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Internazionalizzazione di Impresa – Una Nuova Era

Siamo in una nuova era dell’internazionalizzazione di impresa: a fronte di decisioni politiche – vedi le sanzioni contro la Russia – le aziende devono muoversi autonomamente, allacciare rapporti diretti e fare impresa come si faceva nel 1800, ovviamente dopo le opportune valutazioni geopolitiche e dei rischi.

Cosi’ si fa export oggi.

L’era della stabilita’ come base del fare impresa e’ ormai finita – anche in Europa.

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Qual’e’ lo Spirito di un Progetto di Internazionalizzazione?

Spesso ai progetti di export manca lo spirito: quello di un lungo viaggio che implica dei rischi: bisogna quindi intraprenderlo con persone di propria fiducia e con lunga esperienza – sul campo – estera.
Niente puo’ sostituire l’esperienza di lavoro e vita all’estero: export ed internazionalizzazione devono essere fatti da persone, non dall’informatica.

E se l’Internazionalizzazione della PMI va Fuori Strada?

 

Internazionalizzazione PMI

Quando si parla di internazionalizzazione, la cosa che piu’ mi sorprende e’ “l’accanimento” sulle PMI.

Tutti a dire che le PMI devono internazionalizzare, e fin li’ va bene …. a patto che l’impresa abbia prima verificato che sia nel suo interesse; insomma, magari sta andando benissimo cosi’ com’e’! Non e’ che magari l’internazionalizzazione va fuori strada e la PMI si fa del male?

Discorso strano?

Mica tanto, visto che tutto si fa per il beneficio dell’impresa, quindi se l’internazionalizzazione non e’ appropriata non si deve fare.


E qui sorge la domanda spontanea: perche’ mai potrebbe non essere appropriata l’internazionalizzazione?

Risposta semplice: fatti due conti, non e’ conveniente.

Risposta meno semplice: i conti non sono solo due, e comprendono un’analisi dei rischi, del mercato estero, della situazione geopolitica; aggiungete una pianificazione seria che tenga conto di tutti i fattori, l’adeguamento dell’organizzazione, il personale adeguato, la formazione e quant’altro.

Risposta complicatina: e la gestione pratica delle operazioni pratiche – leggi sul campo – di internazionalizzazione della PMI?


Insomma, tutto cio’ risulta tutt’altro che banale anche per una grande azienda, figuriamoci per una PMI!

E allora niente internazionalizzazione delle PMI?

Certo che no, solo che bisogna fare internazionalizzazione d’impresa con tutti i santi crismi.

E i suddetti crismi, come abbiamo visto, non sono solo qualche agente all’estero, un po’ di conti e un avvocato.

In fondo, per fare impresa all’estero la PMI deve fare quello che gia’ fa, pero’ in un ambiente (anche totalmente) diverso; e magari pure competere con la concorrenza sul suo mercato.


E allora ci vuole onesta’ intellettuale e dire alla PMI interessata ad internazionalizzare: guarda che puoi andare li’ ma non la’ a causa dei rischi troppo elevati, e che comunque ci sono vari fattori (inclusi rischi) da considerare anche nei mercati piu’ favorevoli per te.

E soprattutto, bisogna dire alla PMI che per operare all’estero, magari extra-UE, bisogna dotarsi di personale con grande esperienza internazionale e rivedere l’organizzazione ed il personale; bisogna fare i conti della serva valutando tutti i fattori.


Conclusione: se qualche volta la PMI dimostra ritrosia, forse e’ dovuto al semplice sesto senso; ricordatevi che chi ha messo in piedi una PMI, ha spesso un sesto senso particolarmente sviluppato e ha comunque il sentore di rischiare di andare fuori strada.

Sicurezza Idraulica – Riflessioni sulle Consulenze di Ingegneria e sulla Multidisciplinarita’

 

Risk Manager - sicurezza idraulica

La settimana scorsa ho terminato una relazione sulla sicurezza idraulica di un’area in Italia, interessata da un progetto di impianto tecnologico con possibili impatti di rilievo.

Si trattava di cosa molto delicata e impegnativa: un vero e proprio studio multidisciplinare, con parte di analisi e sintesi delle alluvioni storiche e recenti, nonche’ analisi dei rischi; a questo, si sono aggiunti vari dossier fotografici, sia per illustrare la situazione de facto che per dettagliare alcune alluvioni recenti.

