L’Emergenza Continua ed il Risk Management, con Contorno di Volpe e Galline

Risk management e la gallina

Ormai ci siamo abituati: emergenza di qui, emergenza di la’.

Tutto o quasi e’ un’emergenza; perfino la quotidianita’, in molti casi, e’ diventata tale di nome e talvolta perfino di fatto!

Cosi’ non va!

 

Perche’?

Perche’, appunto, cio’ che diviene quotidianita’ non e’ piu’ emergenza per definizione.

Facciamo un paragone: invece di fare la vostra vita con dei momenti critici qua a la’, vi ritrovate a gestire criticita’ dalla mattina alla sera.

Risultato? Nel giro di qualche giorno, massimo poche settimane, ci sara’ una corsa d’emergenza alla neuro.

Sperando che poi non capiti una criticita’ veramente tale, perche’ chi e’ gia’ in emergenza permanente ….. lo e’ perche’ non sa (o non puo’) gestire gia’ la quotidianita’, figuriamoci le situazioni eccezionali!

Eppure e’ esattamente questo che capita, troppo spesso.

Risultato?

Lo sappiamo tutti fin troppo bene.

 

E allora come dovrebbe funzionare?

Semplice: un buon Risk Management dovrebbe portare ad una situazione in cui le emergenze sono ridotte al minimo, possibilmente solo quelle comunque inevitabili od imprevedibili.

E’ accettabile, ad esempio, che ci sia una situazione continua di “disagio” idrogeologico in tante aree? Che ogni tre per due ci sia un’emergenza in un’area che si sa da tanto essere critica?

Che senso ha avere tante emergenze e poco Risk Management? O meglio, avere una Gestione dei Rischi pratica, efficace, operativa e che non si fermi a pacchi di carta?

L’analisi dei rischi si fa, innanzitutto, per evitarli o ridurne la probabilita’ o gli effetti.

 

Quello che “fa specie” e che tanti parlano di progetti (di solito costosi), ma ben pochi di Risk Management.

In una situazione in cui occorrerebbero comunque (non meno di) parecchi anni per rendere la situazione idrogeologica (tanto per fare un esempio) accettabile, che senso ha ragionare per singolo progetto e non per l’insieme?

Che senso ha che ognuno propugni la sua idea e quasi nessuno analizzi i rischi nel loro insieme e poi stabilisca cosa fare e le priorita’?

E comunque, qualcuno crede veramente di potere fare Emergency Management senza avere prima curato la Gestione dei Rischi in modo operativo?

 

Un’opinione ironica?

E’ come quando una volpe visita un pollaio quando le pare: forse oggi forse domani, ma tutti sanno che tornera’.

Ebbene, invece di stabilire quali sono tutti i punti deboli da dove la volpe puo’ entrare, e assegnare una priorita’ ……. si assiste alle galline che hanno piu’ ugola che fanno un baccano infernale per sistemare cio’ che e’ piu’ vicino al loro giaciglio, anche se magari la sera prima la volpe ha portato via una gallina ad est dopo essere entrata da ovest, ovvero dall’altra parte della recinzione. E’ una volpe, no?

Project Management 2011: Convegno a Padova – Abano Terme

PROJECT MANAGEMENT 2011

Sabato 19 novembre 2011, ad Abano Terme (Padova), si terrà il convegno “Project Management 2011”, con il Patrocinio della Città di Abano Terme e dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Padova:

  • Conduzione operativa di un progetto

  • Leadership situazionale

  • Strumenti per il Project Management
  • Comunicazione nel Project Management

  • Case study

 

Abano Terme, sabato 19 novembre 2011

Patrocinio della Città di Abano Terme e dell´Ordine degli Ingegneri di Padova

Kursaal, Via Pietro D’Abano 18, 35031 Abano Terme (Padova)

Programma (gli aggiornamenti sul sito)

Registrazione, 09h00 – 09h30

 

 

Introduzione del Sindaco della Città di Abano Terme

Intervento del Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Padova

Presentazione

Conduzione operativa di un progetto”,09h45

 

http://www.righetconsult.com

La leadership situazionale: un modello di riferimento per il PM”,10h15

Dr.ssa Filippi, psicologa

Pausa Caffè,10h45 – 11h00

 

 

Strumenti per il Project Management, panoramica dei principali strumenti nell’ambito della gestione dei progetti”, 11h00

Ing. Ciraolo, consulente di project management

La Comunicazione nel Project Management – caratteristiche principali e strategicità”, 11h30

Ing. Rinaldini, Segretario FIP (Fondazione Ingegneri Padova)/Senior Consultant in Marketing e Comunicazione

 

 

Case study, 12h00

 

 

Dibattito finale con il pubblico,12h30

 

 

 

 

Il Project Management è una disciplina

—–> Metodo e studio sono indispensabili

Informazioni logistiche

La partecipazione è gratuita, consiglia però l´iscrizione.

