK, Francia, Europa. Le zone di maggior interesse per la Pubblica Amministrazione, Prince2 ed il Project Management sono Padova, Lugano ed il Ticino, Vicenza, Verona, Treviso, Venezia ed il Veneto in generale, Milano, Roma.

Certificazione Prince2 Practitioner a Londra. Siamo la prima (ed a nostra conoscenza l’unica) practice basata in Ticino ad offrire Prince2.

Thoughts on PRINCE2 as a Project Management Methodology

I got tired of all that despising PRINCE2: they say it is not a project management methodology, they say it is subordinate (e.g., it must work as a subordinate tool) to PMP (by PMI), and so on. All those “allegations” are just that, allegations: PRINCE2 is probably the best project management methodology one can find, it is an alternative to PMP, and so on.

I chose PRINCE2 and I am even more convinced of my choice now than then.

PRINCE2 is more innovative and very practical (with a practical manual), PMP is more a collection of information; mind, this is my personal opinion.

Besides, the British government “owns” PRINCE2, while PMI is an association; that can be very important, even from a formal point of view.

Poll – Success rate of projects

What is the success rate of projects managed [or not managed] with a Project Management methodology, according to your (direct or indirect) experience?

GO TO THE POLLVai al sondaggio

Answers include:

Percentage, PMP (PMI), PRINCE2, Other methodologies, More than one methodology, No methodology, Geographical area



Misfits of project management: ‘An e-mail from X-City’

https://projectmanagementprince2.wordpress.com/misfits-of-project-management/an-e-mail-from-x-city/

 

Introduction

 

 

This is an ironic newsletter – we like having fun.

For those who did not read previous issues: http://www.righetconsult.com/newsletter

Writing this issue was real fun 🙂

 

Some weeks ago, we received a strange e-mail from X-City; that e-mail was sent to the address anyone can find on our website.

That e-mail was in another language, so quotes are in fact translations. We do not know which `communicate´ that fellow was speaking of, so we must assume he was citing us correctly.

We decided to write about this e-mail because … it is really funny and enlightening; it was good to take some hints.

 

The e-mail began with ‘Kind Eng. Central (I haven’t understood your true name!)´.

Look, what do we have here?

Have we anyone writing to a firm address and complaining because someone does not know who is working for that firm? What could be done here?

Could we put the name of our feline friends on our website, maybe? After all, they are very dignified cats and they take their social role very seriously indeed; but …Tailchaser and Inklet are very reserved cats 🙂

 

From that e-mail: `This passage of yours is taken from a communicate that was pointed out to me …´

So, now we know the antecedents: that fellow was so busy attending his own business … that he could dedicate a good amount of time to comment a `communicate´ of someone who has never heard of him (no, not even Tailchaser and Inklet, and everyone here may assure you they are very knowledgeable cats).

But now we go to find out where the beef is! – unless Tailchaser … 🙂

 

 

 

 

 

An e-mail from X-City

 

 

Processes/Costs and Products/Benefits

 

From the e-mail: `… leaving apart the philosophy: processes/costs and products/profit

Doesn’t that fellow like our `philosophy´? None of his business, you would say; we agree, but this is an ironic newsletter, isn’t it? 😉

 

Are then processes income?

An industrial process is inherently a cost; so are all processes.

But … you know, selling processes is easy, very easy.

Must be all this politically-correct stuff: never ever speak of costs, speak of processes! Btw, the customer understands “costs” but probably he/she is not able to understand “processes” proposed by some “project managers”.

Aren’t products profit? What else could be profits? A kindergarten child knows he/she needs some sort of product to get something … no football picture-card, no barter.

We are not children, so we usually go for profit.

So … if someone is not delivering profits to the customer, what is anyone delivering? Processes? Ahahah!

No jokes here guys, unfortunately this happens very often. The customer pays to get profits and he/she gets processes, i.e., costs.

This is very important: project management should deliver profits, i.e., products; those products ought to be defined from the very beginning; if the project manager does not deliver products, he/she has failed and should not be paid, period. 

 

We are not going to take the hint from the (`communicate`) parts where that fellow would seem not to have understood our words correctly … let’s say he appears not to like our marketing our consulting and training services (what should a firm `communicate´ be about? – we ask you).

Oh, don’t worry, the marketing part is not over!