Un bel po’ di scenari e lo studio approfondito del progetto dell’impianto tecnologico, soprattutto dal punto di vista idraulico ed idraulico-sanitario, sono ovviamente stati necessari per preparare la relazione, una vera e propria perizia.

 

Prima di passare alle lezioni di vita, vi tolgo la curiosita’ e vi dico subito che l’impatto dell’opera e’ previsto elevatissimo; del resto, si tratta di un’area gia’ ora ad alto rischio idraulico.

Anzi, come dovrebbe fare ogni buon ingegnere, ho aggiunto una parte dove si descrivono alcuni aspetti da affrontare appena possibile; ritengo infatti che di fronte a situazioni oggettive sia preciso dovere di chi opera nel campo delle consulenze di ingegneria andare oltre quello che potrebbe essere lo scopo iniziale dello studio.

Oltretutto, si parla di sicurezza idraulica o, come va di moda di questi tempi, sicurezza idrogeologica (anche quando la geologia non c’entra).

 Bacchiglione e studio di fattibilita' dell'idrovia Padova-Venezia

Ma passiamo alle lezioni di vita:

 

Lezione numero 1

Ho cercato di non usare, per quanto possibile, linguaggio specialistico.

Perche’? Perche’ la relazione sara’ vista da tante persone, e alcune nemmeno ingegneri o tecnici.

Si’, lo so: qualche consulente di ingegneria inorridirebbe.

Ma forse, e’ ora che gli ingegneri comincino a pensare ai risultati e a chi dovra’ poi leggere e magari contribuire alle decisioni.

 

Lezione numero 2

La multidisciplinarita’ e’ essenziale.

Si’ lo so: tanti ingegneri insistono nella super-specializzazione e ne vanno fieri.

Ma forse, in tanti campi questa non e’ la risposta giusta?

Pensateci: nella relazione ci sono andati elementi idraulici, storici (ricostruire gli eventi alluvionali e’ un’arte), ambientali, civili, industriali, di gestione di rischi ed emergenze, e quant’altro.

Diciamocela tutta: ho visto varie consulenze, di solito fatte da ingegneri (anche piu’ di uno) specializzati solo in un campo; spesso gli stessi consulenti riconoscono che altri aspetti andrebbero studiati a parte.

E diro’ di piu’: non e’ raro che alcune parti, per quanto brevemente trattate (in fondo non e’ il loro campo) facciano sorridere.

Fatto sta, che un ingegnere dovrebbe forse ripensare agli ingegneri dei tempi passati, o a chi deve operare in posti in giro per il mondo; dovrebbe prendere esempio ed allargare il suo campo visivo.

Del resto, queste sono ormai le richieste dei clienti, o meglio le necessita’ che derivano dalle consulenze.

 

Lezione numero 3

Multidisciplinarita’ o meno, ci sono settori in cui l’esperienza sul campo, il sapere cosa significa un’emergenza idraulica, sono fondamentali.

Forse, tutti noi che facciamo consulenze, soprattutto se la sicurezza idraulica (o idrogeologica) fa parte dell’equazione, dovremmo ripensare alla mela di Newton ed alla scienza sperimentale.

In fondo, siamo ingegneri, non filosofi della scienza.

Analisi dell' Alluvione del 2010- Bacino del fiume Bacchiglione

L’Emergenza Continua ed il Risk Management, con Contorno di Volpe e Galline

Risk management e la gallina

Ormai ci siamo abituati: emergenza di qui, emergenza di la’.

Tutto o quasi e’ un’emergenza; perfino la quotidianita’, in molti casi, e’ diventata tale di nome e talvolta perfino di fatto!

Cosi’ non va!

 

Perche’?

Perche’, appunto, cio’ che diviene quotidianita’ non e’ piu’ emergenza per definizione.

Facciamo un paragone: invece di fare la vostra vita con dei momenti critici qua a la’, vi ritrovate a gestire criticita’ dalla mattina alla sera.

Risultato? Nel giro di qualche giorno, massimo poche settimane, ci sara’ una corsa d’emergenza alla neuro.

Sperando che poi non capiti una criticita’ veramente tale, perche’ chi e’ gia’ in emergenza permanente ….. lo e’ perche’ non sa (o non puo’) gestire gia’ la quotidianita’, figuriamoci le situazioni eccezionali!

Eppure e’ esattamente questo che capita, troppo spesso.

Risultato?

Lo sappiamo tutti fin troppo bene.

 

E allora come dovrebbe funzionare?

