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Qual’e’ lo Spirito di un Progetto di Internazionalizzazione?

Spesso ai progetti di export manca lo spirito: quello di un lungo viaggio che implica dei rischi: bisogna quindi intraprenderlo con persone di propria fiducia e con lunga esperienza – sul campo – estera.
Niente puo’ sostituire l’esperienza di lavoro e vita all’estero: export ed internazionalizzazione devono essere fatti da persone, non dall’informatica.

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Corso Gestione Pratica di un Progetto di Ingegneria per/all’ Estero all’Ordine degli Ingegneri di Padova

 

L’obiettivo di questo corso, altamente interattivo, e’ di dare la possibilità ai partecipanti di comprendere come gestire un progetto di ingegneria per/all’estero.

Il corso ripercorre tutti i passi di un progetto di ingegneria per/all’estero, individuando di volta in volta i punti critici e le azioni necessarie, non solo gestionali. Continua a leggere

Internazionalizzazione – Per il Cliente o per Vendere alle Aziende?

Internazionalizzazione aziendale per il cliente

Qualche tempo fa ho gia’ avuto modo di affrontare l’argomento internazionalizzazione e pacchetti pre-configurati: Internazionalizzazione: Pacchetti Pre-Configurati? No Grazie!

Oggi torno sull’argomento internazionalizzazione, esaminandolo per come viene troppo spesso visto da chi fornisce tale servizio.

 

Quello che si nota e’ che c’e’ quasi sempre il “peccato originale“: la cosa viene spesso vista prima di tutto dal punto di vista di chi produce/fornisce servizi e della sua convenienza; spunta il solito metodo, senza considerare che metodi normali in un paese sono totalmente inadeguati in altri.

Un progetto di internazionalizzazione su contratto presume che il cliente ritenga di non avere le competenze adeguate; in quel caso non e’ ovviamente un partnerariato (come sembra che venga spesso “venduto” il servizio), dato che se il cliente ritenesse di avere la competenze …. farebbe da solo.

Se invece la richiesta e’ per uno specialista che lavori assieme al cliente, ogni discorso di metodo da parte del fornitore non ha ragione di essere.

 

In generale, si sente parlare del prodotto standard, ovvero confezionato da chi fornisce il servizio: in poche parole, il solito pacchetto pre-confezionato secondo la “comodita’” del fornitore del servizio, da customizzare poi.

Tale pacchetto viene magari concepito in modo da essere il piu’ universale possibile; segue un adattamento da fare nel modo piu’ lineare possibile.

La domanda che sorge spontanea e’: cosa ha a che fare tutto cio’ con l’internazionalizzazione?

In un mondo in cui il cliente chiede soluzioni altamente customizzate, in cui desidera essere vero partner nel progetto della soluzione …… ragionare cosi’ equivale a tornare indietro nel tempo.

 

Ma non finisce qui! L’internazionalizzazione e’ una disciplina estremamente complessa, che richiede soluzioni radicalmente diverse a seconda del caso.

Ad esempio, che c’azzecca una soluzione per il Centro Europa con una per l’Africa Equatoriale?

Cambiano non solo specifiche e quant’altro, ma anche la cultura, la mentalita’, le richieste normative, la legislazione, l’ambiente, ecc.

 

Comunque sia, e’ fin troppo evidente che le varie proposte dei fornitori del servizio tendono molto spesso ad andare in una sola direzione: il “protagonista” non e’ chi compra il servizio, ma il fornitore; il cliente e’ quasi un after-thought, un inconveniente cui trovare una soluzione, un ”male” necessario.

Bisogna avere il coraggio di dire come stanno le cose: quanto sopra non e’ Internazionalizzazione, ma un surrogato; e’ semplice business vecchia maniera, un volere offrire a tutti i costi un certo servizio.

 

Ps: Quanto scritto va nel senso del diritto di opinione, pensiero, critica, commento, ecc.