 

 

London – X-City – Kazakhstan (through Cuneo and Toto’)

 

Let’s speak of the X-City-Kazakhstan part! Without forgetting Toto’ and London.

Doesn’t that fellow like our being (Prince2 Practitioner) certified in London? You know, we usually write we are Prince2 Practitioner certified … we never thought someone wouldn’t like that.

Here it is: `Also Toto’ (prince De Curtis), to put on airs, said that he was drafted as a soldier in Cuneo. What does it mean being certified in London? Do you think that someone who has studied in [X-City] or in Kazakhstan is less prepared than you?´

Toto’ was a famous Italian comic, Cuneo is a small but very nice town (yes, we definitely liked it!) in Piedmont; hey guys, what is wrong with Cuneo?

 

Our fault: we got our Prince2 Practitioner certification in London.

You know how important certifications are to us; in our second newsletter we wrote: ´The only problem is … how can passengers find out which ships will probably begin drifting once the port is no longer in sight? Look for the rudder, ask to see it and ask the captain for certificates attesting his rank.´ The captain was the project manager, obviously.

A Prince2 Practitioner certification in London (Prince2 was born in the UK) is a guarantee. Is it possible that someone does not like our seriousness? If so, why?

Why should anyone get excitable over our certification? Shouldn’t they tend their own business?

 

And yes, usually a certification got in London is (in our modest opinion) better than one got in Kazakhstan (we used to know some good guys from there)!

Would you prefer to employ a Project Manager certified in London in a government sponsored methodology, or a “project manager” who studied in some exotic place?

 

 

The longer courses are …

 

What about courses?

Courses cost, the longer they are …

 

From the e-mail: `3) A one or two days course is sufficient to operate [imprecise quotation of our `communicate´]. But do you know that the best PM didn’t attend even a single training day? If anything, they train others.´

Why, the fellow is trying to be ironic!

Let’s quote (from that e-mail!) our original text: `… we are project managers officially certified Prince2 Practitioner in London and we can help you in the management of projects, it is our job; and for your personnel, a one or two days course is sufficient to begin to operate”.

 

The first Prince2 certification stage is called Foundation: it is conceived for the personnel bound to work in a Prince2 environment, and in fact there are much more “Foundations” than Practitioners (the true Project Managers); usually, Foundation lasts at most three days and in fact two days could be enough.

So, to give some basic knowledge to the personnel working in a project under the direction of a certified Project Manager – in a few words to put them in the condition to begin executing instructions – one does not need long and costly courses.

 

Here lies the truth!

How do training organizations get usually paid? Per day, folks, per day!

We have recently spoken to a manager: he spent a lot of money for a three-day course for himself and his personnel (plus the trainer hotel expenses, we presume), he got pissed off because he realized it was not worth and … he reverted to his old habits (i.e., another methodology). Some key personnel lost three days for a course which in our opinion would have required at most two days, not to speak of the self-study option (i.e., one day would probably have sufficed).

And mind … that course involved a certification (if only as a personnel member)!

Btw, the manager who lost three days and spent a lot of money is probably not going to take any project management courses in the future, no way. Mind, he deals with a lot of folks; what is he going to tell other people?

Now comes the juicy part 🙂

 

 

“Avanti Savoia!”

 

We promised you the marketing part was not over 🙂

From the X-City e-mail: `… it is the apotheosis of marketing. In fact, marketing doesn’t need product specifications, but only slogans to sell it

This is really enlightening: after having “criticized” our ´products/profit` ´philosophy´, the fellow speaks of product specifications. We need to insert this into our Tip section someday 🙂

We are guilty: we are good at marketing our products. That is very flattering because marketing is one of the products … we market!

 

The point is: some “project managers” sell processes, not even solutions (nowadays’ magic word); what do they tell their customers-to-be in order to win over competition?

Nowadays, whatever one does not like becomes “slogan”.

But the point is: what are customers going to think of project management, afterwards?

 

From that e-mail: `… What is missing is just the shout “Avati [sic] Savoia[Savoy forward – the cry of Savoy’s cavalry], but you are Swiss and maybe the Savoys were only welcomed guests after the Italian disaster.`

We did not know the Savoys lived in Switzerland, but it should be known the Swiss are famous for their pike-men, certainly not for their cavalry 😉

 

A thought … what does “politics” have to do with project management?