Semplice: un buon Risk Management dovrebbe portare ad una situazione in cui le emergenze sono ridotte al minimo, possibilmente solo quelle comunque inevitabili od imprevedibili.

E’ accettabile, ad esempio, che ci sia una situazione continua di “disagio” idrogeologico in tante aree? Che ogni tre per due ci sia un’emergenza in un’area che si sa da tanto essere critica?

Che senso ha avere tante emergenze e poco Risk Management? O meglio, avere una Gestione dei Rischi pratica, efficace, operativa e che non si fermi a pacchi di carta?

L’analisi dei rischi si fa, innanzitutto, per evitarli o ridurne la probabilita’ o gli effetti.

 

Quello che “fa specie” e che tanti parlano di progetti (di solito costosi), ma ben pochi di Risk Management.

In una situazione in cui occorrerebbero comunque (non meno di) parecchi anni per rendere la situazione idrogeologica (tanto per fare un esempio) accettabile, che senso ha ragionare per singolo progetto e non per l’insieme?

Che senso ha che ognuno propugni la sua idea e quasi nessuno analizzi i rischi nel loro insieme e poi stabilisca cosa fare e le priorita’?

E comunque, qualcuno crede veramente di potere fare Emergency Management senza avere prima curato la Gestione dei Rischi in modo operativo?

 

Un’opinione ironica?

E’ come quando una volpe visita un pollaio quando le pare: forse oggi forse domani, ma tutti sanno che tornera’.

Ebbene, invece di stabilire quali sono tutti i punti deboli da dove la volpe puo’ entrare, e assegnare una priorita’ ……. si assiste alle galline che hanno piu’ ugola che fanno un baccano infernale per sistemare cio’ che e’ piu’ vicino al loro giaciglio, anche se magari la sera prima la volpe ha portato via una gallina ad est dopo essere entrata da ovest, ovvero dall’altra parte della recinzione. E’ una volpe, no?

I Corsi di Risk Management e la Legge di Murphy

 

Corsi

Risk management e legge di Murphy

Dovendo tenere un corso di Risk Management per un ente prestigioso, ho pensato bene di rifinire la presentazione due giorni prima (come faccio di solito – risk management, per l’appunto); gia’ che c’ero, ho preparato alcuni ausili multimediali. E fin qui tutto ok.

Dopo di che e’ cominciata la preparazione dei supporti informatici: come da mio standard, travaso tutto il materiale del corso su USB key – versioni pdf dei documenti inclusi perche’ in caso di problemi imprevisti il pdf funziona praticamente ovunque; trasferimento dei dati (tramite USB key) su altro pc per essere sicuro al 100% che il formato sia compatibile con quello del cliente; infine, burning di due distinti (ed identici) cd con tutta la documentazione.

Insomma, Risk Management applicato ai corsi … di Gestione dei Rischi 🙂

 

Durante la procedura sul secondo pc e’ risultata necessaria una piccola modifica ad un problema tutto sommato trascurabile di font; ma sul primo pc avevo anche scoperto che chissa’ come una slide era diventata doppia.

E fin qui Murphy si e’ limitato: probabilmente, uno spostamento di mouse e’ stato interpretato a suo modo dal programma.

Ad ogni modo, con due cd il ricorso alla USB key e’ molto improbabile ed il problema di font molto minore, per cui potrebbe andare.

Sennonche’ ……

 

Sennonche’ da buon Risk Manager stampo sempre una copia del programma del corso e lo confronto con la presentazione – cosa utile anche per cominciare a prepararsi per il corso.

E mumble mumble, come direbbe Paperino, qualcosa non mi torna: sembra esserci ogni argomento pero’ mi pare manchi qualcosa di importante.

E infatti ….. non solo mancava una slide importante, ne mancava pure un’altra: come e perche’???

Beh, tutti sappiamo che quando si clicca il mouse appena un po’ piu’ in la’, o magari un trascinamento o altro non viene “preso” bene, succedono cose anche piu’ strane.

Fatto sta, che stavolta Murphy ha colpito in pieno: come non si sa, ma lo ha fatto.

Pero’ stavolta ho fregato Murphy: il confronto con la copia stampata, procedura d’altri tempi o applicata dove la sicurezza e’ fondamentale, ha salvato la situazione.

 

Lezione numero 1: Murphy, dove circolano elettroni, ci sguazza.

 

E allora revisione sul primo pc, trasferimento su USB key, riaccensione del secondo pc (lo avevo gia’ messo “a nanna”), ecc. ecc.