Project Management 2011 da fuori Padova

A Padova si può facilmente arrivare da tutto il Veneto ed anche da altre regioni d´Italia.

Chi arriva da Verona, Vicenza, Venezia, Milano o Trieste può prendere l´autostrada A4.

Chi arriva da Rovigo, Ferrara o Bologna può prendere l´autostrada A13.

Da Treviso si può arrivare a Padova tramite l´A27 e quindi l´A4, o via SS.

Da Belluno, la strada più veloce per è forse l´A27 e quindi l´A4 fino a Padova, per poi proseguire verso Abano Terme.

L´aeroporto più vicino è il Marco Polo di Tessera (Venezia); altri aeroporti per Project Management 2011 sono quello di Verona e quello di Treviso.

Parcheggio

C´è ampio parcheggio libero (gratis) vicino a P.za Repubblica.

Arrivando da Padova (SS 250), alla rotatoria si continua (verso il centro) su Via Cesare Battisti invece proseguire sulla SS 250; si continua praticamente sempre dritti fino a P.za Repubblica (dopo la quale inizia la zona pedonale), si esegue un giro della piazza di 3/4 di giro e si prende Via Valerio Flacco; dopo poco si gira a sinistra in Via Caboto.

Alla fine di Via Caboto, c´è un parcheggio di fronte; un altro molto più grande è immediatamente alla destra (per chi arriva da Via Caboto) del primo.

Per tornare verso Padova, uscendo dai parcheggi si svolta a destra in Via Calle Pace; alla fine di Via Calle Pace, si svolta a destra.

Dal parcheggioa Via Pietro D´Abano

A piedi, si torna a P.za Repubblica e si entra nella zona pedonale (V.le delle Terme, opposto alla strada da cui siete arrivati a P.za Repubblica, in auto, da Padova); andando sempre diritti, trovererete via Pietro D´Abano.

La Kursaal si trova a circa 40 metri dallo storico “Hotel Orologio”, nello stesso edificio del “Gran Caffè delle Terme”.

Ad Abano vi sono varie indicazioni per la Kursaal, comunque è vicina all´ufficio informazioni ed all´ufficio postale.

Il numero civico 18 corrisponde all´ingresso dal Caffè delle Terme; l´ingresso ordinario per il pubblico è al civico 4.

Altri parcheggi

C´è parcheggio libero anche al cimitero, però è più lontano (è vicino al municipio).

Ad Abano ci sono anche molte strade dove si può trovare del parcheggio girando un po’, altrimenti vi sono vari parcheggi a pagamento.

Svago

Abano Terme è una splendida città, meta di turismo anche internazionale.

Project Management 2011 si svolgerà nel centro di Abano, in una zona incantevole; tutta l´area pedonale è meta di persone che vengono a passeggiare da tutto il padovano, soprattutto il sabato.

Locali di ogni tipo e negozi non si contano.

Project Management 2011 sarà anche l´occasione per una splendida giornata e … perché no, anche una magnifica serata dopo il convegno stesso.

Iscrizioni

Onde evitare spam, vi chiediamo di consultare il sito per questa informazione.

Per informazioni:

http://www.righetconsult.com

Practice svizzera innovativa di Lugano (Ticino), fornisce servizi di Project Management e soprattutto PRINCE2, Training, Strategia, Organizzazione aziendale, Risk Management, Programme Management.

Operazioni in Svizzera,Italia, UE.Le zone di maggior interesse in Italia per PRINCE2ed ilProject Management sono Padova, Vicenza, Verona, Venezia ed il Veneto, Milano; in Svizzera, Lugano ed il Ticino, Africa.

Certificazione PRINCE2 Practitioner a Londra. Siamo la prima (ed a nostra conoscenza l’unica) practice basata in Ticino nonché ad operare in Veneto con PRINCE2.

Project Management & Templates

I templates sono utili nel project management, ma solamente se sono i VOSTRI templates.

In poche parole: ognuno avrà dei templates che avrà sviluppato nel corso della sua attività di Project Manager.

Questi templates saranno tutt’altro che immodificabili: il project manager li userà come riferimento ma non potrà fare a meno di modificarli secondo le necessità del progetto.

Ovviamente, il vantaggio di avere già una formattazione adeguata ed una “scaletta” da seguire è enorme. Ma solo se tali scalette e formattazione sono frutto del lavoro e dell’esperienza del project manager.

 

Tuttavia, sul web si possono scaricare molti templates, talvolta propagandati come un tool fondamentale (o giù di lì) per il project manager.

Che possano essere utili come base di partenza può darsi, ma che siano un tool fondamentale proprio no: il project manager o conosce il project management e sa come gestire i progetti, o … non lo sa.

Un template generico fatto da altri non può sostituire la vostra conoscenza, ne’ può essere previsto per il vostro progetto.