A Project Manager should leave “politics” and national matters out of business: acting differently may doom a project, create long-lasting tensions inside the team/s, and so on.

A Project Manager should be professional, never ever put forgotten episodes on the scales. A Project Manager deals with people; without a team backing him/her, he/she is doomed … and the project with her/him.

 

 

“Slay the Swiss, slay them all!” 😉

 

What were the next words? You will never believe your own eyes! Pure juice, folks!

Here they are: `Sincerely, in your words one can find a lot of influence by NLP principles, but [sic] firms are not in a crisis because of a lack of Project Management, rather because of the greed and incapability of some wicked guy that maybe is still in command, and maybe he keeps his money inside a Swiss bank. NLP aims at recovering depressed people, while the PM aims at rationalizing processes to improve the product (NOT THE VICEVERSA). but this is a long story.´

Pure juice, folks!

 

We do NLP (Neuro Linguistic Programming), it is written on our site. In fact we deal with NLP applied to marketing, sales, and so on.

The only problem is … that fellow seems to have “proprietary” ideas on what NLP is! We suppose he studied our website and then he decided our `communicate´ was full of NLP. You know, after all NLP is trendy.

 

How often is the customer not so knowledgeable on some arguments he/she has to deal with? Is the “project manager” ready to help him/her in earnest?

 

Are firms in a crisis because of the Swiss? You know, maybe those wicked, greed and incapable guys put their money inside Swiss banks; even worse, maybe those guys are still in command!

On the other hand `… the PM aims at rationalizing processes to improve the product (NOT THE VICEVERSA).´

Processes again! Customers want good products at a minimum cost … what if they are proposed processes, i.e., costs?

Ah, but then if a firm is in a crisis, maybe it is a fault of those “wretched” wicked guys who maybe keep their money inside Swiss banks, not of “uninformed” project management or even of the lack of project management! 😉

Lack of project management: here, guys, what do you think a Project Manager would propose?

 

Would you like to make use of these concepts?

In case of failure, there is a culprit at the ready: the wicked Swiss pike-man.

Ok, folks, it’s up to you, but then please, please, please … don’t go around saying it is a fault of the Swiss who hosted the Savoy’s horses 😉

 

 

“I was there” – Horseman of the Apocalypse

 

We know, this is a funny title … but after so much speaking of Savoys and horses … 😉

`If I were you, I would reflect well on the origins and the past of Prince2, the present English small crown notwithstanding! I was there in the 80s.

In any case, my motto is the exact opposite. “All methodologies have the same goal: to lift [translated from the original] the cultural level of an organization. They seem to be the same, instead one must know many of them to appreciate the differences.´

And yes, the last sentences were written in bold (and coloured) characters.

You see, he was there!

It would seem that fellow likes speaking not only about the Swiss, but about the Brits, too. What was he hinting at? It would appear he is not Prince2 certified … but maybe he knows something special … he was there, you know.

 

Is the goal of project management methodologies “to lift” the cultural level of an organization? Hey guys, we were convinced the goal was to manage projects and to bring them to a profitable conclusion!

Speaking of slogans: would anyone tell something like that to his/her customers-to-be? We would say it would be not only “wrong” marketing, but also something which has nothing to do with Project Management.

Do project management methodologies seem to be the same? Sorry, we do not think so: as an example, there is a huge difference between Prince2 (sponsored by a Western government and adopted worldwide) or PMP, for instance, and … some project management “methods(?)”.

 

It is very late. Time to go, guys … better, never forget to check whether Tailchaser and Inklets are ok before leaving: never forget to take care of whomever put his/her trust in you.

 

Let’s finish here with one last quotation: `I’m sure you are able to mark out and respect the work of those who do things with the necessary seriousness. [Y] is an example of such, believe me

Oh, are scores saying similar words to customers-to-be? … what is your opinion?

Our opinion? Sorry, but we are deadly scared of the day of the Apocalypse … what if we find ourselves unprovided with pikes on that day? 😉

Convegno PROJECT MANAGEMENT 2009 a Padova – Abano Terme

Un convegno in Veneto, o meglio in provincia di Padova: “Project Management 2009”.