E naturalmente, stavolta, tutto preso dal sistemare le due slide, non mi ero accorto che ……. c’era di nuovo la slide doppia!

Ebbene si! Ho corretto il problema sul secondo pc durante l’adattamento, ma non mi sono neanche sognato di risistemare la USB key.

Perche’?

1) Il formato iniziale (presente su USB key) non sara’ l’ideale per i pc del cliente, ma comunque funziona ed avere un’altra versione significa ridondanza. Anche questo e’ gestione dei rischi.

2) Ho due cd con il formato perfetto ed una versione pdf.

3) Ho una Usb key con il formato pdf.

4) Il tempo non vale la candela, e comunque vedi di seguito la lezione numero 4.

 

Lezione numero 2: in tutti i supporti circolano elettroni, e conoscendo Murphy e’ sempre meglio avere piu’ ridondanza – ovvero piu’ formati/versioni.

 

Lezione numero 3: Murphy e’ vendicativo e magari quel giorno non funziona nessun pc del cliente; ci sono inevitabilmente allievi con il pc, che ovviamente (legge di Murphy) non montano lo stesso sistema del cliente.

 

Lezione numero 4: la legge di Murphy e’ universale ed inevitabile – meglio lasciargli la sua parte, cosi’ se ne sta buono.

 

E la morale e’ ……

Con il Risk Management si riesce a sopravvivere a tutto, perfino a Murphy; ma soprattutto, una certa dose di rischio e’ inevitabile.

E comunque, vale la pena investire tempo e risorse sproporzionate per cercare la perfezione, oltretutto sapendo che il rischio di un avvenimento imprevisto e’ inevitabile?

[Vedi l’esempio famoso del libro che doveva essere il libro perfetto, senza alcun errore – dopo la stampa si sono accorti di un errore nel titolo in copertina].

E infine …….. come abbiamo visto, accettare l’imperfezione puo’ ridurre i rischi piu’ grandi; un po’ come accettare un piccolo rischio allo scopo di evitarne uno grande.

Risk Management ed Analisi dei Rischi

Il risk management e l’ analisi dei Rischi sono l’ occasione di introdurre una buona abitudine invece di inutile burocrazia.
L’ analisi dei rischi non può che portare vantaggi anche a chi non è obbligato a prepararla
Una buona analisi porta a risparmi esponenziali ed ad evitare vere e proprie catastrofi.

Analisi dei Rischi: i rischi sono identificati e valutati con il loro impatto su tempo, costo, qualità, portata, vantaggi e personale/risorse; vengono poi identificate le reazioni adeguate e viene suggerita una soluzione per ogni rischio.

Identificazione dei rischi: ogni rischio viene identificato ed inserito nel Risk Log, che raccoglierà tutti i risultati dell´analisi.

Valutazione dei rischi: comprende la probabilità che un rischio si verifichi, l´impatto, la prossimità (ad esempio, tre mesi), il responsabile (la persona incaricata di tenere d´occhio il rischio).

Identificazione delle reazioni adeguate, che può comprendere: la prevenzione del rischio, la riduzione, il trasferimento (ad esempio, un´assicurazione), l´accettazione, l´azione contingente.

Scelta della soluzione: sulla base del costo di una specifica azione, raffrontato al costo del verificarsi del rischio.

Rischi: il Project Management e soprattutto PRINCE2 dedicano una parte importante all’analisi del rischio. Grazie ad una metodologia ampiamente sperimentata, viene definita una politica di controllo dei rischi ininterrotta e dinamica.


In generale, grazie al Risk Management ed alla conoscenza del progetto che ne deriva potrete trarre enormi vantaggi da questa conoscenza e sarete in grado di prendere decisioni fondate.

Corso su Programme management ed organizzazione e gestione aziendale + Risk Management

Come si applica il project management nell’azienda e nell’Ente, nella pratica?

Un Programma è un insieme di progetti coordinati, mentre il programme management è il modo per applicare con profitto il project management nell’azienda/Ente.

E´possibile gestire operativamente un´organizzazione – azienda od Ente – con il Programme Management? Se sì, in quale misura?

Attraverso la riduzione degli sprechi, l’armonizzazione delle risorse , la fine delle “faide” tra progetti e teams, il programme management porta ad un incremento del profitto.

Il programme management da’ la possibilità di gestire diversamente l’ organizzazione e di arrivare a risultati molto migliori.