Project Management 2011: Convegno a Padova – Abano Terme

PROJECT MANAGEMENT 2011

Sabato 19 novembre 2011, ad Abano Terme (Padova), si terrà il convegno “Project Management 2011”, con il Patrocinio della Città di Abano Terme e dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Padova:

  • Conduzione operativa di un progetto

  • Leadership situazionale

  • Strumenti per il Project Management
  • Comunicazione nel Project Management

  • Case study

 

Abano Terme, sabato 19 novembre 2011

Patrocinio della Città di Abano Terme e dell´Ordine degli Ingegneri di Padova

Kursaal, Via Pietro D’Abano 18, 35031 Abano Terme (Padova)

Programma (gli aggiornamenti sul sito)

Registrazione, 09h00 – 09h30

 

 

Introduzione del Sindaco della Città di Abano Terme

Intervento del Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Padova

Presentazione

Conduzione operativa di un progetto”,09h45

 

http://www.righetconsult.com

La leadership situazionale: un modello di riferimento per il PM”,10h15

Dr.ssa Filippi, psicologa

Pausa Caffè,10h45 – 11h00

 

 

Strumenti per il Project Management, panoramica dei principali strumenti nell’ambito della gestione dei progetti”, 11h00

Ing. Ciraolo, consulente di project management

La Comunicazione nel Project Management – caratteristiche principali e strategicità”, 11h30

Ing. Rinaldini, Segretario FIP (Fondazione Ingegneri Padova)/Senior Consultant in Marketing e Comunicazione

 

 

Case study, 12h00

 

 

Dibattito finale con il pubblico,12h30

 

 

 

 

Il Project Management è una disciplina

—–> Metodo e studio sono indispensabili

Informazioni logistiche

La partecipazione è gratuita, consiglia però l´iscrizione.

Project Management 2011 da fuori Padova

A Padova si può facilmente arrivare da tutto il Veneto ed anche da altre regioni d´Italia.

Chi arriva da Verona, Vicenza, Venezia, Milano o Trieste può prendere l´autostrada A4.

Chi arriva da Rovigo, Ferrara o Bologna può prendere l´autostrada A13.

Da Treviso si può arrivare a Padova tramite l´A27 e quindi l´A4, o via SS.

Da Belluno, la strada più veloce per è forse l´A27 e quindi l´A4 fino a Padova, per poi proseguire verso Abano Terme.

L´aeroporto più vicino è il Marco Polo di Tessera (Venezia); altri aeroporti per Project Management 2011 sono quello di Verona e quello di Treviso.

Parcheggio

C´è ampio parcheggio libero (gratis) vicino a P.za Repubblica.

Arrivando da Padova (SS 250), alla rotatoria si continua (verso il centro) su Via Cesare Battisti invece proseguire sulla SS 250; si continua praticamente sempre dritti fino a P.za Repubblica (dopo la quale inizia la zona pedonale), si esegue un giro della piazza di 3/4 di giro e si prende Via Valerio Flacco; dopo poco si gira a sinistra in Via Caboto.

Alla fine di Via Caboto, c´è un parcheggio di fronte; un altro molto più grande è immediatamente alla destra (per chi arriva da Via Caboto) del primo.

Per tornare verso Padova, uscendo dai parcheggi si svolta a destra in Via Calle Pace; alla fine di Via Calle Pace, si svolta a destra.

Dal parcheggioa Via Pietro D´Abano

A piedi, si torna a P.za Repubblica e si entra nella zona pedonale (V.le delle Terme, opposto alla strada da cui siete arrivati a P.za Repubblica, in auto, da Padova); andando sempre diritti, trovererete via Pietro D´Abano.

La Kursaal si trova a circa 40 metri dallo storico “Hotel Orologio”, nello stesso edificio del “Gran Caffè delle Terme”.

Ad Abano vi sono varie indicazioni per la Kursaal, comunque è vicina all´ufficio informazioni ed all´ufficio postale.

Il numero civico 18 corrisponde all´ingresso dal Caffè delle Terme; l´ingresso ordinario per il pubblico è al civico 4.

Altri parcheggi

C´è parcheggio libero anche al cimitero, però è più lontano (è vicino al municipio).

Ad Abano ci sono anche molte strade dove si può trovare del parcheggio girando un po’, altrimenti vi sono vari parcheggi a pagamento.