 

Abano Terme, sabato 19 settembre 2009

Sala Kursaal, Via Pietro D’Abano 18, 35031 Abano Terme (Padova)

 

  • Introduzione al Project Management con un occhio di riguardo alla formazione
  • Introduzione della metodologia di project management Prince2, adottata anche dalla NATO
  • Esempi legati all´alta tecnologia e soprattutto al mondo dei disabili/sociale

 

Programma (visitate il sito per gli aggiornamenti)

  • Registrazione, 09h30 – 10h00
  • Introduzione delle autorità cittadine
  • Un intervento da parte di un responsabile dell´Ordine degli Ingegneri di Padova (da confermare, si è chiesta la sponsorizzazione)
  • Presentazione
  • Introduzione al project management: un project manager certificato Prince2 Practitioner, 10h15
  • Primaria azienda “pubblica” italiana: project management ed alta tecnologia
  • Introduzione a Prince2: un istruttore internazionale PMP (PMI) e Prince2 (OGC – Office of Government Commerce)
  • Pausa caffè, 11h45 – 12h15
  • Intervento dell´amministratore delegato di una importante azienda padovana nel campo project management: la tangenziale di Padova
  • Intervento sugli ausili meccanici alla riabilitazione: un preside dell´Università di Padova
  • Pausa pranzo, 13h15 – 14h45
  • Project Management applicato ai disabili ed al settore sociale
  • Intervento di una dirigente d´azienda (Milano), specializzata in personale e financing in campo progetti
  • Come si imposta un progetto?  Un project manager Prince2 Practitioner
  • Intervento di un responsabile di un´azienda del Nevada 
  • Invitato: un relatore da Mosca
  • Intervento da parte di un rappresentante del settore sociale/disabili
  • Dibattito finale con il pubblico, 16h30

Tutti i dettagli, anche logistici, su:

http://www.righetconsult.com/italiano/Convegno_Project_Management_2009

Confronto tra PMP del PMI e PRINCE2

 

PMP del PMI e PRINCE2

 

Sul web si trovano frequentemente dei confronti tra il PMP del PMI, od altri “metodi”, e Prince2, però … si tratta solitamente di confronti eseguiti, direttamente od indirettamente, da chi “propone” un prodotto, talvolta il PMP (Project Management Professional) del Project Management Institute che pubblica il PMBOK – Project Management Body Of Knowledge. A scanso di equivoci,  precisiamo che il PMI non c´entra con questi confronti.

Di solito, sulla base di “ragionamenti” di parte, questi “metodi” danno l´impressione al lettore di essere superiori a Prince2.

Perché accade questo?

Vi diremo, di solito questi confronti saltano fuori a seguito di ricerche internet su Prince2. In poche parole, a nostro avviso si potrebbe trattare di tentativi di dirottare verso altre destinazioni chi è interessato a Prince2. Una persona fa una ricerca su Prince2 ed arriva su questi siti dove si “ha l´impressione” che altri “metodi” (talvolta proposti sul sito stesso) siano “superiori” a Prince2.

A dire la verità, la maggioranza dei providers di project management (PMP od altri) si limita a fare marketing dei propri prodotti; però, alcuni ricorrono a questi “confronti”.

 

Quando abbiamo deciso di scegliere la certificazione i finalisti erano il PMP del PMI , e Prince2.

Cosa ci ha spinto a scrivere questa discussione?

Risposta: un documento del Project Management Institute del Nord Italia.

Un commento basato su dati reali, stilati dal PMI che “possiede” il PMP, è un commento più che onesto. Qui non si tratta più di “sedicenti” confronti; qui si tratta di dati reali, per di più non provenienti da concorrenti del PMP.

Ci siamo quindi sentiti di commentare questi dati del Project Management Institute, aggiungere alcune nostre valutazioni sul PMP, fare delle considerazioni e trarre delle conclusioni.

Finora, ci siamo sempre astenuti da un confronto tra PMP e Prince2, però in presenza di questi dati ufficiali del PMI e riferiti al Nord-Italia, riteniamo di potere fare alcune considerazioni.

Diciamo subito che, nonostante le conclusioni, rispettiamo comunque la certificazione PMP perché è una certificazione seria.

 

 

IL SONDAGGIO DEL PROJECT MANAGEMENT INSTITUTE – NORTHERN ITALY CHAPTER

 

Sul web si trova un interessante documento del PMI (Project Management Institute), o meglio del PMI-NIC (Project Management Institute – Northern Italy Chapter).