 

Seguire una metodologia che va comunque e sempre adattata alla situazione (come peraltro già previsto da alcune metodologie, ad esempio PRINCE2) è fondamentale.

Seguire le “istruzioni” di un template sviluppato da altri per chissà quale situazione significa abdicare al ruolo di project manager.

E senza un Project Manager, il progetto …

 

Progetti e Metodologie di Project Management

Il sondaggio conferma quello che era già evidente: c’e’ chi proprio non vuole sentire parlare di metodologie – è un suo diritto, ovviamente.

È ovviamente naturale anche dissentire da tali opinioni, soprattutto alla luce dei fatti.

Sempre dal sondaggio, risulta che le metodologie di project management, al di la’ della bonta’ inerente e dell’indubbia validità per il successo dei progetti, non garantiscono il successo automatico – devono essere customizzate ed applicate da un project manager in gamba.

Insomma, per quanto importante sia applicare una metodologia – a tutto, non solamente al Project Management – la qualità del project manager è importantissima.

Anche se, come abbiamo visto, una buona metodologia come PRINCE2 ha un tasso di successo (fascia 70-100%) di almeno il 75%, vi sono sempre incognite che una metodologia non può risolvere: sta al project manager applicarla alla situazione.

Cionondimeno, è evidente che una buona metodologia aiuta molto, tanto che già secoli prima di cristo, nel Ssu-ma (un classico cinese del IV secolo prima di cristo, ma che probabilmente include materiale molto più antico) è scritto: “Applicate una metodologia alla pianificazione.

Tasso di Successo dei Progetti – Risultati del Sondaggio

Per scaricare il documento in formato pdf:

Risultati_sondaggio

 

 

Qualche anteprima sul sondaggio sulla percentuale di successo dei progetti:

 

  • Le risposte con l’indicazione geografica provengono principalmente dall’Europa (77.78% del totale), in particolare quella Occidentale

 

  • Ben il 44.44% delle risposte con l’indicazione geografica proviene dall’Italia

 

  • La percentuale di successo minimamente accettabile (70% – 100%) è solamente del 54.76%, il che significa che quasi la metà dei progetti non raggiunge risultati minimamente accettabili

 

  • Sorpresa assoluta: il PMP del PMI presenta solo un 7.32% di utilizzatori, percentuale molto bassa e poco di più di un terzo degli utilizzatori di PRINCE2.

    Questo dato sembra sfatare il mito che vede il PMP come la metodologia di project management più diffusa, perlomeno in Europa

     

  • Il 75.61% usa comunque una qualche forma di metodologia di project management

 

  • PRINCE2 è chiaramente la metodologia di project management più utilizzata (19.51%) dai rispondenti, che come abbiamo visto sembrano essere localizzati soprattutto in Europa ed in special modo in Italia

 

Molti altri dati all’interno del sondaggio 🙂

 

 

 

 


Project Management – I Radicali Liberi

  • XXXXX” project management
  • Project Management ed emergenze
  • XXXXX” cosa?
  • Radical” project management, ecc.
  • Perché?

 

 

 

I radicali liberi

 

 

Ricordate un famoso film di James Bond, il mitico agente 007?

Al momento, anche i cari mici Inklet e Tailchaser non riescono a ricordare il titolo, ma doveva essere con Roger Moore.

Insomma, all’inizio del film il Nostro, tra una missione e l’altra, era in una clinica “benessere” del governo dove lo tenevano a “stecchetta” – roba da morire d’inedia – perché il suo organismo doveva eliminare i radicali liberi.

Naturalmente, James Bond si procurava comunque di nascosto ogni ben di dio, con il risultato che … gli facevano i complimenti per quanto bene stava.

 

Era una mattinata calda e soleggiata.

Inklet e Tailchaser avevano abbandonato molto a malincuore il loro posticino al sole: ‘Mmiew!?’

Insomma, gita di famiglia per sentire i “guru” del project management.

Oddio, qualche (molto qualche) intervento era buono, ma quando si è arrivati ad un vecchissimo film – che c’azzecca? – a volume intollerabile Inklet e Tailchaser hanno fatto il colpo di stato: ‘Via subito o ti diserediamo!’

Ma non è di questo che parliamo oggi.

Oggi parliamo di quella moda che vede il diffondersi a macchia d’olio di attributi aggiunti al project management: giusto per nostra comodità, li chiameremo “radical” project management, “XXXXX” project management, ecc.

Sempre per nostra comodità (Inklet e Tailchaser sono molto pratici – ovvio, sono dei mici!), il termine ironico “radicali liberi”.

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XXXXX” project management

 

Perfino l’uditorio aveva fatto domande “impertinenti” dopo l’intervento sul “XXXXX” project management: evidentemente, aveva trovato la cosa di estremo spessore.