Svago

Abano Terme è una splendida città, meta di turismo anche internazionale.

Project Management 2011 si svolgerà nel centro di Abano, in una zona incantevole; tutta l´area pedonale è meta di persone che vengono a passeggiare da tutto il padovano, soprattutto il sabato.

Locali di ogni tipo e negozi non si contano.

Project Management 2011 sarà anche l´occasione per una splendida giornata e … perché no, anche una magnifica serata dopo il convegno stesso.

Iscrizioni

Onde evitare spam, vi chiediamo di consultare il sito per questa informazione.

Per informazioni:

http://www.righetconsult.com

Practice svizzera innovativa di Lugano (Ticino), fornisce servizi di Project Management e soprattutto PRINCE2, Training, Strategia, Organizzazione aziendale, Risk Management, Programme Management.

Operazioni in Svizzera,Italia, UE.Le zone di maggior interesse in Italia per PRINCE2ed ilProject Management sono Padova, Vicenza, Verona, Venezia ed il Veneto, Milano; in Svizzera, Lugano ed il Ticino, Africa.

Certificazione PRINCE2 Practitioner a Londra. Siamo la prima (ed a nostra conoscenza l’unica) practice basata in Ticino nonché ad operare in Veneto con PRINCE2.

Project Management & Templates

I templates sono utili nel project management, ma solamente se sono i VOSTRI templates.

In poche parole: ognuno avrà dei templates che avrà sviluppato nel corso della sua attività di Project Manager.

Questi templates saranno tutt’altro che immodificabili: il project manager li userà come riferimento ma non potrà fare a meno di modificarli secondo le necessità del progetto.

Ovviamente, il vantaggio di avere già una formattazione adeguata ed una “scaletta” da seguire è enorme. Ma solo se tali scalette e formattazione sono frutto del lavoro e dell’esperienza del project manager.

 

Tuttavia, sul web si possono scaricare molti templates, talvolta propagandati come un tool fondamentale (o giù di lì) per il project manager.

Che possano essere utili come base di partenza può darsi, ma che siano un tool fondamentale proprio no: il project manager o conosce il project management e sa come gestire i progetti, o … non lo sa.

Un template generico fatto da altri non può sostituire la vostra conoscenza, ne’ può essere previsto per il vostro progetto.

 

Seguire una metodologia che va comunque e sempre adattata alla situazione (come peraltro già previsto da alcune metodologie, ad esempio PRINCE2) è fondamentale.

Seguire le “istruzioni” di un template sviluppato da altri per chissà quale situazione significa abdicare al ruolo di project manager.

E senza un Project Manager, il progetto …

 

Project Management – I Docciaioli

  • Il miele
  • La mazzata
  • La melassa
  • We will save the world, you, and the universe
  • Il futuro è dietro la porta

 

 

 

 

I docciaioli

 

 

Era un’altra mattinata calda e soleggiata.

Immaginate un po’?

Inklet e Tailchaser avevano abbandonato moooolto felicemente il loro posticino al sole: ‘Mmiew!?’

Insomma, altra gita di famiglia per sentire coloro che “sguazzavano” nel project management qual pulcin nella doccia … anche al caldo, per Inklet e Tailchaser è stato come fare una doccia fredda. E siccome i cari mici, come si diceva, stanno imparando l’italiano, da loro la definizione: “i docciaioli”, una parola che era loro piaciuta molto … dolce, armonica, perfetta.

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Il miele

 

Ma andiamo per ordine illogico, tanto la logica con questa storia non c’azzecca proprio.

Allora … si suppone che un “qualcosa” che lo include abbia a che fare con il project management stesso, vero?

Insomma, perché mai scomodare il project management?

Inklet: ‘Per disturbare il nostro riposino, questi “docciaioli!’

Tailchaser: ‘Mieeooooeww!!’ Ok, meglio non tradurre.

Siamo gentili, va: perché non scomodare il project management? Dopotutto, c’era una nutrita presenza, no?

Come avrete già capito, la sala era gremita. Da tante brave api (noi inclusi).