Al documento si arriva dalla homepage del PMI-NIC (www.pmi-nic.org, visitato il 18 luglio 2009) dove, subito dopo il link ‘Ricerca a proposito di crisi …’, segue “Buona lettura. Il Comitato Direttivo del PMI-NIC”.

Il titolo all´inizio del documento vero e proprio: “ANALISI SONDAGGIO “GLI EFFETTI DELLA CRISI SULLA PROFESSIONE DEI PM ITALIANI”.

Il documento comincia con: “Il Northern Italy Chapter (NIC) del PMI® nel corso del mese di Aprile 2009 ha condotto un sondaggio all’interno della propria comunità,…”

 

Citiamo quanto scritto nel documento: “… al sondaggio hanno risposto 175 PM, il 50% dei quali con più di 10 anni di esperienza lavorativa, con una prevalenza delle risposte provenienti dalla Lombardia (61%) …”.

Sembrerebbe quindi trattarsi di un buon campione (pare che il PMI nord Italia conti 1002 associati al “07/2009” e ne contasse 850 al “2008” – http://www.pmi-nic.org/associazione.asp, visitata il 20 luglio 2009), tanto più che il 50% ha “più di 10 anni di esperienza lavorativa”.

La Lombardia è la regione di Milano, da sempre considerata la capitale economica d´Italia. Anche se nel documento del Project Management Institute del Nord Italia non è indicato quante risposte provengano da Milano, si può presumere che siano parecchie. Inoltre, Milano è vicina a Lugano ed al Ticino.

Sembrerebbe che possano essere iscritte al Project Management Institute anche persone che non sono PMP (e forse neanche project manager?); infatti secondo un documento “Google docs” (scaricabile da http://docs.google.com/gview?a=v&q=cache:nYLvn7D9fTMJ:www.pmihouston.org/download.php%3Fsid%3D111+pmi+statistics+members&hl=it&gl=it – visitato il 19 luglio 2009, col logo del PMI, dal titolo “PMI Statistics by Chapter – Ranking (05-2006)” e che , giudicando dal link, sembrerebbe originariamente provenire dal sito del chapter di Houston), si rileva per il “Northern Italy Chapter ” (alla data presumibile del maggio 2006) una percentuale di “PMP as % Members”, pari solamente al 51,1%.

 

Proseguiamo nella citazione del documento del PMI-Nord Italia: “Come si può vedere dalla Fig. 1, i PM che hanno risposto al sondaggio provengono prevalentemente da Multinazionali estere […], con progetti principalmente in Italia [grassetto in originale]”.

Dalla figura 1, risulta che, come “Distribuzione per tipologia d´azienda”, si abbia: “multinazionale estera” 50%, “multinazionale italiana” 14%, “nazionale italiana” 36%.

Sembra quindi evidente che, pur essendo dati prettamente italiani, la “componente multinazionale” ammonti al 64%.

 

Ancora dal documento: “Infatti, come si può vedere da Fig. 2, più delle metà dei PM sostiene che la crisi ha avuto effetto negativo sulla propria vita professionale ma che la certificazione PMP® non sia stata d’aiuto in questo momento di crisi [grassetto in originale, rosso nostro] …”

E ancora: “… In quest’ultimo caso le motivazioni sono principalmente legate al fatto che nella propria Azienda e/o nel mercato del lavoro Italiano in generale, la Certificazione professionale del PM non è ancora presa seriamente considerazione per supportare decisioni come assunzioni o riduzione di personale qualificato….” 

Non sembra che vengano resi noti i dati che hanno portato a quest´ultima frase, però che il PMI del nord Italia scriva che “…la Certificazione professionale del PM non è ancora presa seriamente considerazione…” dopo avere eseguito un sondaggio all´interno dei propri iscritti, ha un impatto enorme sulla nostra valutazione del PMP.

D´altro canto, ci sembra di scorgere una “generalizzazione” nella frase appena citata: nella parte in grassetto si parla, giustamente, di “certificazione PMP®”; ricordiamo che non esiste solamente il PMP, e che non esiste solamente il PMI.

Per quanto riguarda la prima citazione, sembra un giudizio insolitamente negativo da parte di chi ha dedicato effort per ottenere una certificazione; di solito, certificazioni, corsi, ecc. vengono comunque giudicati positivamente in praticamente ogni circostanza.