Diciamocela tutta: nessuno aveva capito cos’era.

Siccome l’evento era di un interesse assoluto, tra una telefonata, una boccata d’aria, un’altra telefonata e qualche chiacchiera con le hostess, abbiamo agganciato il signor “XXXXX”.

Ops, abbiamo dimenticato le chiacchiere con i partecipanti all’evento che telefonavano, prendevano una boccata d’aria, telefonavano un’altra volta – ma non chiacchieravano con le hostess.

 

Abbiamo così avuto modo di conoscere il signor “XXXXX”: Inklet in particolare avrebbe fatto l’invidia di Torquemada.

Oh, ma tutto con tatto e gentilezza, eh!

In quanto a soft skills, nessuno batte Inklet.

 

Insomma, il signor “XXXXX”, al secolo “XXXXX” project management, consiste nell’arrangiarsi, o meglio nello stare alla canna del gas 24/7 – 24 ore al giorno per 7 giorni alla settimana.

Ora i nostri 25 lettori (il Manzoni ci perdoni) diranno: “Ma non è un giudizio un po’ radicale?

Beh, si parla di “XXXXX” e “radical”, no?

In poche parole, il signor “XXXXX” vive alla giornata: arriva al lavoro e si arrangia sul momento; il giorno dopo, la stessa storia.

Tailchaser: ‘Ma allora perché lo “XXXXX” project manager non va a fare il muratore?’

Inklet: ‘Ma veramente … anche il muratore pianifica la sua attività, non fosse solo per la giornata anche quando lavora “a giornata”.

Già intravediamo una soluzione: mandiamo il muratore a fare il project manager.

Tailchaser: ‘Sì, ma lo “XXXXX” project manager dove lo mandiamo? Tirare su un muro fatto bene non è mica facile, neh!’.

Inklet: ‘Saprà bene come spingere una carriola e portare un sacco di cemento, no?’

Insomma, grande brainstorming in famiglia: che farne dello “XXXXX” project manager?

Conclusione: il bravo muratore è un professionista, il suo lavoro non è facile come sembra, forse lo “XXXXX” project manager potrebbe spingere una carriola (ma non saprebbe come tenerla in equilibrio) ma a portare sacchi di cemento si farebbe male.

 

Ma torniamo alle risposte date alle nostre domande – speriamo di avere capito bene.

Ci sarebbero progetti che non possono essere pianificati (o altro) in nessun modo: tutto al momento, decisioni d’emergenza come modo di vivere quotidiano.

Già qui, sorge una prima domanda: se non c’è pianificazione, che costituisce comunque una parte fondamentale del Project Management, che project management è?

Ancora: come si fa a stabilire i tempi, i momenti di controllo, un communication plan, dei contingency plans, il controllo di qualità, i controlli in generale, ecc?

Come si può pianificare l’utilizzo del personale, che magari qualche volta vorrebbe pure andare in vacanza?

Quanto può durare il project manager in queste condizioni?

Com’è possibile fare un business case, analizzare i rischi (fondamentali per la stesura del progetto, ma anche per deciderne la fattibilità), creare un’organizzazione per il progetto?

La risposta sembrava in questi termini: la situazione non consente altro.

Ma allora, che project management è?

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Project Management ed emergenze

 

Tanto per chiarire la questione, riportiamo qui la nostra definizione di Project Management:

Il Project Management (Gestione progetti) è una disciplina che consente di gestire i progetti in modo ordinato.

Ancora: Niente viene lasciato al caso, dalla concezione iniziale alla chiusura del progetto.

Quelli di voi che erano presenti al nostro convegno ‘Project Management 2010‘ si ricorderanno alcuni degli attributi fondamentali di un progetto: lifespan finita e definita, prodotti definiti e misurabili, solamente le attività necessarie per ottenere i prodotti.

 

Durante un progetto vi potranno essere situazioni d’emergenza, addirittura situazioni non previste dai contingency plans, ma … il progetto non deve partire “alla ventura”.

Un progetto va impostato con un minimo di criterio, altrimenti è ovvio che ci si troverà subito alla canna del gas – nel qual caso sarebbe forse meglio fermarsi 5 minuti, fare qualche considerazione e porsi qualche domanda, no?

 

Anche nel caso di eventi catastrofici assolutamente non prevedibili, un progetto ben impostato e diretto secondo i principi del buon Project Management potrà reagire molto meglio alla situazione.

Se, invece, il progetto parte già alla canna del gas …

 

Facciamo due esempi presi dalla storia: le vexillationes romane ed i Kampfgruppen tedeschi; come vedremo, questi ultimi possono essere ripresi tali e quali nel Project Management.

L’esercito romano era uno dei più organizzati della storia, tuttavia in condizioni d’emergenza si ritrovava a dovere tamponare situazioni disperate.

La soluzione?