Ok, il miele non ci dispiace, ma solamente quando si tratta del prodotto originale e sappiamo fin dall’inizio che è miele invece di filetto di manzo (‘Mieww-miewwwww!!’ – No questo non è Tailchaser bensì la tranquillissima Inklet, quindi immaginate un po’ voi)

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La mazzata

 

Voi come vi sentireste, come project managers certificati (od anche non certificati, se è solo per quello), se qualcuno avesse detto qualcosa tipo “I project managers fissano delle date, poi non si vedono ed intanto il progetto …”?

Immaginate un po’ cosa accade?

Ecco qua: a questo punto arrivano i “salvatori della patria” con la loro miracolosa idea ed il progetto è salvo.

Che poi l’idea niente, ma proprio niente, con il Project Management sembri avere a che fare, evidentemente importanza non ne ha.

E così, tanto per rafforzare la nostra impressione che questi di Project Management … ecco la perla: “parlano” di project management come se fosse un’insieme di date senza controlli od altro, insomma il progetto va “a tutto vapore” grazie alla loro idea e … provate un po’ ad indovinare?

Tailchaser: ‘Ma alle soft kills, no!? Soft kills (Tailchaser ha ancora dei problemi di pronuncia) “embedded”, in questo caso’. Ci sa che anche i professionisti di soft skills si stanno mettendo le mani sulla testa.

Siamo arrivati a questo, dunque: qualcuno che non è project manager, che parrebbe non avere idea di cosa sia il Project Management, che “disprezza” i Project Managers, che “salva il mondo” (oltre al progetto) grazie alla sua idea miracolosa.

Udite udite, nulla ci spaventa, neanche i cambi di tempo!

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La melassa

 

Veniamo al condimento: stiamo andando per ordine illogico, no!?

Mamma mia quanti discorsi sulle soft (s)kills!!

E qui siamo alle solite: le soft skills usate come soluzione universale.

Che siano o no soft skills, basta chiamare qualcosa soft skills e va tutto bene.

Invece Inklet e Tailchaser hanno problemi di pronuncia e quindi talvolta dicono soft skills e talvolta, invece, soft kills.

 

C’è di nuovo che qui non solo si trattava di soft kills a tutto vapore, sono stati raggiunti nuovi confini: vi immaginate la mite micetta Inklet che arriva a dire che nemmeno nei suoi sogni più strani ha mai visto i “fanatici” delle soft kills arrivare così lontano?

Insomma, se proprio vogliamo essere tradizionalisti dovremmo dire che secondo Tailchaser a praticare certe “cose” si rischierebbe di ottenere un risultato contrario a quello sperato.

Sta’ di fatto che questi ci sguazzavano con goduria estrema, involontariamente aiutati in questo dall’uditorio che sembrava piuttosto a digiuno sia di project management che di soft skills – com’è del resto ovvio, era lì per imparare.

 

Comunque sia, non abbiamo sentito nulla che potesse valere la pena di sentire; o meglio, abbiamo sentito moooolto che valesse la pena sentire. Questa è una storia illogica, ricordate?

Anche noi siamo rimasti molto colpiti: anche se siamo contrari all’abuso di soft skills in alternativa alla conoscenza “specifica” della materia, ci aspettavamo comunque di sentire qualcosa di interessante.

 

Ma proviamo ad andare oltre la melassa per capire il messaggio che ogni evento alla fine ha.

Beh, il messaggio è sembrato chiaro ad Inklet: “Se applicate la nostra idea e vi applicate – e te pareva!? – il cielo sarà più blu, il sole più caldo, eccetera eccetera”.

Ma allora perché non dare all’evento un titolo quale “Un’idea che apre nuove porte, ma certamente non nel project management”?

Eh, cari i nostri 25 lettori (il Manzoni ci perdoni ancora), qui si va alla parte triste di questa già triste istoria!

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We will save the world, you, and the universe”

 

Ma insomma, che accadeva‘? Questo è Codina, un piccolo amico di Inklet cui piacciono tanto le storie.

Tailchaser: ‘Tutto quel parlare di “facciamo tutti i bravi”, uffi!’