 

La fig. 2 –  “Impatti della Crisi sulla vita Professionale dei PM e delle Organizzazioni.” comprende le risposte a tre domande in tre grafici (ne citiamo solo due):

  1. Se sei certificato PMP, ritieni che la certificazione ti sia stata d’aiuto in questo momento di crisi?” Risposta: “Si”, 38%; “No”, 62%
  2. L’attuale crisi economica ha avuto un effetto  sulla tua vita professionale?” Risposta: “Si, positivamente”, 5%; “Si, negativamente”, 55%; “No”, 40%

La situazione è chiara: secondo il 62% di chi è PMP (ed iscritto al Project Management Institute del nord Italia), la certificazione PMP non è stata d´aiuto in questo momento di crisi, ovvero in un momento “verità”.

Ma anche la risposta alla domanda 2 è importante: solamente il 55% giudica che la crisi abbia avuto un effetto negativo sulla propria vita professionale.

In poche parole, sembrerebbe che chi è certificato PMP (la discriminante nella domanda sembrerebbe applicarsi solamente alla domanda 1) ritenga al 62% che la certificazione PMP non sia stata d´aiuto in questo momento di crisi, mentre tra quelli che hanno risposto al sondaggio (domanda 2) il 55% si ritenga colpito negativamente dalla crisi. Interessante.

In ogni caso, che il 62% dei PMP risponda che la certificazione non è stata d´aiuto fa pensare.

 

 

E PRINCE2?

 

A nostra conoscenza, non sono disponibili sondaggi, tanto più che Prince2, al contrario del PMP del PMI, è praticamente sconosciuto sia in Italia che in Ticino.

Possiamo dire che, sulla base della nostra esperienza professionale, la certificazione Prince2 Practitioner non solo è stata d´aiuto in questo momento di crisi, ma ha dato enormi vantaggi.

Ovviamente, questo è un giudizio soggettivo e di parte, ma anche a noi piace valutare la bontà delle nostre scelte alla luce dell´esperienza.

Prendendo in considerazione il sondaggio del Project Management Institute, siamo confermati nella nostra scelta di Prince2 invece del PMP del PMI.

È un giudizio equo? A voi la risposta.

 

 

ANCORA SUL PMP E PRINCE2 – ASPETTI POCO NOTI

 

C´è un particolare sul PMP sconosciuto praticamente a tutti, e cioè che il “Project Management Institute Code of Ethics and Professional Conduct(scaricabile da http://www.pmi.org/AboutUs/Pages/EthicsResources.aspx, visitato il 18 luglio 2009, cliccando sul linkCode of Ethics and Professional Conduct”; secondo il documento stesso, al punto A.1, “… In 2005, the Board also commissioned the Ethics Standards Development Committee to carry out the Board-approved process and deliver the revised code by the end of 2006. This Code of Ethics and Professional Development was approved by the PMI Board of Directors in October 2006”.)  sembrerebbe applicarsi anche (punto 1.2.2.1) a “… Non-Members who hold a PMI certification”, non membri in possesso di una certificazione PMI.

Citiamo queste parole che si trovano nel “Comment” che segue poche righe dopo: “…Therefore, this Code is applicable to both PMI members and individuals who have applied for or received a credential from PMI, regardless of their membership in PMI”. 

In poche parole, sembrerebbe che chiunque sia certificato PMP, che sia o no membro del PMI, ricada sotto la “giurisdizione” etica del Project Management Institute che, lo ricordiamo, è un´associazione.

Al punto 1.5 è tra l´altro scritto che: “…The mandatory standards establish firm requirements, and in some cases, limit or prohibit practitioner behavior. Practitioners who do not conduct themselves in accordance with these standards will be subject to disciplinary procedures before PMI’s Ethics Review Committee”.

Sembrerebbe quindi che chiunque sia certificato PMP possa trovarsi a subire “procedure disciplinari” da parte del Project Management Institute, che, come ricordato sulla homepage del PMI stesso (www.pmi.org), “PMI is the leading global association for the project management profession” . Association, associazione.