 

Le vexillationes, ovvero distaccamenti presi da delle unità vicine che potevano inviare solamente quantità limitate di rinforzi nella zona critica; senza indebolire troppo le unità meno pressate, si rinforzavano i settori in situazione critica.

Perché era possibile? Perché tutto era organizzato e pianificato, cosicché nel momento critico i comandanti sapevano esattamente cosa e quanto potevano inviare, e con quali conseguenze sui settori indeboliti.

 

I Kampfgruppen (gruppi da combattimento) tedeschi della seconda guerra mondiale sono l’apoteosi del concetto: soprattutto – ma non solo – nella seconda parte della guerra, furono utilizzati moltissimo e contribuirono in modo fondamentale al prolungamento della guerra; insomma, funzionavano alla grande.

L’esercito tedesco si trovava spesso in situazioni disperate, tipo crollo di decine o centinaia (in Russia) di chilometri di fronte; il problema era che anche le unità vicine erano in situazione critica.

Allora si prendeva un valido e dinamico ufficiale (di solito già presente in un’unità superstite o, più spesso, in una delle unità vicine) e si costituiva un Kampfgruppe: un insieme bilanciato di unità delle varie armi – una compagnia da una divisione, un reggimento da un’altra, un battaglione da un reggimento, ecc.

Il Kampfgruppe procedeva a tutta velocità verso la zona del disastro (addirittura, talvolta alcune unità arrivavano prima ed altre dopo) raccogliendo tutte le forze in rotta che poteva durante la sua marcia di avvicinamento; in caso le forze che incontrava non fossero idonee ad essere incorporate nel Kampfgruppe, venivano assegnate a scopi difensivi locali.

Com’era possibile? In condizioni ordinarie, tutto era organizzato, pianificato e controllato: in caso di emergenza, non c’era difficoltà a costituire i Kampfgruppen sapendo bene cosa avrebbe comportato ciò per le unità costrette a cedere parte delle proprie forze (spesso i reparti più efficienti).

Avete notato la similarità con il project management?

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XXXXX” cosa?

 

Com’è possibile gestire una situazione d’emergenza quando già l’attività ordinaria è gestita come un’emergenza?

Tailchaser: ‘Lo “XXXXX” project management non solo non ricade nella definizione di project management, per me è ricetta sicura per il disastro già in condizioni ordinarie’.

Inklet: ‘Non ci siamo nemmeno con la definizione di progetto: non mi pare che sia finito e definito, né che i prodotti siano definiti e misurabili, né che le attività possano avere luogo solo ed esclusivamente in funzione dei prodotti’.

Tailchaser: ‘Sai Inklet, mi chiedo quali siano i vantaggi che porterebbe questo signor “XXXXX”: vivere alla giornata, secondo tutte le discipline, porta a costi e rischi molto maggiori, nonché al caos invece che alla razionalizzazione.

La risposta “XXXXX” probabilmente sarebbe: si tratta di progetti che non possono essere gestiti diversamente.

 

Vabbé, però non sono progetti e, secondo noi, non stiamo nemmeno parlando di Project Management.

Forse, chi paga dovrebbe fare qualche considerazione e rivedere tutta la faccenda: dopotutto, come abbiamo visto, si può fare un progetto (finito e definito) con tutti i crismi e gestirlo con il Project Management anche e soprattutto in condizioni d’emergenza; fermo restando che le emergenze tali dovrebbero restare, senza invadere il campo dell’ordinario.

 

XXXXX” project management? Mi-miieeeww! – Come tradurre Inklet? Diciamo “XXXXX” qualcos’altro, va!

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Radical” project management, ecc.

 

Parlavamo di radicali liberi.

Vi sono cose che (sempre per nostra comodità) chiameremo “radical” project management ed altro.

Insomma, l’invasione del “super x” project management, un fenomeno che ci ricorda la “total quality” et similia.

 

Se da una parte vi sono approcci (ad esempio il Lean project management o l’Agile project management) che hanno una motivazione, dall’altra vi sono i “super x” project management la cui ratio sfugge ai più – sarà che i geni sono difficili da capire.

Tutto è “di più”, radicale … almeno nominalmente. Cosa sia praticamente, non si riesce a capire.

Sembra di vivere nell’ era dei “radicali liberi” 😉

Sappiamo cosa direbbe 007: “Bond, James Bond. Lasciate perdere le diete esotiche, datevi allo champagne”.

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Perché?

 

Perché i “radicali liberi”?

Perché non basta il Project Management? Come abbiamo visto, il buon Project Management da’ grande beneficio a chi ne fa uso e funziona anche nella gestione delle emergenze – ok, magari in questo caso ci vuole un Project Manager che sa veramente quello che fa.

Tailchaser: ‘Ma se, ad esempio, lo “XXXXX” project management sembra essere tutto fuorché Project Management!’.