Attraverso un innovativo modo di vedere l’organizzazione aziendale, verrà spiegato come si può affrontare l’organizzazione e la gestione aziendale in modo semplice ed efficace.

Verrà affrontato il vero lavorare per progetti, lontano anni luce da quello che viene normalmente così chiamato.

Si affronterà il problema della gestione delle risorse, in particolare quelle umane: senza bisogno di tante elucubrazioni, si vedrà come gran parte della gestione risulti automatica senza bisogno di spodestare i “guru” di HR.

Si vedrà come gestire il tutto integrando programme management ed organizzazione, ovviamente senza esagerare – un’azienda/Ente non comprende solamente la parte operativa ma anche quella ordinaria.

Si affronterà il tema delle emergenze e dei rischi.

Risk Management a livello di progetto, di programma, di azienda/Ente.

Il partecipante comprenderà come individuare, analizzare e gestire (contromisure) i rischi; sopratutto, imparerà come quello che viene normalmente considerato una seccatura (il Risk Management) possa invece essere una risorsa fondamentale per un’ organizzazione.

Un buon Risk Management, al di là dell’ evitare brutte sorprese, consente di migliorare enormemente l’ efficienza aziendale a qualunque livello.

Obiettivo

L’obiettivo di questo corso altamente interattivo è di introdurre operativamente i partecipanti al Programme Management ed al Risk Management, nonché di dare loro i mezzi per gestire la propria azienda/Ente (in particolare dal punto di vista operativo) in modo innovativo e profittevole.

Destinatari
Chiunque sia interessato all’Organizzazione e gestione aziendale, al Programme Management, al Risk Management; non vi sono prerequisiti, si consiglia però la frequentazione del corso di introduzione al project management (14 giugno) a chi sia digiuno di project management.

Programma (contattateci per il programma dettagliato)

  • Il programme management

  • Gestione aziendale

  • Approfondimenti su Programme Management, Organizzazione e gestione aziendale; emergenze e Rischi

  • Introduzione al Risk Management

  • Risk Management e gestione aziendale

  • Discussione finale

Dove e quando
Martedì 15 giugno 2010
– ore 09,00/18,00 – Via Matteotti, 71 – Biblioteca Civica di Abano Terme (Padova)

Una settimana dopo il convegno Project Management 2010 ad Abano Terme, un corso molto speciale ancora ad Abano Terme (Padova).

Il corso fa parte di una triade di corsi sul Project Management si terrà nei giorni 14-15-16.

Solamente per questa occasione speciale, le condizioni di partecipazione sono estremamente favorevoli; si consiglia la prenotazione, in quanto la sala ha una capienza limitata.

Il corso è nuovissimo e probabilmente un caso unico nel panorama internazionale: e tratta di come applicare il project management in un’organizzazione, nonché di come gestire un’ azienda/Ente (in particolare dal punto di vista operativo) in modo innovativo e profittevole; la parte di Risk Management comprende sia il Risk management in senso stretto che la sua applicazione “integrata” in campo aziendale.

Per favorire la partecipazione di tutti (anche studenti e disoccupati), le quote di partecipazione sono ridotte al minimo.

Ovviamente, questo comporta la riduzione al minimo dei costi: tutte le spese accessorie non sono coperte dalla quota di partecipazione.

I costi: per chi partecipa ad un solo corso a scelta, 150 E; per chi partecipa a due corsi a scelta, 250 E (ovvero 125 E per corso); per chi partecipa a tutti e tre i corsi, 300 E (ovvero 100 E per corso).

Programma dettagliato del corso e maggiori informazioni: scriveteci all’indirizzo (in versione anti-spam) che trovate sul sito.

Corso su Programme Management ed Organizzazione e Gestione Aziendale – Risk Management


Per informazioni:

http://www.righetconsult.com

Practice svizzera innovativa di Lugano (Ticino), fornisce servizi di Project Management e soprattutto Prince2, Training, Strategia, Organizzazione aziendale, PNL, Risk Management.

Operazioni in Svizzera, Italia, UE. Le zone di maggior interesse sono in Svizzera per Prince2 ed il Project Management Lugano, Ticino, Zurigo; in Italia, Padova, Roma, Vicenza, Verona, Venezia ed il Veneto, Como, Milano.

Certificazione Prince2 Practitioner a Londra. Siamo la prima (ed a nostra conoscenza l’unica) practice basata in Ticino nonché ad operare in Veneto con Prince2.