Sul sito del PMI del Nord Italia (http://www.pmi-nic.org/associazione.asp, visitato il 18 luglio 2009) è scritto: Il Project Management Institute, Northern Italy Chapter (normalmente detto il ‘Chapter’) è una sezione locale del Project Management Institute Incorporated (il ‘PMI’) ed è separatamente registrata come associazione senza fini di lucro [grassetto in originale] secondo le leggi Italiane.”

Supponiamo che gli organi del Project Management Institute siano eletti, come solitamente nelle associazioni, dai soci stessi.

Sembrerebbe che un project manager certificato PMP (od in possesso di altra certificazione del PMI) possa trovarsi a subire “procedure disciplinari” da parte di quelli che alla fin fine sono dei colleghi, a meno che anche chi non è certificato ma è membro del Project Management Institute possa assumere certe cariche od incarichi nell´associazione.

 

 

E Prince2?

In parole semplici, Prince2 è “proprietà” del governo britannico (OGC, Office of Government Commerce) ma è di libero uso. Più precisamente, “PRINCE2® is a Registered Trade Mark of the Office of Government Commerce in the United Kingdom and other countries” (http://www.ogc.gov.uk/intellectual_property_annex_1.asp, visitato il 18 luglio 2009), e “PRINCE2 is owned and developed by OGC …” (“Managing Successful Projects with PRINCE2”, 2005 edition, OGC, pubblicato dal TSO – The Stationery Office).

Nel sito dell´OGC (http://www.ogc.gov.uk/about_ogc_who_we_are.asp, visitato il 18 luglio 2009) è scritto: The Office of Government Commerce (OGC) is an independent office of HM Treasury, established to help Government deliver best value from its spending. The OGC works with central Government departments and other public sector organisations …”

In conclusione, sembrerebbe che nessuna associazione (di cui magari nemmeno fate parte) verrà mai a disturbarvi perché possedete una certificazione Prince2. Dietro Prince2 c´è un´organizzazione statale, con tutte le garanzie del caso.

Ogni decisione concernente il marchio eccetera, sembrerebbe di competenza governativa (non del giudizio di privati), in un paese dove la legge  funziona molto bene.

Pensiamo di potere dire che nessuno vi disturberà con il codice etico di un´associazione di cui magari nemmeno fate parte.

 

 

Le considerazioni precedenti non si trovano da nessuna parte, od almeno noi non ne siamo a conoscenza. Per noi sono però state importanti: oltre alla (a nostro giudizio) superiorità tecnica di Prince2 sul PMP, anche queste considerazioni hanno pesato non poco.

 

 

CONCLUSIONI

 

Gli elementi, a nostro avviso, portano in un´unica direzione: noi preferiremmo (come abbiamo già preferito anni fa) Prince2 al PMP del PMI.

 

Oltre a quanto già scritto, c´è da dire che Prince2 è nato come una necessità: migliorare il tasso di successo dei progetti. Questo gli ha dato degli enormi vantaggi.

Inoltre Prince2 è pratico e comprende un manuale pratico scritto in base all´esperienza; in poche parole, quello che serve per dirigere con successo un progetto. Questo è stato un altro dei motivi per cui, a suo tempo, abbiamo preferito Prince2 al PMP.

Del PMBOK possiamo dire che “non ci piace” la versione elettronica, perché non riusciamo a fare girare correttamente il cd con un programma lettore di formati pdf che non è l´Acrobat Reader – ci rifiutiamo di installare l´Acrobat Reader (a suo tempo rimosso) perché il cd del PMBOK non gira correttamente senza di esso; sarà un problema che capita solo a noi (non lo sappiamo), ma non ci piace. A parte questo: a nostro avviso, il PMBOK risente di una concezione iniziale superata; ma questa è la nostra opinione, ovviamente.

 

Prince2 ha tante caratteristiche innovative, ma ricordiamo qui che tutto parte dal prodotto, tanto che la PBS – Product Breakdown Structure è un elemento fondamentale; invece, il PMP ha la WBS – Work Breakdown Structure (http://it.wikipedia.org/wiki/Work_Breakdown_Structure). In poche parole, Prince2 incorona il prodotto, il PMP …

Per noi, i prodotti sono profitto, le attività costi da ridurre al minimo. Ma questa è la nostra filosofia personale.

Ciononostante, va ricordato che il PMP ricade indubbiamente tra le certificazioni serie, anche se è una certificazione data da un´associazione, con le implicazioni del caso.