Magia: aggiungi un attributo e cambia tutto.

 

L’aspetto più bizzarro è che sembra quasi che il Project Management abbia limitazioni che non ha, che di fronte a certe situazioni (peraltro non ben definite) non sia valido.

Si arriva a giustificare il quotidiano lavorare “alla canna del gas”, a dargli una patente (project management) che secondo noi assolutamente non ha.

Allora perché?

 

Vi diremo: quando abbiamo cominciato a mettere a punto il nostro sistema di Programme Management / Gestione ed organizzazione aziendale avevamo accarezzato l’idea di chiamarlo “Total project management”, nel senso che estendeva il raggio d’azione del Project Management rispetto a quanto normalmente applicato; inoltre, non era male per il marketing – Programme Management / Gestione ed organizzazione aziendale non è il massimo.

Il nome avrebbe potuto andare perché si trattava di applicare fino in fondo il Project Management nella gestione aziendale (senza esagerare, ovvio).

Beh, scoprimmo la pletora dei “radicali liberi”! Fine di un’idea di nome.

Alla fine, chiamare le cose per quel che sono non è poi così male: Programme Management/Gestione ed organizzazione aziendale. Perlomeno, tutti sanno di cosa si parla.

 

Insomma, Tailchaser è convinto: ‘E’ probabilmente un’operazione di marketing: convinci il cliente che gli serve qualcosa di speciale che il normale Project Management non può dargli; proponigli qualcosa con un nome “radicale.

Ecco che la valente Inklet interviene: ‘Chi paga sarà probabilmente felice perché l’attività gli sembrerà continuare su binari familiari, sicuramente convinto che quella sarà la volta buona’.

Vabbé, ma era proprio necessario scomodare il project management?

La saggia micia: ‘E chi non parla di project management, oggigiorno?

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Misfits of project management” is free and can be freely forwarded: some healthy fun is necessary in these modern times.

Being an ironic newsletter, it reflects only ideas. “Answers” or assertions that are not between inverted commas [‘….’] are not to be considered as “true” answers or assertions: that is only a way to express ironically what is perceived.

We make use of another set of inverted commas [“….”]: those are no quotations at all, just a literary device of ours to make concepts clearer.

Every possible reference to real persons, facts or things in ironic pieces is accidental.

Programme (o Program) Management

Cos’e’ un Programma?

Un Programma e’ un insieme di progetti coordinati.

I vantaggi del Programme Management:

  • Risparmi di risorse, tempo, denaro

  • Ogni progetto ha un senso ed uno scopo più elevato

  • Fine della competizione tra progetti e teams

  • Fine degli sprechi

  • Gestione razionale di tutta l´organizzazione

  • Risultati enormente migliori

  • Profitto

Il Programme Management è:

  • Il vero lavorare per progetti in un´azienda od in un Ente Pubblico

  • Il giusto modo di applicare il Project Management in un´organizzazione

  • Indispensabile quando un´azienda o la Pubblica Amministrazione hanno vari progetti in campo

  • Indispensabile per scegliere in modo informato e razionale tra le varie proposte di progetti

  • Integrazione tra la realtà aziendale, l´Organizazione aziendale, e la gestione operativa per progetti dell´attività.

Project Management e Pubblica Amministrazione – con Dettagli su PRINCE2

Perché il Project Management è necessario per la Pubblica Amministrazione?

Il Project Management è organizzazione. È quindi indispensabile per la Pubblica Amministrazione.

Come vedremo, la metodologia di project management PRINCE2 (Projects IN Controlled Environments) è particolarmente adatta alla Pubblica Amministrazione.

I progetti della PA sono spesso molto complessi, coinvolgono molti attori (i cosiddetti stakeholders) richiedono un controllo ed una tracciabilità continui, sono sottoposti a miriadi di controlli interni ed esterni. Richiedono inoltre l´uso di una terminologia comune e riconosciuta.

Già questi fattori portano alla necessità di ordine nei progetti, che devono essere valutati, controllati, diretti, ecc.

Il project management è ordine, valutazione, controllo, direzione, ecc.

Il project management è una disciplina, ma anche un tool necessario, anzi il più necessario di tutti; la sua stessa natura lo rende perfetto per una Pubblica Amministrazione ordinata ed efficiente.

Quale Project Management per la Pubblica Amministrazione?

Molto spesso non è però ben chiaro cosa sia il project management: talvolta perfino chi lo pratica, o crede di praticarlo, non sa bene quello che sta facendo e diffonde impressioni sbagliate. Un progetto deve essere gestito con una metodologia (ad esempio, Prince2), applicata da un Project Manager certificato: questo è il Project Management.

Per fare un paragone, voi affidereste un grosso progetto edilizio ad una persona senza la qualifica di ingegnere?