Inklet: ‘E quell’atteggiarsi quasi a volere dire “Mo’ noi sappiamo chi è un vincente e chi non lo è”? – ovvio che loro lo sono perché lo hanno fatto capire quante volte?’

Tailchaser: ‘E il loro tool che fa anche la minestra?’

Inklet: ‘Senza contare che sembrava non avere niente a che fare con Project Management e soft skills.

Tailchaser: ‘E quel “disprezzare” i Project Managers; perché scomodare il Project Management e poi fare così?’

Inklet: ‘Pero che bravi! Ci hanno gentilmente fatti venire dal nostro riposino per donarci con tanto amore l’idea che magari un giorno salverà il mondo e chi lo sa, magari anche l’universo.’

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Il futuro è dietro la porta

 

Codina: ‘Di sicuro hanno detto tanto che poteva essere di aiuto ai presenti!

Tailchaser: ‘Eh si, hanno fatto capire che dipendeva dai presenti se le cose al lavoro sarebbero migliorate, Mewwww!’

Inklet: ‘Eh si, alla fine tutto era incentrato sul singolo partecipante. Però che bravi! Perfino io mi sono sentita in colpa per un miciosecondo, mi-mieeeew’.

In fondo, che male c’ è? I partecipanti hanno ben capito che il loro futuro dipende da loro stessi, che dovranno impegnarsi e che c’è chi può aiutarli … basta applicarsi.

Il futuro è dietro la porta.

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Misfits of project management” is free and can be freely forwarded: some healthy fun is necessary in these modern times.

Being an ironic newsletter, it reflects only ideas. “Answers” or assertions that are not between inverted commas [‘….’] are not to be considered as “true” answers or assertions: that is only a way to express ironically what is perceived.

We make use of another set of inverted commas [“….”]: those are no quotations at all, just a literary device of ours to make concepts clearer.

Every possible reference to real persons, facts or things in ironic pieces is accidental.


Come Scegliere un Manager e/o un Project Manager?

Vi sono due aspetti da valutare: capacità operativa (ad esempio la conoscenza del Project Management e/o degli aspetti manageriali); soft skills.

Tra le capacità operative includo la capacità di dirigere un´azienda od un progetto; sono capacità che non cambiano, e non sono soft skills.

Un dirigente tutti sorrisi, empatico, ecc, che però non possiede il lato operativo sarà amato dai collaboratori, ma alla lunga non otterrà risultati.

Le soft skills sono facili da falsificare: una buona conoscenza dei test (per chi ama le cose scientifiche) più una buona capacità di fingere, e ci cascano quasi tutti.

Vanno verificati entrambi gli aspetti, ma soprattutto l´integrità, l´onestà e la capacità di ascoltare.


Il Project Manager giusto per il giusto Project Management

Non è vero che chiunque può fare il project manager. Il project management richiede un Project Manager, non una persona cui viene affidato un progetto e che viene spesso scelta per le sue capacità tecniche – se va bene viene mandata a fare un corso; affidereste il settore marketing ad uno sviluppatore?

L´esperienza: chi non ha mai fatto vero project management in vita sua che esperienza ha? Troppo spesso si “premia” qualcuno dandogli l´incarico di project manager.

Il Project Management è troppo importante per un´azienda; affidereste il comando di un’armata ad una persona senza preparazione adeguata? Badate bene che è già accaduto, con i risultati che tutti si possono immaginare.

L´attitudine: troppo spesso si dimentica che senza l´attitudine non si va da nessuna parte. Il Project Management è una disciplina ma anche un´arte: servono studio ed impegno, ma anche attitudine.

Molti dicono: “il project manager si arrangi con il progetto, se sbaglia paga”.

Eh si, però chi ci rimette alla fine se il progetto non raggiunge i risultati previsti? Il committente e l´azienda.

Il vero Project Manager collabora con il committente, non lo disturba se non quando previsto od in situazioni importanti; cionondimeno, solamente il committente può prendere certe decisioni capitali (come aumentare il budget, impegnare più risorse, ecc).

Il vero Project Manager sta al committente come il generale sta al sovrano: dirige le operazioni, ma le indicazioni politiche, i finanziamenti ecc, sono responsabilità del sovrano. Soprattutto, il Project Manager è ufficialmente qualificato, esattamente come il generale

Le connessioni non fanno un project manager.

Le slides piene di figure senza significato (tipo della gente in cravatta e sorridente attorno ad un tavolo) non fanno project management: il Project Manager è un serio professionista che lavora duro al suo posto di lavoro. La professionalità non ha nulla a che fare con la fotografia.

Per finire: chiedete sempre a chi avete di fronte che qualificazione di Project Management ha!

Risk Management ed Analisi dei Rischi

Il risk management e l’ analisi dei Rischi sono l’ occasione di introdurre una buona abitudine invece di inutile burocrazia.
L’ analisi dei rischi non può che portare vantaggi anche a chi non è obbligato a prepararla
Una buona analisi porta a risparmi esponenziali ed ad evitare vere e proprie catastrofi.

Analisi dei Rischi: i rischi sono identificati e valutati con il loro impatto su tempo, costo, qualità, portata, vantaggi e personale/risorse; vengono poi identificate le reazioni adeguate e viene suggerita una soluzione per ogni rischio.

Identificazione dei rischi: ogni rischio viene identificato ed inserito nel Risk Log, che raccoglierà tutti i risultati dell´analisi.

Valutazione dei rischi: comprende la probabilità che un rischio si verifichi, l´impatto, la prossimità (ad esempio, tre mesi), il responsabile (la persona incaricata di tenere d´occhio il rischio).

Identificazione delle reazioni adeguate, che può comprendere: la prevenzione del rischio, la riduzione, il trasferimento (ad esempio, un´assicurazione), l´accettazione, l´azione contingente.

Scelta della soluzione: sulla base del costo di una specifica azione, raffrontato al costo del verificarsi del rischio.

Rischi: il Project Management e soprattutto PRINCE2 dedicano una parte importante all’analisi del rischio. Grazie ad una metodologia ampiamente sperimentata, viene definita una politica di controllo dei rischi ininterrotta e dinamica.


In generale, grazie al Risk Management ed alla conoscenza del progetto che ne deriva potrete trarre enormi vantaggi da questa conoscenza e sarete in grado di prendere decisioni fondate.

Quale Project Management per l’ Azienda? Internazionalizzazione o Adattamenti Locali?

Il Project Management deve essere valido ovunque, però bisogna adattarlo: la terminologia deve restare la stessa, i principi di base ed il modo di procedere pure, ma, come lo stesso PRINCE2 consiglia, bisogna adattare alla situazione locale (scalability).

L´internazionalizzazione va bene, però che senso ha proporre soluzioni culturalmente lontane dalle realtà locali? Non si tratta di una discussione sul bene o male dell´internazionalizzazione: si cerca di prevedere le tendenze future e quindi adeguare l´offerta.

Non dimentichiamo che di questi tempi “internazionalizzazione” è spesso associata a “crisi”, e che molte aziende sopravvivono solo grazie a piccole nicchie (culturalmente/economicamente) locali.

Per il cibo fresco, spesso se vuoi pesce veramente fresco di un certo tipo devi rivolgerti ai piccoli pescatori di altri paesi mediterranei; certo che, se ad esempio, in Veneto (faccio un paragone con il Project Management) si risveglia uno spirito localistico (come in Svizzera) magari i pescatori locali ne beneficeranno, e con loro le aziende che lo acquistano.

Le competenze sono indispensabili: se ad esempio un architetto canadese proponesse un progetto di edificio in Svizzera che comprende una guglia … verrebbe accettato in questo momento? Senza saperlo, col metro valido altrove potrebbe essere scartato perché ha sbagliato in pieno lo spirito del momento (il suo progetto potrebbe essere visto come un rischio).

Il project manager che non ha competenze “locali”, sia tecniche che culturali, non può fare bene il suo lavoro, indipendentemente dalle scelte che farà – pesce locale o preso altrove 😉

Dipende dalle tutto necessità (locali, appunto), la località si applica anche ai produttori: che senso ha fare qualcosa che non converge con le necessità aziendali solo perché altri in un altro luogo lo fanno?