Il progetto gestito col Project Management è una scienza quasi perfetta; il progetto gestito senza è un´avventura. Purtroppo, al giorno d´oggi la definizione project management è abusata: a fianco di serie metodologie, fioriscono una pletora di “mode del momento” che spesso recano più danno che beneficio.

Il Project Management è un´arma straordinaria, però deve essere ben compresa, affilata ed impiegata; il Project Manager deve essere scelto tra i professionisti, ovvero i Project Manager certificati. Se ciò non avviene, prima o poi arriva l´inevitabile epilogo: la disfatta finale.

Tutti i metodi di Project Management “seri” sono equivalenti? Assolutamente no!

Alcuni metodi di project management sono semplici raccolte di conoscenza: in poche parole, sareste in grado di dirigere praticamente un progetto dopo averle studiate? Un paragone: un laureato appena uscito dall´università; tanta teorie ma nessuna pratica. Se non ci credete, andate ad un convegno di project management per vedere quanti cercano di riscoprire l´acqua calda (le metodologie di Project Management pratiche).

Alcuni metodi di project management sono così dettagliati e/o settoriali che non sono di alcuna utilità se non in un ambito ristretto. Possono essere definiti project management? Una persona che non sia un tecnico specializzato in quello specifico settore può utilizzarli con profitto? Dov´è la visione generale del progetto?

I “metodi” di project management che arrivano da luoghi esotici e vengono propagandati come panacee di tutti i mali: finora, non abbiamo sentito di nessun caso in cui abbiano funzionato in occidente; chi li ha adottati se n´è pentito od ha apportato modifiche sostanziali, tanto da creare qualcosa di completamente nuovo giusto per “andare in pari”. Eppure, vi sono “messia” che continuano a riproporli in tutte le salse.

Perché i paesi asiatici stanno importando la metodologia di Project Management Prince2, concepita e sviluppata in Europa?

Già tutte le considerazioni precedenti ci indicano la direzione da prendere: una metodologia di project management seria, di proprietà di entità pubbliche e certamente non di associazioni od addirittura aziende; terminologia universale; fortemente orientata al prodotto.

PMP del PMI (Project Management Institute)? Il PMI è un’associazione privata e secondo noi la sua certificazione è orientata alle attività (ovvero costi) e non al prodotto (ovvero risultati/guadagni), tanto che fa uso della WBS (Work Breakdown Structure). Inoltre, è un´associazione privata, niente di più.

Altri “metodi” generali? Sinceramente, riteniamo che non siano assolutamente da prendere in considerazione, e non solo perché sono proprietà di associazioni od addirittura di singole aziende.

Che ne dite di PRINCE2? Di proprietà del governo (UE) britannico; terminologia universale; parte dal prodotto, tanto che fa uso del PBS (Product Breakdown Structure); largamente diffusa nelle pubbliche amministrazioni (adottata dalla NATO, in via di adozione dall´ONU, ecc.) e nelle aziende private; con molte caratteristiche innovative che non si trovano in altri “metodi”; in fase di diffusione esponenziale nel mondo.

PRINCE2

PRINCE (Projects IN Controlled Environments) è una metodologia di project management nata in Inghilterra nel 1989 per risolvere i problemi che affliggevano i progetti nel settore Information Technology. Il suo successo fu tale che nel 1996 fu creata PRINCE2, studiata fin dall’ inizio come metodologia universale e quindi non ristretta all’ IT.

Prince2, talvolta erroneamente conosciuto come Prince 2, è “di proprietà” del governo inglese (OGC -Office of Government Commerce) ma è di libero uso.

Più precisamente, “PRINCE2® is a Registered Trade Mark of the Office of Government Commerce in the United Kingdom and other countries” (ogc.gov.uk/intellectual_property_annex_1.asp), e “PRINCE2 is owned and developed by OGC …” (“Managing Successful Projects with PRINCE2”, 2005 edition, OGC, pubblicato dal TSO – The Stationery Office).

Prince2 è la più diffusa ed efficace metodologia di project management al mondo; Prince2 era ed è sponsorizzato dal governo britannico. Prima della sua introduzione, il rateo di insuccesso dei progetti aveva raggiunto l´80% nei settori tecnologici. Con Prince2, il rateo di successo è aumentato drasticamente.

A differenza di altre metodologie, Prince2 è pratico, con un manuale applicativo; Prince2 si concentra sulla gestione operativa del progetto, lasciando al team di progetto la scelta degli strumenti (carta e penna, software avanzato, ecc).

Prince2 ha un inizio, uno svolgimento ed un termine controllati. Soprattutto, i progetti Prince2 hanno un termine; in casi speciali, è previsto di chiudere comunque il progetto (perché non si trascini all’ infinito) per aprirne un altro (od altri) specificatamente mirato alle eventuali problematiche emerse.

Il successo di Prince2 lo ha portato ad essere adottato dalla NATO, da moltissime amministrazioni pubbliche anche a livello statale, da miriadi di aziende pubbliche e private; anche la Cina lo ha recentemente importato, e l´ONU sta per adottarlo.

Prince2 è “product based”, ovvero il prodotto è alla base di tutto: si parte dal prodotto, non dalle attività; tutto ciò che non serve al prodotto finale non viene nemmeno preso in considerazione.

Ad esempio, dal Product Breakdown Structure si ricava il Product Flow Diagram, e da quest´ultimo l´Activity Network; solo in quest´ultimo si trattano le attività, a dimostrazione che in Prince2 le attività sono strettamente subordinate al prodotto.

Alcune caratteristiche scelte di Prince2 e molto importanti per la Pubblica Amministrazione sono: il Business Case (fondamentale in Prince2), la fase pre-progettuale (Starting UP a Project), il concetto di Stages, la Scalability che rappresenta una delle novità pratiche di Prince2, come assegnare le Responsabilità, i Rischi (anche questo fondamentale in Prince2), il Configuration Management.

Richiamiamo l´importanza del concetto di Project Board per le pubbliche amministrazioni:

Il Project Manager risponde al Project Board (ovvero all’ Executive, perché il Project Board non è una democrazia) che è il responsabile finale del progetto.

Nel Project Board sono rappresentati tre interessi: Business (nella persona dell’ Executive), Supplier (Senior Supplier/s), User (Senior User/s).

In Prince2, tutte le decisioni importanti devono essere approvate dal Project Board; l´Executive deve essere una persona di grado elevato all´interno dell´organizzazione ed in grado di attingere alle risorse finanziarie.

Il Project Board “manage by exception”- dirige per eccezione: prende le decisioni previste (in particolare all’ inizio ed alla fine degli stages o del progetto) e riceve regolarmente dei rapporti dal Project Manager, però, se tutto procede entro le tolleranze previste e non vi sono novità di rilievo, non interviene; questo consente ai suoi membri di continuare con le loro attività (di solito si tratta di persone di grado elevato e molto impegnate).

La responsabilità finale risiede in chi ha l´autorità e la disponibilità finanziaria; tutte le parti coinvolte nel progetto sono rappresentate nel Project Board, però in Prince2 l´Executive ha la parola finale.

Prince2, il Project Management e la nostra practice

La certificazione Prince2 Practitioner è rara in molti paesi e quasi inesistente in Italia e Ticino; noi l´abbiamo ottenuta a Londra. Ad oggi, ci risulta che la nostra practice sia ancora l´unica (oltre che la prima) practice basata in Ticino a trattare Prince2, nonché l´unica ad operare in Veneto.

Il 19 settembre 2009 abbiamo organizzato il convegno formativo “Project Management 2009”, sponsorizzato dall´Ordine degli Ingegneri di Padova e col patrocinio della Città di Abano Terme.

Abbiano anche curato una scheda tecnica su Prince2 per la Camera di Commercio del Ticino: “Project Management: ecco Prince2” è il titolo della scheda IFCAM, serie Direzione e Politica Aziendale, pubblicata dalla Camera di Commercio del Ticino.

Da alcuni anni ci dedichiamo all´introduzione al Project Management in Italia (in particolare Padova e Veneto) ed in Svizzera (in particolare a Lugano ed in Ticino), con un occhio di riguardo alla metodologia Prince2.


Per informazioni:

http://www.righetconsult.com

Practice svizzera innovativa di Lugano (Ticino), fornisce servizi di Project Management e soprattutto Prince2, Training, Strategia, Organizzazione aziendale, PNL, Risk Management.

Operazioni in Svizzera, Italia, UK, Francia, Europa. Le zone di maggior interesse per la Pubblica Amministrazione, Prince2 ed il Project Management sono Padova, Lugano ed il Ticino, Vicenza, Verona, Treviso, Venezia ed il Veneto in generale, Milano, Roma.

Certificazione Prince2 Practitioner a Londra. Siamo la prima (ed a nostra conoscenza l’unica) practice basata in Ticino ad offrire Prince2.

PRINCE2 ed il SW

In generale, si può applicare PRINCE2 a tutti i progetti (con i necessari adattamenti alla situazione). PRINCE2 ha il vantaggio di essere partito (PRINCE) come metodologia di Project Management per ICT; in seguito, visto il successo eccezionale di PRINCE, è nato PRINCE2 valido per tutti settori.
Fra l’altro, lavora molto bene con ITIL (che viene applicato a livello team di sviluppo).
Diciamo che PRINCE2 è ottimo come sistema di gestione generale (parte di management) cui si può associare la parte specifica necessaria per la produzione pratica da parte dei teams; senza un sistema di gestione generale, di solito si finisce con sforamenti vari.

Un esempio per il SW a moduli: PRINCE2 ed il SW a moduli